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Feb 8, 2018

Le alternative al Festival: l’agente smemorata di Amazon, i bird-watcher d’autore e la vendetta tratta dalla penna di Lansdale

Tutto quello che in questi giorni vi impedirà di essere costretti a guardare il festival della canzone italiana comunemente noto come Sanremo

Absentia – AMAZON PRIME

Dieci episodi su un’agente dell’FBI senza memoria di quel che le è accaduto negli anni in cui è stata misteriosamente scomparsa. Non è certo Jason Bourne ma uno di quei mistery che la serialità americana ci ha insegnato che amiamo odiare. L’agente Byrne stava indagando su un serial killer quando si perdono le sue tracce e, dopo un po’, viene dichiarata morta. Quando poi è ritrovata in una baracca nel bosco senza ricordi di quel che è successo il mondo intorno a lei è palesemente andato avanti. Nonostante lei non capisca il perché sembra sia implicata in alcuni crimini e la sua famiglia si è tutta rifatta una vita in sua assenza.

Conoscendo gli standard seriali americani dieci puntate sono pure poche.

Un anno da leoni – RAI DUE

Questo è proprio una sorpresa. Con un titolo italiano scemo che cercava con grande disperazione di cavalcare il successo di Una notte da leoni, questo film che in originale si intitola The Big Year, non ha assolutamente niente a che vedere con la commedia con Bradley Cooper. Innanzitutto non è un film comico ma una commediola leggera che non cerca la risata a tutti i costi, i cui protagonisti sono Steve Martin, Jack Black e Owen Wilson, bird watcher accaniti in cerca di un record storico: essere il bird watcher con più avvistamenti nel corso dell’anno. Inseguono specie rarissime e hanno tutto un loro codice.

Si tratta di un film dalla scrittura pazzesca, leggero e complicato che nel raccontare qualcosa che in pochissimi conoscono (il mondo e l’etica del bird watcher) mette in scena tre uomini e le loro motivazioni per portare a termine l’impresa. Quello che si definisce riempiendosi il petto “un bel film”, necessariamente per pochi, passato sotto silenzio in sala e messo in tv contro Sanremo: la chicca che nessuno riconosce.

Cold in July – RAI MOVIE

Chi conosce Joe Lansdale non ha bisogno di sapere altro se non che questo è un film tratto dal suo libro omonimo. A chi non lo conosce, invece, può bastare sapere che esiste una categoria umana per la quale il solo sentire che è un film tratto da un libro di Lansdale basta per non voler sapere altro e guardarlo.

Siamo dalla parte del cinema di vendetta ma niente è come ce lo si aspetterebbe. Essendo una grande storia scritta benissimo ne possiamo riconoscere la struttura (un protagonista non avvezzo alla vendetta, dei sodali molto più esperti): ma poi ha degli eventi e delle svolte che il cinema non conosce se non quando si ispira ai romanzi. Soprattutto ha un tono gelido dal sapore del destino manifesto e delle atmosfere dure e ordinarie da sobborgo degli stati del sud degli Stati Uniti, che rendono subito vincente il film, prima ancora che entri in gioco il terzo dei protagonisti interpretato da Don Johnson (gli altri due sono Micheal C. Hall, cioè Dexter in una parte lontanissima dal serial killer, e uno stropicciato Sam Shepard).

 

Un film da guardare stando sulla sedia vostra sedia a dondolo sul vostro porticato con in braccio il vostro fucile.

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