Luca Corsolini

Luca Corsolini

Feb 10, 2018

Il cielo sopra Pyeongchang colorato dai droni Intel. La svolta della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi

La scelta del CIO dei nuovi partner detta il passo per i Giochi: che saranno sempre più interattivi e coinvolgenti. Aspettando l'ingresso degli e-sport tra le discipline olimpiche

Assieme alla bandiera, composta da cinque cerchi intrecciati tra loro a dire che ogni continente ha bisogno degli altri, è il motto “L’importante è partecipare” a farci pensare immediatamente ai Giochi Olimpici. In realtà quel motto, che sia attribuito o meno al barone de Coubertin, deve anche essere contestualizzato: nel 1896 partecipare alla prima edizione dei Giochi Olimpici non era per nulla semplice. Non c’erano i voli low cost, per dire, normale quindi che arrivare ad Atene fosse già un bel risultato.

Oggi, più di cento anni dopo, nell’epoca dei social quel motto ha bisogno non di una correzione. Perché il messaggio conserva il suo significato per gli atleti, ma ha bisogno di un aggiornamento indispensabile alle squadre marketing che rendono possibile lo svolgimento dei Giochi. Ed ecco che diventa: “L’importante è far partecipare”, coinvolgere il pubblico insomma.

Intel porta droni e la realtà virtuale a Pyeongchang

E’ questa idea che ha accompagnato l’ingresso di Intel tra i partner del Comitato Olimpico Internazionale. Perché Intel ha portato, e porterà almeno fino al 2024, tutto il suo carico tecnologico che, messo al servizio dell’Olympic Broadcasting Service (la struttura del CIO che cura tutte le riprese TV di ogni olimpiade) e dei migliori operatori su piazza allenati a seguire specificatamente ogni disciplina, sta cambiando l’esperienza di noi guardoni dei Giochi: siamo sul divano davanti alla TV oppure siamo in ufficio e stiamo usando uno qualunque dei device che abbiamo a disposizione, ma è come fossimo in Corea.

“Vogliamo far vivere i Giochi agli spettatori, non vogliamo solo farli guardare” dicono in coro CIO e Intel. E intanto lavorano: a medio termine questo inciderà anche nella progettazione degli impianti sportivi che dovranno adattarsi a nuovi “inquilini”, per trovare ogni possibile applicazione al True VR, qualcosa di più e di meglio della semplice fruizione delle immagini permessa vestendo gli occhialoni classici da 3D. La potremo sperimentare anche in Italia questa novità, grazie all’impegno di TIM che è il partner mobile per la messa in onda di questa edizione dei Giochi: l’elenco delle gare disponibili in questo formato lo trovate qui.

 

 

Poi si parla di Artificial Intelligence, di droni sui campi di gara (nel corso della cerimonia di inaugurazione c’è stato tanto di record per volo in formazione di uno stormo infinito di droni proprio di Intel: erano parte dello show, e lo saranno anche della cerimonia di chiusura), e di telecamere di nuova generazione posizionate in modo strategico, per proiettare gli spettatori non solo al fianco ma addirittura dentro l’evento: è questa la promessa che deve mantenere la tecnologia per i replay a 360 gradi, aiutata dal dispiegamento più massiccio della tecnologia 5G.

E non c’è solo questo. Abbiamo già scritto che la sequenza continentale che tiene in Asia ben tre edizioni consecutive dei Giochi (2018 Corea, 2020 Giappone, 2022 Cina: con Pechino che taglierà un traguardo particolare, sarà la prima città nella storia ad aver ospitato sia le Olimpiadi Estive che quelle Invernali) è dal punto di vista della tecnologia applicata una benedizione.

Il ruolo degli e-sport

Parliamo di e-sports. Quando il CIO ha di fatto riconosciuto gli e-sports non ha aperto le porte del programma olimpico alla disciplina: è difficile che questo possa succedere prima del 2028, quando i Giochi saranno guarda caso a Los Angeles, ma è anche vero che oggi la velocità di certi fenomeni brucia le tappe. E il CIO è comunque intervenuto dopo un annuncio dei Comitati Olimpici Asiatici che nella primavera dell’anno scorso hanno dichiarato che ai Giochi continentali del 2022, ad Hangzhou in Cina, gli e-sports saranno nel programma ufficiale.

Intanto in questi giorni siamo in Corea, dove la digitalizzazione decisa dal governo ha fatto nascere negli ultimi anni una grande attenzione anche per i videogiochi grazie alla loro accessibilità e fruibilità: muovono già affari da centinaia di milioni di dollari di ricavi. E così nella lunga vigilia dei Giochi, quelli con la G maiuscola, c’è stato anche un torneo di e-sports promosso proprio da Intel, interessata non solo all’esibizione delle sue tecnologie ma anche e soprattutto alla promozione del settore: un mercato facilmente riconoscibile come persino più ricco di quelli affidati ai canali tradizionali.

18 giocatori arrivati da tutto il mondo, e questo è un dato strano: una selezione tanto ristretta sembra quasi smentire che i numeri degli e-sport siano invece già molto cospicui (ed è proprio così). Altre informazioni significative: il gioco in uso agli Intel Extreme Masters era Starcraft, per evidente embargo di giochi più sportivi. Il monte premi era di 150 mila dollari. Ha vinto una ragazza, Sasha Scarlett Hostyn, unica tra i partecipanti. Anche lei sarà arrivata in Corea pensando che l’importante fosse partecipare: ma deve aver cambiato in fretta opinione quando ha capito di aver fatto la storia.