La cultura indipendente arriva per corrispondenza. Il box Hoppípolla

Come valorizzare le creazioni di artisti e creativi di talento, ma non (ancora) noti, raccogliendole in una scatola che può essere spedita a casa ogni mese. Tutto questo è Hoppípolla, un progetto imprenditoriale fondato sulla cultura indipendente

Un oggetto di design, una pubblicazione editoriale, un suggerimento su una playlist musicale, un prodotto illustrato e una quinta categoria sempre diversa. Sono realizzati da case editrici indipendenti, designer, illustratori, creativi, artigiani e difficilmente si troverebbero nelle librerie o nei soliti negozi.

É possibile riceverli a casa una sola volta o ogni mese per 3, 6 o 12 mesi, raccolti in una scatola, di cui non si conosce il contenuto ma solo le categorie dei prodotti (fatta eccezione per quella variabile), da acquistare on line su Hoppípolla. Si tratta di un progetto imprenditoriale nato come spin-off della community di artigiani Co-Hive e grazie alle competenze di quattro ragazzi 35enni: Paola Tartaglino, design blogger e storico dell’arte, Nicola Minerva e Simona Basilavecchia, rispettivamente ingegnere e fotografa con la passione per il design, Francesco Rellini – già co-founder di Scooterino – specializzato, anche grazie al suo background di startupper, in marketing e business development.

Il modello di una startup diffusa

 

Un progetto fuori dal comune quello di Hoppípolla, sia perchè si basa completamente sulla cultura indipendendente, sia perché segue il modello di una startup “diffusa”, con i suoi founder che risiedono in città diverse: Paola vive e lavora a Torino, Nicola e Simona sono a Pescara, mentre Francesco sta a Roma. Abbiamo intervistato proprio Francesco per capire come è nata e che feedback sta ricevendo la “scatola delle meraviglie”.

L’intervista

Cosa significa Hoppípolla?

É un termine islandese e letteralmente significa “saltare nelle pozzanghere”, ma in realtà fa riferimento al gioco dei bambini che, saltando nelle pozzanghere quando piove, sono felici e allegri. Ed è un po’ lo stato d’animo che vogliamo suscitare in chi acquista una box Hoppípolla, che si lascia trasportare dall’effetto sorpresa dato dallo scoprire cosa contiene con esattezza la box solo una volta ricevuta.

 

Siete in quattro ma vivete in posti diversi. Come avete fatto a incontrarvi e a ritrovarvi sull’idea di Hoppípolla?

Paola, Nicola e Simona erano già immersi da tempo nel mondo della cultura indipendente, avendo ideato la piattaforma Co-Hive, una community e un marketplace per artigiani e designer. Il loro obiettivo era trovare una soluzione per far scoprire i nuovi creativi al pubblico e, pian piano, iniziò a delinearsi il concept di Hoppípolla: una scatola che contiene creazioni realizzate da questi talenti e pubblicazioni di case editrici indipendenti. Nel 2016 ci fu il primo test ovvero la prima scatola pilota che acquistò una mia amica, anche amica di Paola, Nicola e Simona. Considerando che era da diverso tempo che desideravo far convogliare la mia esperienza da startupper su un progetto culturale, di lì a pochi giorni è seguito un brainstorming a Roma con gli altri founder di Hoppípolla e il team si è completato. Credo che il punto di forza di questa idea imprenditoriale stia proprio nel fatto che siamo quattro persone con competenze ed esperienze differenti ma tutte necessarie alla riuscita del progetto.

Il Team di Hoppípolla

Che caratteristiche ha chi acquista la “scatola delle meraviglie” e perché dovrebbe decidere di riceverla ogni mese?

Oltre il 90% sono donne di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Si tratta di persone che hanno interessi sofisticati e che non comprano, per esempio, un libro tra i 10 best seller ma vanno alla ricerca di qualcosa di più particolare. Sono proprio la curiosità e il bisogno di trovare qualcosa che stimoli la crescita personale gli elementi che spingono ad acquistare in abbonamento Hoppípolla, facendosi sorprendere e incuriosire dal contenuto sempre diverso della box. Nel 2017, solo per fare alcuni esempi, i nostri abbonati hanno ricevuto a casa: un portacandela Mistake, progettato da Kanz Architetti e prodotto in vetro borosilicato da mastri vetrai veneziani; i sacchetti di tè e tisane di Melissa, un’erboristeria con salotto a 65 passi dalla Mole Antonelliana; i prodotti da scrivania di Papier Tigre, uno dei produttori indipendenti più talentuosi di Francia, suggerimenti musicali dalla piattaforma Hoodooh ma anche graphic novel e prodotti editoriali di illustratori e scrittori emergenti. Hoppípolla è, in un certo senso, una rivista che prende forma: oltre a parlare di una creazione, grazie allo storytelling sul prodotto, presente nella scatola ma anche sul blog, la porta a casa.

Hoppípolla ha compiuto, da poco, un anno. Puoi parlarci di numeri e novità in arrivo?

Negli ultimi 6 – 7 mesi c’è stata una vera impennata, con una crescita di abbonati di oltre il 50% mese su mese, oltre ad un aumento di followers su Facebook e Instagram: ad oggi, siamo oltre i 10 mila. Tra le novità, posso anticipare che a marzo la casa editrice minimum fax lancerà la sua nuova collana di Classici italiani in anteprima con Hoppípolla, ma ci sono anche altri progetti in cantiere, che continueranno a puntare alla crescita personale dei nostri “clienti” attraverso la scoperta e la meraviglia.

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