Feb 17, 2018

David 2018, Gatta Cenerentola è il primo cartoon (nella storia) candidato come miglior film

Una favola contemporanea ed eterna. Il mondo del cinema riconosce così, in Gatta Cenerentola, il valore dell'animazione, per troppo tempo etichettata come categoria per bambini, mettendola allo stesso livello dei live-action con ben 7 candidature.

Miglior Film, miglior produttore, miglior musicista, migliore canzone originale, miglior suono, migliori effetti speciali e David giovani. Sono ben sette le categorie in cui è entrato in cinquina ai prossimi David di Donatello il film d’animazione tutto made in Italy: “Gatta Cenerentola”, prodotto da Mad Entertainment e distribuito in Italia da Videa, e che in pochi mesi ha trovato un’accoglienza sorprendente sia Italia che all’estero.

 

Per la prima volta nella storia del più importante premio dedicato al cinema italiano un prodotto animato arriva in nomination per la statuetta più importante, quella per il Miglior Film, trovandosi a sfidare quattro pellicole tradizionali come “A ciambra”, “Ammore e malavita”, “La tenerezza” e “Nico 1988”.

 

Gatta Cenerentola ha messo d’accordo tutti, dal sud al nord. La pellicola, diretta da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, dopo le recensioni più che positive della critica a partire dalla rivista americana Variety, che lo ha definito uno dei migliori film d’animazione degli ultimi anni, ha trovato un pubblico ampio ed eterogeneo. I produttori del film, Luciano Stella e Maria Carolina Terzi, hanno puntato tutto su un’operazione complessa, un film di animazione per un pubblico prevalentemente adulto, con una forte vocazione partenopea ma in grado di abbattere qualsiasi barriera geografica.

 

 

La storia

 

Scritto da ben sette artisti (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone, Marianna Garofalo, Corrado Morra, Italo Scialdone) e diretto da quattro di loro (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone), il cartoon è ispirato all’omonima fiaba di Giambattista Basile e all’opera teatrale di Roberto De Simone. Una squadra di napoletani che ha dato vita a un inno d’amore verso la propria città, la quale li ha ampiamente ripagati: non è un caso che nel capoluogo campano il film abbia avuto un successo strepitoso, incassando 127mila euro solo nel primo fine settimana.

Cenerentola è cresciuta all’interno della Megaride, un’enorme nave ferma nel porto di Napoli da più di 15 anni. Suo padre, ricco armatore della nave e scienziato, è morto portando con sé nella tomba i segreti tecnologici della nave e il sogno di una rinascita del porto. La piccola vive da allora all’ombra della temibile matrigna e delle sue perfide sei figlie. La città versa ora nel degrado e affida le sue residue speranze a Salvatore Lo Giusto, detto ‘o Re, un ambizioso trafficante di droga che, d’accordo con la matrigna, sfrutta l’eredità dell’ignara Cenerentola per fare del porto di Napoli una capitale del riciclaggio. La nave, infestata dai fantasmi-ologrammi di una tecnologia e di una storia dimenticate, sarà il teatro dell’intera vicenda e metterà in scena lo scontro epocale tra la miseria delle ambizioni del presente e la nobiltà degli ideali del passato.  Il futuro della piccola Cenerentola e della povera città di Napoli sono legati ad uno stesso, sottilissimo, filo.

 

Il valore della tecnologia animata

 

L’America lo ha fatto per la prima volta nel 1992 quando il capolavoro della Disney, La bella e la bestia, comparse nella cinquina dei candidati all’Oscar per il Miglior Film e l’evento si è ripetuto soltanto nel 2010, quando Up della Pixar venne inserito nella lista dei dieci nominati al principale premio dell’anno. In Italia fa piacere pensare che questo accada nell’anno in cui due dei cinque cartoon candidati agli Oscar (Loving Vincent e The Breadwinner) sono stati realizzati in Europa.  Dobbiamo aspettare il 21 marzo per sapere se saranno i David di Donatello a riconoscerne l’innovazione e ad entrare nella storia conferendo la statuetta proprio a un cartone animato, un gesto che potrebbe avvicinare sempre più adulti a una delle tecniche più artistiche quanto sottovalutate del cinema. Il film è realizzato unendo 3d e 2d, e utilizza la tecnica del il paint over, che dà sulle immagini l’effetto di ‘pennellate’.

L’importanza di questa prima storica candidatura è nel messaggio: nel disegno digitale animato e innovativo si può riuscire a dire cose molto importanti, a trattare temi sensibili e di attualità, anche di più di quanto non succeda con la pellicola tradizionale e con attori in carne ed ossa.

 

La produzione

 

Gatta Cenerentola è il frutto di un lungo entusiasmante viaggio di un gruppo di artisti, animatori, disegnatori, musicisti e produttori che si sono conosciuti durante il lavoro de L’Arte della Felicità, il film in animazione vincitore degli European Film Awards nel 2014. Si sono conosciuti e non si sono lasciati. Hanno deciso di continuare a viaggiare insieme.  Hanno dato vita ad un luogo nel cuore di Napoli, hanno costruito e vivificato uno studio fatto di Anime e Talenti. E quattro anni dopo ora c’è Gatta Cenerentola: forti radici nella tradizione delle favole orali della nostra terra e alti rami poetici, visivi e narrativi. Due anni e mezzo di lavoro insieme, come una comunità libera e creativa, operosa e solidale, artistica e produttiva. Un lungo viaggio la cui mappa parte dalla Campania, dal 1600, dal Racconto dei Racconti di Giovanbattista Basile e sfocia in un mondo di relazioni e riscatti, di ferocia e di amore, di criminalità e candore che fa di Gatta Cenerentola una favola contemporanea ed eterna.

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