Mar 16, 2018

Il muto del futuro e gli zombie d’Alaska

Tutto quello che questo weekend vi impedirà di uscire e immergervi in attività sociali o all’aria aperta

Ghost Wars – NETFLIX

Ci sono i fantasmi in Alaska. Come se non bastassero i locali dalla mentalità piccola ed ostili a tutto ciò che è straniero, diverso e non come loro, ci si mettono anche le presenze sovrannaturali a mietere vittime. Se ne accorge più di tutti Roman, perché lui i fantasmi li vede e per questo è forse l’unico a poter prevenire una specie di apocalisse di manifestazioni violente di spiriti che non riescono a trovare pace. Se solo qualcuno lo ascoltasse…

Le serie TV degli ultimi anni puntano sempre di più sui luoghi in cui ambientare le loro storie in modo che giochino continuamente di rimbalzo con gli eventi e i personaggi, puntano insomma sul fatto che stare diverse ore in un posto consenta di esplorarlo, di vederlo e di dargli una forza che in un film è più difficile abbia. Mad Men l’ha fatto con la New York degli anni ‘60, Top of The Lake o la prima stagione di True Detective hanno trovato ambientazioni originali e proprie e così fanno continuamente Il Trono di Spade o Westworld. In pratica creano mondi. A questo serve l’Alaska in Ghost Wars. Perché la storia horror di manifestazioni e violenze inaudite, di apparizioni all’improvviso e grandi problemi di relazione tra umani e trapassati è abbastanza convenzionale. Quello che conquista qui è invece il contesto cittadino, il freddo della fotografia e dei colori, la cattiveria umana che sembra sia l’unica cosa che si possa respirare lì.

Mute – NETFLIX

Un amish muto nel futuro di Blade Runner. Dev’essere stato più o meno così l’inizio della presentazione fatta da Duncan Jones a quelli di Netflix per vendergli il suo ultimo film. Il protagonista infatti non può parlare ma è tanto innamorato (e ricambiato) della cameriera del bar in cui fa il barman. Lei sembra disegnata da Enki Bilal, con capelli e labbra blu, il mondo intorno a loro è il futuro di Moon (primo film di Duncan Jones, il cui protagonista si vede spesso nei telegiornali) però sulla Terra, ed è in tutto e per tutto la medesima ambientazione squallida e distopica da periferia blu e violetta di Blade Runner 2049.

A ravvivare il tutto, per fortuna, c’è un cattivo con figlia piccola al seguito che fa il chirurgo per la mafia locale in attesa di un passaporto per andarsene. Sembra uscito dal film di fantascienza che i fratelli Coen non hanno mai girato. Quando la cameriera scompare il grosso barman muto dolcissimo con lei (e violentissimo con gli altri) parte alla caccia e sono dolori.

 

Doveva essere un’uscita per il cinema Mute, ma è stato riconvertito in esclusiva Netflix: a giudicare dal risultato finale hanno fatto bene. Meglio vederlo in TV che pagare un biglietto.

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