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Apr 30, 2018

Wher, la app che rende le città a misura di donna

Arriva la prima app che permette alle donne di sentirsi più sicure nelle città che non conoscono, consigliando i percorsi migliori

Camminare da sole in città a volte può essere pericoloso, ed è meglio essere sicure di quale strada percorrere se si vuole tornare a casa senza pensieri. Wher è la prima app che permette alle donne di scambiarsi consigli e indicazioni sui percorsi migliori da prendere per rientrare a piedi la sera oppure per prenotare un albergo quando si viaggia da sole in città che non si conoscono.

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Come nasce Wher

«Wher nasce da un’esperienza personale – ci racconta la CEO Eleonora Gargiulo – io e la mia socia Ilaria ci siamo trovate a parlare di realizzare qualcosa che avesse un impatto sulla vita delle donne. Abbiamo sperimentato entrambe che quando si esce da sole la sera, o quando si viaggia in città che non si conoscono, non si ha mai la certezza che la strada che si sta per percorrere sia sicura. Quindi abbiamo deciso di metterci in gioco con un’applicazione destinata alle donne, dove altre donne spiegano quali sono le strade più sicure». Da qui è nata l’idea di colorare le strade delle città in base alle percezioni delle donne e in base ad alcuni parametri, come l’illuminazione e l’affollamento, e quanto è consigliabile una strada in un determinato orario.

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La strada per arrivare ad un prodotto soddisfacente è lunga e Eleonora Gargiulo ricorda i primi passi: «All’inizio abbiamo coinvolto altre ragazze e abbiamo esplorato il problema attraverso le loro storie di mobilità in città». La problematica è diffusa, e le donne attivano delle strategie pazzesche per sentirsi al sicuro come possono. Ad esempio, mettendo scarpe da ginnastica in borsa, oppure vestendosi in maniera differente in base a luogo dove stanno andando. «Da questo abbiamo capito che l’idea aveva un senso. Abbiamo iniziato a lavorare per portare all’interno dell’applicazione questi bisogni, da qui abbiamo cominciato a coinvolgere un po’ di persone tramite la pagina Facebook che è sempre stata attiva. Le persone si lasciano coinvolgere e ci danno i loro contributi. Wher è sempre migliorato, fino al lancio a gennaio 2018».

Come funziona

Una volta fatto il login tramite social network le utenti si profilano inserendo le proprie abitudini di mobilità e scegliendo la città d’interesse per scoprire quali sono i quartieri e le strade suggerite dalla Community. Dopo una breve descrizione del quartiere selezionato, si visualizzano le valutazioni lasciate dalle altre utenti con le informazioni di sicurezza delle strade in base ad una delle tre fasce orarie selezionate: giorno, sera e notte. Le strade viola sono le strade valutate come le più sicure secondo diversi parametri come il grado di affollamento della zona, il livello di luminosità ma anche il diverso stato d’animo che quel luogo genera. La percezione soggettiva e le abitudini di mobilità sono determinanti nell’influenzare la scelta di consigliare o meno il passaggio su una strada ad un’amica, soprattutto quando si deve partire per un viaggio e non si ha “confidenza” con la città in cui si sta andando. «È interessante vedere come cambia una strada nelle varie fasce orarie. Sulla mappa ci sono anche servizi utili da trovare, come le fermate degli autobus e dei taxi, ma anche le sedi delle associazioni che si occupano di tematiche femminili, dai centri antiviolenza alla biblioteca delle donne, e tutto ciò che concerne l’universo femminile associativo».

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Wher basa le sue fondamenta sul valore sociale dato dalla Community e sul valore dei dati raccolti. Questa piattaforma è l’unica al mondo che integra i dati provenienti dalla Community di donne, che costantemente condividono informazioni e strategie di mobilità (come accade con le recensioni su Tripadvisor o con i commenti in Google Local Guides su Google Maps), con i dati provenienti da piattaforme open source sui punti di interesse utili per le donne.

Eleonora Gargiulo ha ben chiari gli obiettivi futuri: «Noi ragioniamo per città. Abbiamo un target giovane, la fascia prevalente è di età compresa tra i 18 e i 24 anni, ma ci rivolgiamo anche ai 24-35. L’obiettivo è mirato alle città metropolitane, dove c’è un’esigenza di mobilità diversa rispetto ad una cittadina. Al momento siamo presenti in sei città italiane: Torino, Milano, Roma, Bologna, Palermo e Catania. Stiamo cominciando anche a Napoli, e l’idea è quella di crescere a livello europeo, attraverso altri round di finanziamento».

La storia di Wher

«Siamo un team multidisciplinare, lavoravamo insieme in un laboratorio di ricerca e progettavamo applicazioni, servizi tecnologici, mettendo insieme tre punti di vista: utente, aspetto grafico e sviluppo tecnico» spiega la Gargiulo.

La startup nasce nel settembre 2016 quando gli attuali fondatori di Wher, Eleonora Gargiulo, psicologa e CEO, Ilaria Zonda, UI designer, e Andrea Valenzano, sviluppatore e CTO, vincono con il nome Freeda feel free around il programma di accelerazione TIM #WCAP Bologna. Ad ottobre 2017 il progetto viene selezionato per essere accelerato da SocialFare, primo centro italiano interamente dedicato all’Innovazione Sociale.

«Dopo poco più di un anno dall’inizio del nostro percorso, abbiamo sentito la necessità di avvicinarci di più, attraverso un nuovo nome, al prodotto che volevamo portare sul mercato. Con SocialFare è arrivata l’occasione di diventare Wher, con un rebranding in vista dell’uscita dell’app» spiega la CEO. Wher è disponibile per Android e presto anche su iOS.

 

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