ANTEPRIMA | Nasce in Italia il più grande fondo di venture capital. La scommessa è per competenze e tecnologie made in Italy

Al via Indaco Venture Partners Sgr con una squadra di top-manager di successo nei VC, insieme a Fondazione Cariplo e Gruppo Intesa Sanpaolo. Obiettivo di raccolta complessiva superiore ai 200 milioni di euro. E 130 milioni sono già stati sottoscritti

La buona notizia arriva in modo inatteso, rompendo la tranquillità di un lungo weekend di ponte. E potrebbe rivelarsi quella dell’anno. Perché se in Italia il tempo meteorologico del 1 maggio sarà pure variabile, certamente quello dell’ecosistema dell’innovazione sembra volgere al bello. Verrà annunciata in queste ore la nascita di Indaco Venture Partner SGR, società di gestione del risparmio che di fatto diventa leader tra i venture capital italiani con il lancio del più grande fondo di venture capital nostrano, Indaco Ventures I. Sono stati già sottoscritti 130 milioni di euro, ma il target di raccolta è superiore ai 200 milioni. La compagine societaria vede un controllo al 51% del management, mentre Futura Invest della Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo detengono il restante 49%.

Davide Turco

Elizabeth Robinson

Davide Turco è amministratore delegato, Elizabeth Robinson vice-presidente esecutivo. L’obiettivo è quello di creare la prima realtà italiana in grado di competere a livello europeo. “Siamo convinti che Indaco Ventures potrà contribuire a colmare il ritardo nei venture capital italiani, fornendo finalmente alle nuove aziende con maggiori potenzialità ed ambizioni le risorse finanziarie necessarie per fare un importante salto dimensionale e competere con i loro concorrenti attivi in contesti caratterizzati da risorse per l’innovazione enormemente più grandi” ha dichiarato Davide Turco, AD di Indaco Venture Partners SGR.

 

Rincara la dose Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo: “Il venture capital nel nostro Paese è ancora lontano degli standard internazionali. Con questo fondo ci proponiamo di offrire alle realtà con possibilità di crescita interessanti un veicolo per potenziare la loro competitività internazionale, aiutando così le nuove aziende. Le startup nel nostro Paese possono essere una risorsa importante, abbiamo bisogno di strumenti e risorse per rafforzarle e farle crescere”.

Per Fondazione Cariplo si tratta di un nuovo tassello nel mosaico dell’innovazione, a due anni di distanza dalla nascita di Cariplo Factory, la prima società strumentale di Fondazione Cariplo dedicata alla creazione di opportunità di lavoro per i giovani e alla crescita dell’imprenditoria giovanile. “Oggi Cariplo Factory ha già realizzato oltre 6.700 opportunità di lavoro delle 10.000 messe in cantiere in tre anni, inserendo i giovani in un ecosistema dedicato all’innovazione”, precisa Guzzetti.

Si scommette su digitale, robotica, elettronica, medtech. Purché sia italiano e scalabile

Il fondo parla italiano in tutto e per tutto, ma guarda ai mercati globali, rivolgendosi a investitori istituzionali italiani e a istituzioni europee interessate sia ai rendimenti attesi di questa “asset class”, sia alla opportunità di finanziare l’economia reale, la crescita e lo sviluppo di aziende innovative in Italia. Il fondo investirà fino a 30 società, principalmente startup late stage attive nei settori chiave digitale, elettronica e robotica, medtech e nuovi materiali. Gli investimenti si concentreranno su realtà i cui vantaggi competitivi derivano da tecnologie proprietarie d’avanguardia o da innovazioni che portino ad un’effettiva trasformazione digitale, con team e tecnologie made in Italy o per lo meno developed in Italy. È anche prevista una limitata allocazione ad investimenti in startup early stage, ma solo se le prospettive saranno basate su business model scalabili, replicabili e che possano crescere a livello globale basandosi su solidi vantaggi competitivi, si legge nella nota stampa.

Tra IPO ed exit, la squadra dai curriculum vitae d’eccellenza

Come già scritto Futura Invest (i cui principali azionisti sono Fondazione Cariplo e Fondazione Enasarco) e Intesa Sanpaolo deterranno, con quote paritetiche, il 49% di Indaco Venture Partners SGR, mentre il 51% della società sarà posseduto dai cinque top-manager: Davide Turco (Amministratore Delegato), Elizabeth Robinson (Vicepresidente Esecutivo) e dagli Investment Director Antonella Beltrame, Alvise Bonivento e Valentina Bocca. La squadra ha alle spalle numerosità exit di successo. Tra queste ci sono le cessioni a grandi gruppi di Yogitech e Silicon Biosystems, le IPO di Directa Plus, Expert System, Digital Magics ed H-Farm. E poi le exit di Igea, Mosaicoon, Timbuktu e Compass.

Il CdA sarà presieduto da Salvatore Bragantini, economista ed ex commissario Consob.  Il processo e le decisioni di investimento vedranno un ruolo determinante del management team che sarà supportato da primari advisor tecnologici e beneficerà dei servizi di analisi, segnalazione ed advisory di Cariplo Factory, che utilizza i flussi informativi e le competenze della piattaforma GrowITup promossa da Cariplo Factory insieme a Microsoft.

Competenze e tecnologie italiane nei radar del fondo

“Con l’investimento effettuato in Indaco Ventures prosegue l’attività di sostegno al mercato italiano del Venture Capital da parte del Fondo Italiano d’Investimento, oggi attivo su questo specifico segmento sia con un fondo di investimento diretto che con due fondi di fondi, più un terzo in fase di lancio. E siamo particolarmente contenti di contribuire all’avvio di questa importante iniziativa che ha come obiettivi il sostegno allo sviluppo  ed alla competitività del sistema italiano delle giovani aziende ad elevato contenuto tecnologico e sviluppata in partnership con due istituzioni di cosi elevato prestigio come Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo” ha dichiarato Carlo Mammola, Amministratore Delegato di Fondo Italiano d’Investimento SGR.

“Per Intesa Sanpaolo l’operazione rafforza in maniera significativa  l’impegno nella Corporate Social Responsibility. Puntiamo a diventare la prima Impact Bank al mondo e intendiamo supportare ulteriormente la Circular Economy, sostenendo l’imprenditorialità giovanile e le nuove idee d’impresa. Con questo progetto accresciamo l’impegno nei confronti di un’imprenditorialità caratterizzata in particolare da competenze e tecnologie italiane” ha affermato Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato Intesa Sanpaolo.

“Il nostro Paese ha enormi potenzialità che dobbiamo valorizzare promuovendo l’innovazione nel tessuto economico italiano: in quest’ottica è fondamentale sostenere le nuove idee imprenditoriali per contribuire all’arricchimento del nostro ecosistema. Si tratta di un tema per noi strategico che indirizziamo a livello globale con Microsoft for Startups, il programma che fornisce supporto alle imprese ad alto potenziale con un investimento complessivo di 500 milioni di dollari in tecnologia e mentorship. C’è poi l’impegno a livello locale con growITup, il progetto che ci vede collaborare da anni con Fondazione Cariplo per creare un vero e proprio ponte tra le Industry cardine del Made in Italy e le startup più promettenti” ha commentato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter