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Mag 20, 2018

Al via a Trieste la mostra “Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale”

Il percorso espositivo è organizzato al Castello di Miramare. Grazie alla tecnologia, arte e storia si avvicinano ai giovani

Al via la mostra ‘Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale’, allestita negli spazi delle Scuderie del Castello di Miramare (Trieste) fino al 30 dicembre 2018 e curata Andreina Contessa (direttore del Museo storico del Castello di Miramare), Rossella Fabiani e Silvia Pinna. La mostra è squisitamente sospesa tra mondo reale e multimediale, tra storia e arte, in un viaggio da Miramare al Messico a Parigi per poi ritornare a Trieste.

L’innovazione in una mostra

I protagonisti di questo racconto digitale sono Massimiliano d’Asburgo – imperatore del Messico che fu fucilato il 19 giugno 1867 a Querétaro – ed Édouard Manet, il grande pittore francese che con la sua pittura denunciò le responsabilità francesi durante la guerra civile messicana. Ecco allora un altro aspetto dell’innovazione. Non c’è solo l’innovazione legata al carattere multimediale e tecnologico della mostra, ma anche quella nella storia. Il racconto dei tentativi di innovare la società di Massimiliano ma anche l’idea di Manet di sfidare la censura politica francese dell’epoca, portando al Salon di Parigi una tela raffigurante un evento di cronaca politica del suo tempo che suscitò scalpore e indignazione, dipinto come se fosse un’opera storica. Il suo modo innovativo e provocatorio si scontrò con la censura (il dipinto non fu esposto al Salon e nessuna delle versioni dell’Esecuzione di Massimiliano fu esposta al pubblico finché Manet fu in vita), ma l’innovazione della sua idea merita di essere ricordata. Sono proprio le idee, in tutti i campi e in tutte le epoche, a dare forza all’innovazione.

 

Tra reale e multimediale

 

Suoni, proiezioni, ambienti ricreati in un viaggio sospeso tra reale e multimediale caratterizzato dalla pluralità di piani e temi.  Massimiliano fu proclamato imperatore del Messico nell’aprile 1864, con l’appoggio di Napoleone III di Francia e la nobiltà locale. I suoi tentativi per un governo illuminato sono accompagnati dalla narrazione teatrale ideata dallo sceneggiatore Alessandro Sisti e interpretata da Lorenzo Acquaviva, nei panni di Massimiliano. La mostra si apre proprio con la partenza per il Messico di Massimiliano e la moglie Carlotta del Belgio per poi toccare lo scoppio della guerra civile, il ritiro delle truppe francesi e arrivare a Parigi, nello studio di Manet.

 

Tecnologia e multimedialità al servizio di storia e arte

 

Il visitatore potrà ascoltare i pensieri dell’artista e i commenti del giornale del tempo, vedere scorrere le immagini dei quadri che rappresentano l’esecuzione dell’imperatore e che ora sono conservati in musei d’Europa e d’America e scoprire l’evoluzione de lavoro di Manet attraverso una serie di effetti speciali. Se nella prima versione del dipinto è evidente la partecipazione emotiva dell’artista, nelle versioni successive si notano i particolari legati alle informazioni ormai diffuse ma soprattutto si nota un’idea provocatoria e che esprime una precisa presa di posizione dell’artista: Manet, infatti, veste i soldati del plotone d’esecuzione con le uniformi dell’esercito francese.

 

Il viaggio termina a Trieste, con il corteo funebre dopo che il feretro del sovrano tornò nella città percepita come casa. Il viaggio espositivo ha un fascino ancora maggiore, se si pensa che il Castello di Miramare è sorto proprio per volontà di Massimiliano, che ne fece nel 1859 la sua residenza fino alla partenza per il Messico.  Dopo l’esperienza immersiva ideata e realizzata da Senso Immersive (studio creativo, spin off di DrawLight), a chiudere il percorso sono i video di due artisti contemporanei messicani, Calixto Ramìrez ed Enrique Méndez de Hoyos, che regalano una prospettiva messicana alla vicenda, intrecciando storia e arte, presente e passato. Ecco allora che c’è un incontro, un dialogo multimediale tra Massimiliano e Manet ma anche tra i due e i visitatori di oggi, grazie a un’operazione culturale innovativa, che lega storia, arte, cronaca, presente e passato in un percorso unico, dove le tecnologie fanno da supporto all’arte e alla storia.

 

Narrazione virtuale per appassionare i giovani

 

“A ricordare i passati 150 anni dall’avvenimento, la mostra ‘Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale’ propone un punto di vista inconsueto e un innovativo modo di raccontare la storia di Massimiliano d’Asburgo – spiega Andreina Contessa  in suo interessante saggio che introduce il percorso –  La parola multimediale va intesa nella sua valenza più ampia, di uso di diversi mezzi di comunicazione: arte, musica, messa in scena teatrale e tecnologia, ma anche opere, oggetti e documenti reali, che intessono i diversi livelli di un discorso fra arte e storia, che tocca anche la riflessione sul ruolo dell’artista nell’interpretare gli eventi del suo tempo. Questo racconto multimediale non solo permette di riunire, virtualmente, opere lontane geograficamente all’interno di uno spazio unico – prosegue la direttrice Contessa – ma consente a un pubblico di età e provenienza diverse, di prendere parte a un’esperienza di arte, storia e conoscenza.

 

Proprio attraverso l’uso di suggestioni visive e sonore che riformulano un racconto, insieme alla dimensione immateriale generante empatia e partecipazione individuale, si cerca di catturare e introdurre alla cultura anche quel pubblico giovane che conosce dall’interno i meccanismi della narrazione virtuale, ma spesso rifugge dai musei e dalle opere d’arte. L’accostamento di opere reali e virtuali, la scelta di un’immersività multimediale raccontata e non solo mostrata, a tratti messa in scena quasi teatralmente, la resa quasi filmica dei contenuti e la solida base di ricerca storica che stanno alla base della mostra; il connubio con la video-art contemporanea, che ci restituisce finalmente anche un punto di vista messicano della vicenda, sono tutti elementi che insieme contribuiscono alla creazione di una proposta espositiva inedita. Ancor più se si pensa che questo nuovo stilema di narrazione tocca profondamente l’identità del sito stesso, Miramare, luogo eponimo da cui origina la storia e in cui la storia viene rivisitata e rivissuta ogni giorno da parte di centinaia di visitatori”.

 

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