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Mag 29, 2018

46 milioni per Moneyfarm, un round da record

Nuovo record per una startup italiana. La creatura Galvani e Daprà incassa la fiducia di Allianz e altri investitori istituzionali

46 milioni in un colpo solo per Moneyfarm, in quello che a oggi è il più grande singolo round di finanziamento della storia delle startup italiane: alla fintech italiana, con sede a Londra, arrivano i capitali di un gruppo di investitori guidato da Allianz, e di cui fanno parte anche Endeavour Catalyst, United Ventures, Cabot Square Capital e Fondazione di Sardegna. Fondi che serviranno a finanziare ulteriormente lo sviluppo del sistema di consulenza automatizzata agli investimenti, basata su un mix di intelligenza artificiale e fattore umano costituito dai consulenti Moneyfarm a disposizione della clientela.

 

Con questo round, il totale dei finanziamenti raccolti da Moneyfarm raggiunge i 76 milioni di euro.

Non più startup

Con questo round per Moneyfarm si apre probabilmente una seconda fase. L’azienda si accinge a passare dalla fase di startup a quella di scaleup, con ormai quasi 100 dipendenti divisi tra le sedi di Milano, Cagliari e Londra, e oltre 27.000 clienti che hanno affidato a Moneyfarm circa mezzo miliardo di euro di fondi gestiti.

 

I capitali raccolti serviranno appunto ad aprire due nuovi mercati in Europa, e ad allargare l’offerta di servizi a disposizione dei clienti: ad esempio lanciando anche in Italia un fondo pensionistico integrativo già disponibile nel Regno Unito.

 

“La nostra ambizione è quella di costruire un servizio di consulenza finanziaria paneuropeo che sia in grado di soddisfare tutte le necessità finanziarie specifiche di un risparmiatore, in tutte le fasi della sua vita – ha spiegato Paolo Galvani, presidente di Moneyfarm – Oggi Moneyfarm riceve un’importante conferma dal mercato che ci permetterà di esprimere tutte le potenzialità del nostro modello di business. Utilizzeremo questi finanziamenti per investire ulteriormente sul nostro prodotto e aumentare la gamma dei servizi che offriamo ai nostri clienti, a partire da un prodotto pensionistico per il mercato italiano che dia seguito a quello recentemente lanciato in UK. Continueremo a offrire un servizio di consulenza accessibile, innovativo e indipendente, al passo con le necessità presenti e future dei risparmiatori”.

La scelta di Allianz

Già presente nel capitale di Moneyfarm dal 2016, con questo investimento Allianz diventa di fatto il secondo azionista dell’azienda. Nel Regno Unito la partnership ha dato origine anche a un interessante progetto pilota, che ha visto offrire da parte di Allianz ai suoi dipendenti la possibilità di investire in Moneyfarm tramite due dei fondi gestiti dalla tedesca. Di fatto, Moneyfarm completa l’offerta di Allianz grazie alle competenze complementari che permetteranno di raggiungere un nuovo segmento.

 

“Allianz e Moneyfarm hanno l’obiettivo comune di ampliare la disponibilità di servizi a risparmiatori e investitori – ha detto Jackie Hunt, membro del consiglio di Allianz SE – Registriamo una crescente domanda per soluzioni intelligenti e facili da usare da parte dei clienti, in particolare per quanto attiene la gestione olistica dei loro investimenti. Intensificando la nostra partnership, possiamo offrire soluzioni di investimenti personalizzati attraverso questo canale a una clientela crescente”.

 

Grazie a questo investimento, Allianz guadagna anche due poltrone nel consiglio di amministrazione di Moneyfarm. Recentemente Allianz aveva già effettuato un robusto investimento in una fintech, entrando nel round da 160 milioni di N26.

Una primavera rigogliosa

La primavera del 2018 sarà una primavera da ricordare per il mondo delle startup italiane: gli investimenti stanno ripartendo, anche grazie alla novità costituita dall’equity crowdfunding come dimostrano i casi CELLviewer, WorldzCleanBnB, Glass2Power. Poi va registrata la nascita di due nuovi fondi, P102 di P101 SGRIndaco Venture Partner SGR: rispettivamente da 120 e 200 milioni di euro.

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Altri finanziamenti significativi di questa primavera sono senz’altro quello di Mapadore, che ha raccolto 1 milione con Nuvolab; Foorban, 1,5 milioni di euro raccolti; Soulkitchen.BIO, che ha raccolto 2 milioni con Innogest e TAN Food. Infine, altra sostanziosa operazione messa a punto da Cuebiq: che ha raccolto 27 milioni pochi giorni fa.

 

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