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Giu 8, 2018

Donne e leadership: la storia di Betty, un lavoro da manager e un matrimonio da organizzare

In alcune realtà lavorative e spesso in quelle più piccole è difficile riuscire a trovare il tempo per pensare alla propria vita personale. Abbiamo incontrato la Managing Director di Travel4Target che da poco ha organizzato un matrimonio senza perdere un giorno di lavoro

Ci sono donne che ogni giorno mettono in campo energia e grinta per fare al meglio il proprio lavoro. Ne conosciamo tante, native digitali o più grandi mostrano nel quotidiano che cosa significhi leadership e capacità di creare un team ben strutturato. Per farlo soft skills e competenza non sempre sono sufficienti. E’ necessario andare oltre mettersi continuamente in gioco essere pronte a cambiare strategia mantenendo la propria credibilità. Nella nostra rubrica #UnstoppableWomen dedicata proprio alla leadership al femminile ci piace dare spazio ad alcune di loro per mostrare i volti e le storie di donne che nel loro piccolo provano a cambiare il mondo magari partendo proprio da una startup

Betty Pagnin è una di loro, 30 anni, una laurea, un ottimo curriculum  e un matrimonio celebrato pochi giorni fa. Nella vita è Managing Director di Travel4Target e Partner di One Day Group ha una grande passione per i viaggi e si ritrova a guidare un team di circa 30 persone formato in prevalenza da donne. L’abbiamo incontrata per incoraggiare tutte quelle ragazze che si trovano nella situazione di dover organizzare un matrimonio senza potersi prendere sei mesi di ferie anticipate… “Il vero trucco è poter contare su un team di lavoro ben strutturato, ed essere multitasking è fondamentale!”

 

Betti raccontaci com’è stato il tuo percorso, come ti sei ritrovata nella posizione che ricopri oggi?

Quello che faccio ora non l’avevo programmato dal principio. Il bello di lavorare in una piccola società che lavora come una startup è proprio la possibilità di crescere all’interno di un team mostrando le proprie capacità sul campo. Mi piace lavorare a contatto con le persone e per questo la cosa che preferisco è proprio la parte di lavoro che mi mette a contatto con i clienti.  Sicuramente l’ambito del turismo apre molte possibilità anche alle donne, tanto che il mio team è composto per il 70% da ragazze. In loro ho trovato una squadra su cui poter contare anche in questo anno in cui spesso avevo la testa altrove…

Com’è stato organizzare un matrimonio senza allontanarsi dall’ufficio?

Sicuramente è stato impegnativo! Però devo dire che i colleghi sono stati molto partecipi e mi hanno sostenuta. Ho dovuto solo gestire bene i tempi e le priorità chiedendo una mano anche alla tecnologia. Grazie ad app e siti molte cose si possono gestire anche da remoto. Ho imparato una cosa fondamentale che prima non consideravo: serve fiducia. Bisogna imparare a delegare ad altri fidandosi del proprio team.

Pensi ci siano differenze per una donna tra lavorare in una startup o in una azienda più grande?

Sì nel senso che le aziende più grandi hanno la possibilità di offrire ai propri dipendenti servizi diversi. In una grande società sono previste sostituzioni in caso di assenze prolungate e molte ti danno benefit come per esempio l’asilo aziendale. In una startup è tutto più familiare anche perché non c’è una struttura che permette di pensare a un welfare. Per questo serve più flessibilità da parte di tutti. Io devo dire che ho trovato la massima disponibilità da parte di tutto il team che mi ha supportato e ha evitato che entrassi troppo in ansia!

Cosa pensi a proposito del gender gap sul lavoro?

Ti racconto un aneddoto. Qualche settimana fa ho convocato una ragazza per un colloquio e prima di presentarsi mi ha scritto una mail dicendomi che era incinta. Ho insistito per vederla ugualmente e lei è rimasta davvero colpita: mi ha detto che nessuno in precedenza l’aveva voluta vedere sapendo che aspettava un bambino. Io invece ritengo che la maternità non debba essere considerato un ostacolo ma anzi un valore. Certamente dobbiamo anche noi credere di più in noi stesse, non crearci da sole degli ostacoli o pensare di poter essere vittima di pregiudizi senza prima aver messo in campo tutte le proprie capacità anche perché è proprio nei momenti di maggiore stress che le nostre qualità innate ci vengono in aiuto.

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