Giu 8, 2018

1.300 lavoratori da assumere, Ispettorato contesta ad Amazon la gestione del personale della logistica

Notificato all'azienda di Jeff Bezos un verbale che rileva una modalità impropria nella gestione dei contratti di somministrazione

Una questione complessa, che riguarda le pieghe del diritto del lavoro: il risultato è che, secondo le indagini dell’Ispettorato del Lavoro, Amazon avrebbe sfruttato in modo improprio la possibilità di attingere a un bacino di lavoratori “in somministrazione” per integrare il personale della sua logistica. Codice alla mano, a 1.300 lavoratori circa spetterebbe ora l’assunzione a tempi indeterminato, avendo svolto di fatto un lavoro da autentico dipendente nei magazzini del grande e-commerce di Seattle.

Un’indagine durata 6 mesi

Ricorderete senza dubbio le polemiche nate a cavallo del black friday, quando una serie di agitazioni aveva turbato lo svolgimento della ormai tradizionale fetta dello shopping. Forse anche a causa di quella vicenda, gli ispettori si sono messi in moto e hanno approfondito la modalità di funzionamento dei grandi centri di logistica di Amazon.

Ciò che fa Amazon, secondo quanto si evince dalle informazioni in nostro possesso al momento, è attingere a un bacino di addetti forniti appunto “in sommistrazione” da un’altra società con la quale ha stretto un accordo apposito. Il sistema è previsto dalla legge, ma è soggetto a una serie di vincoli: il massimo numero di contratti di questo tipo attivabili è legato al totale di lavoratori diretti e a tempo indeterminato già esistenti. Sarebbero poco meno di 450 secondo l’Ispettorato, che contesta il superamento da parte di Amazon di questo tetto: “Si evidenzia infatti che l’impresa – recita il comunicato diffuso dagli ispettori – a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati”.

 

Ora  questi 1.308 potranno chiedere di essere assunti direttamente da Amazon.

La risposta di Amazon

Per ora Amazon non ha voluto commentare nel merito, limitandosi ad affermare di essere “un datore di lavoro corretto e responsabile”.

 

“Rispettiamo il lavoro svolto dall’autorità ispettiva e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile” precisa il comunicato diffuso dalla filiale italia dell’e-commerce di Jeff Bezos. Che precisa anche come nel verbale ricevuto, però, “non è riportato il numero di contratti in somministrazione, citato nei media e nel comunicato stampa dell’Ispettorato del Lavoro”.

Non è improbabile che anche questa questione potrà essere messa al centro del lavoro del nuovo Governo, come già accaduto per i lavorati della cosiddetta gig-economy.

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