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Giu 21, 2018

Freeda, l’informazione e l’entertainment per un femminismo inclusivo (che genera 7 milioni di like)

Il progetto editoriale interamente social, dedicato alle donne di 18-34 anni, ha visto un aumento di capitale di 10 milioni di dollari e continua ad attirare nuovi fan su Facebook e Instagram

Freeda è sinonimo di libertà (freedom), al femminile (data la “a” finale del nome) e di evoluzione del classico modello editoriale: non è una rivista ma un aggregatore di contenuti pensati e fruibili solo (per ora) su Facebook e Instagram, il cui target sono donne tra i 18 e i 34 anni. Gif, immagini, video e instant articol sono i contenitori di consigli sui “must have” e su come vivere serenamente la propria fisicità, di testimonianze di donne che possono ispirare la generazione dei Millennial ma anche di brand content di aziende il cui target di mercato corrisponde al pubblico di Freeda.

La storia e l’aumento di capitale

È nato nel 2016. L’editor in chief di Freeda è una donna, Daria Bernardoni, con esperienze di content management in Bookrepublic e Microsoft e Yahoo, ma i fondatori sono uomini. Freeda è infatti un marchio di Ag Digital Media srl, una società creata da Gianluigi Casole, dell’investment team di Holding Italiana Quattordicesima (il “tesoretto” di Luigi, Barbara ed Eleonora Berlusconi), e Andrea Scotti Calderini, già responsabile del branded entertainment di Publitalia 80. Ma c’è una componente femminile che ha contribuito alla crescita della società: Ginevra Elkann, sorella di John e Lapo, produttrice cinematografica con la sua Good Films, a fine 2016 ha investito il 7,3% dell’Ag Digital Media con un aumento di capitale.

 

Freeda, quindi, nasce con le spalle larghe ma era comunque un esperimento, che, ad oggi, è risultato un grande successo: su Facebook ha oltre 1 milione e 300 mila fan, su Instagram più di 600 mila follower. Ogni giorno raggiunge oltre 3 milioni di persone e, in media, sono 24 milioni gli utenti unici mensili che visualizzano i post. Ma il dato più interessante è l’engagement: i contenuti di Freeda hanno generato 7 milioni di like, commenti e share. A due anni dalla nascita, il media brand ha incrementato il suo capitale di 10 milioni di dollari grazie all’investimento di Alven, uno dei più importanti venture capitalist francesi – che, per la prima volta, ha creduto in un progetto italiano -, U-Start e diversi business angel tra cui: Khaled Helioui, angel investor in aziende come Deliveroo and Uber, Stefano Sala, Ceo di Publitalia 80 e board member di Mediaset; Paloma Castro Martinez, partner di DarwinAssociates ed ex direttore dell’area relazioni istituzionali eBay, PayPal, Skype; Henri Moissinac, in passato a capo di Facebook Mobile e attuale responsabile business di Ofo.

 

Jeremy Uzan, Partner in Alven, ha dichiarato che la scelta di investire in Freeda Media deriva dall’unicità della value proposition e dagli impressionanti risultati raggiunti già dopo un anno di attività.

Siamo colpiti dall'execution di Freeda e dal suo modello di business che hanno dimostrato la rapida integrazione tra contenuti organici e brandizzati, come pochi players internazionali sarebbero riusciti a fare.
“Con questo round di investimento – continua Uzan – puntiamo ad ampliare l’espansione e fruibilità di Freeda a livello internazionale, partendo dalla Spagna e, a seguire, in altri paesi strategici”.

Oggi il team di Freeda, a Milano, è formato da circa 60 persone. Il 75% sono donne ed è in corso il processo di assunzione di nuove risorse in Spagna.

 

Il modello di business e la tipologia dei contenuti

Freeda è un editore generalista che affronta qualsiasi argomento a 360° e divulga storie di donne che hanno rotto le barriere e migliorato la società grazie alla loro determinazione. Se proprio lo si vuole definire “femminista”, allora prende ispirazione da Kira Cochrane e dalla sua definizione di femminismo contemporaneo, quello della “quarta ondata”, che si è evoluto anche grazie alla rete e ai social. Un femminismo più aperto e inclusivo, che promuove la parità e non la guerra dei sessi, a cui hanno aderito icone come Emma Watson ma anche uomini, come Barack Obama o Justin Trudeau, a dimostrazione della volontà di non enfatizzare la superiorità di un sesso sull’altro ma, piuttosto, di raggiungere la parità.

“Freeda – ha spiegato l’editor in chief Daria Bernardoni nel 47° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo – è la voce di una nuova generazione di donne, quelle che per la prima volta nella storia hanno raggiunto la loro piena e totale autonomia. I loro valori, sono i valori di Freeda: la realizzazione femminile, intesa come libertà di decidere qual è il proprio obiettivo nella vita e di raggiungerlo; lo stile personale ovvero non imporre alle donne come vestirsi o comportarsi ma invitarle a tirare fuori il meglio di sé. Il terzo valore è la collaborazione tra donne, tant’è che il 75% del team di Freeda è al femminile e lavora quotidianamente in un clima di condivisione”. Un team quindi non affetto dalla sindrome da “ape regina”.

I contenuti di Freeda sono autentici e, alle volte, con un tono di voce ironico, perché, come spiega sempre Daria, “ci rivolgiamo a una generazione che si informa e che non cerca l’evasione dalla realtà ma piuttosto vuole contribuire attivamente al cambiamento”. Contenuti 100% social, perché la generazione 18-34 trascorre la maggior parte del tempo online da mobile e su piattaforme social. Spesso si tratta di video, diventato ormai il formato e il linguaggio naturale delle ragazze. Contenuti veicolati esclusivamente su Facebook e Instagram e, in futuro, probabilmente anche su Snapchat, YouTube e musical.ly, oltre che su nuovi media, grazie alla collaborazione (che arriverà) con Netflix, Spotify e Amazon.

Ma come guadagna Freeda? L’approccio usato è data driven: al centro ci sono l’audience e i loro feedback, su cui viene (ri)tarata la proposta editoriale, che, oltre ad essere fan o follower attivi, rappresentano dati da analizzare e profilare. Freeda offre alle aziende la possibilità di avere un contatto diretto con questa generazione, attraverso attività di comunicazione e marketing a 360°.  

Qualsiasi brand voglia entrare a far parte delle conversazioni di queste donne - dice Daria - lo può fare in modo autentico e rilevante con Freeda che è già il motore delle loro conversazioni.

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