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Giu 27, 2018

L’olio? Lo produco in casa. Revoilution, la startup che ha inventato il mini frantoio da appartamento

Si chiama "Eva" ed è il sistema tecnologicamente complesso ma facilmente utilizzabile sviluppato dalla startup calabrese Revoilution. Simile al concetto di "Nespresso" per il caffè, consente di ottenere olio fresco al momento, garantendo la massima qualità

Tra un nonno olivicoltore (buon sangue, non mente) e un suocero imprenditore, specializzato in frantoi industriali, Antonio Pagliaro ha avuto abbastanza elementi per farsi ispirare da un’idea, basata sull’olio, ma dal carattere tecnologico. Ha voluto creare un sistema, ovvero un piccolo elettrodomestico, in grado di produrre olio fresco, in ogni periodo dell’anno e, soprattutto, in modo espresso, con caratteristiche organolettiche e nutrizionali tipiche di un olio di qualità. Dopo quasi 2 anni, impiegati per trovare la tecnologia e le competenze giuste, all’interno dell’Università della Calabria, e per testare il prodotto con beta user, a fine 2016, in Calabria, è nata la startup innovativa Revoilution, fondata da Antonio. Produce e commercializza (per ora su subscription) “Eva”, cioè un piccolo frantoio che, lavorando delle polpe, ricavate dalle olive dei migliori olivicoltori del territorio e vendute (per ora) dalla startup, estrae olio fresco che può arricchire i piatti cucinati a casa o in un ristorante.


Antonio Pagliaro ha raccontato a StartupItalia! la filosofia che c’è dietro questo prodotto, primo classificato al GI Startup Contest, organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, e gli sviluppi futuri, sostenuti anche dal successo della campagna di crowdfunding su Mamacrowd.

L’intervista

Quali sono i processi produttivi che precedono l’estrazione dell’olio con Eva?
«Eva nasce dall’applicazione del sistema a freddo del crio-frantoio, secondo cui, nell’arco di 24 ore, le olive sono raccolte, denocciolate, frante e surgelate, mantenendo intatta la loro freschezza. Ad essere congelata è la polpa (per ora di 4 tipi di cultivar: Carolea, Frantoio, Tondina e Dolce di Rossano) derivante dal processo, suddivisa in cubetti che sono confezionati nei pacchetti consegnati al consumatore. E sono i cubetti, ancora surgelati, a dover essere inseriti in Eva: dopo circa 20 o 40 minuti (a seconda della quantità dai 150 ai 180 ml), non solo l’olio sarà pronto, ma si avrà a disposizione la polpa rimasta che potrà essere, a sua volta, usata come paté o ingrediente per hamburger vegani, evitando così sprechi. Inoltre, il nocciolo estratto dall’oliva, proprio per non compromettere con la sua componente legnosa la qualità della polpa, non viene buttato ma usato come biomassa e fonte di bioenergia, risolvendo il problema dello smaltimento».


Qual è la tecnologia alla base del prodotto?
«Dietro un prodotto semplice, c’è una complessità di elementi, necessaria a far fruire il prodotto in modo altrettanto semplice. Eva è un elettrodomestico smart, curato in ogni minimo dettaglio, anche nel design, che è stato possibile realizzare grazie a un team multidisciplinare, in cui sono stati fondamentali le competenze meccatroniche e chimiche dei tre ingegneri di uno spinoff dell’Università della Calabria. Il nostro mini-frantoio adotta un sistema ad aria forzata e sensori infrarosso che garantiscono la spremitura a freddo, in un ambiente “protetto”, che ostacola fenomeni ossidativi e mantiene intatte le sostanze benefiche per la salute. Il chip Rfid sulla busta contenente i cubetti surgelati di polpa è in grado di settare automaticamente i parametri fondamentali, in base alla varietà di oliva utilizzata».

 

Perché il consumatore o il cliente dovrebbe usare Eva?
«Perché ha la certezza di ottenere un olio fresco, ricco di tutti i valori organolettici e nutrizionali che l’olio extra vergine tende a perdere nel tempo, con cui condire i propri piatti. Con Eva, si cambia anche l’approccio a questo alimento che oggi viene considerato una commodity, per cui non si è disposti a spendere di più per un prodotto soggetto ad alterazione, a causa di temperatura di conservazione, esposizione alla luce e vita da scaffale, e di cui non è sempre chiara la varietà di oliva usata. L’olio ottenuto con Eva è fatto al momento, restituendo un sapore e una consistenza tipici di quello appena estratto nei frantoi. È a tutti gli effetti un mini-frantoio che garantisce il processo di estrazione come un impianto industriale ma che ha una caratteristica unica: produce il condimento giusto per ogni piatto, dal momento che può essere anche personalizzato, aggiungendo aromi e spezie».

 

Come faccio ad acquistare Eva?
«Attualmente siamo in una fase di pre-ordine che prevede un modello a subscription, con diversi piani tariffari (dai 29 euro) a seconda del numero di pacchetti di polpe desiderato, che garantiscono un minimo di 2 cicli a settimana di estrazione d’olio fino a un massimo di 23. Eva viene concessa in comodato d’uso e i piani di consumo hanno una durata massima di 12 mesi. Con la campagna su Mamacrowd, che chiuderà a metà luglio (e con cui è stato già raggiunto e ampiamente superato il primo obiettivo minimo di 80 mila euro), raccoglieremo ulteriori fondi necessari per commercializzare il prodotto ed entrare a tutti gli effetti nel mercato. Partiremo dalle grandi città italiane, in ristoranti e pizzerie di alto livello, dove ci faremo conoscere anche attraverso dei piccoli show per mostrare il funzionamento di Eva».

 

Vedremo Eva solo in Italia?
«È il punto di partenza ma l’obiettivo è arrivare sul mercato internazionale, in particolare quello americano, che importa 300 mila tonnellate di olio all’anno. L’ampia varietà di cultivar che abbiamo a disposizione in Italia ci consentirà di portare negli Usa anche le storie della nostra tradizione, in modo da rendere l’esperienza di consumo emozionale».

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