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Giu 28, 2018

Ogni giorno un’ora e mezza cercando contenuti. In aiuto arriva l’Intelligenza Artificiale

Secondo McKinsey & Company i dipendenti trascorrono il 20% della settimana lavorativa ricercando contenuti. Il tema della selezione delle informazioni è centrale ai fini della produttività

Essere colti non significa ricordare tutte le nozioni, ma sapere dove andare a cercarle. Lo scriveva Umberto Eco alcuni anni fa, ma l’aforisma è attualissimo nella società dei dati. Ancora una volta l’intelligenza artificiale (AI) può soccorrerci, non solo ai fini dell’analisi approfondita degli asset multimediali di una pagina web, ma anche per supportare chiunque stia cercando qualcosa nei grandi database colmi di informazioni potenzialmente utili. E successivamente utilizzare queste informazioni con fini predittivi.

La ricerca di McKinsey

Il problema dell’archiviazione e ricerca delle informazioni è certificato da una ricerca di McKinsey & Company, secondo cui i dipendenti trascorrono 1,5 ore al giorno – quasi il 20% della settimana lavorativa in media – alla ricerca di contenuti. Solo il 21% trova quello che sta cercando e questo accade tra l’85 e il 100% del tempo. Capiamo quindi che la dispersione del tempo è un problema molto serio in qualsiasi organizzazione complessa.

La possibilità di avere a disposizione molti dati, se sprovvista da un’efficace organizzazione rischia di non generare valore per le aziende

Le conseguenze sono facili da immaginare: l’impossibilità di accedere rapidamente ai contenuti influisce negativamente sulle decisioni dei vertici aziendali, ostacola la produttività e aumenta l’esposizione dell’organizzazione al rischio di conformità. Per questo motivo i sistemi di gestione dei contenuti devono evolversi per rispondere alle sfide odierne, integrandoli in un unico repository in cui le informazioni scorrono all’interno dell’organizzazione e dei suoi processi per migliorare le conoscenze e le decisioni, anche grazie all’AI.

La possibilità di avere a disposizione molti dati, se sprovvista da un’efficace organizzazione rischia di non generare valore per le aziende, rischiando il classico reflusso del “si stava meglio quando si stava peggio”, oppure “meno è meglio”. Tutt’altro: più è meglio, a patto che si sappia dove e come utilizzare le informazioni che esponenzialmente si sommano ogni giorno, possibilmente estraendone valore.

Informazioni in tempo record con l’AI

In questo contesto si inserisce l’intelligenza artificiale: macchine intelligenti istruite che sapranno raccogliere ma anche analizzare enormi quantità di dati, in tempi record. Usare ciò che già è disponibile ma anche la possibilità di trarre correlazioni e proporre previsioni, suggerimenti per migliorarne l’efficienza. Immaginate una potente infrastruttura informatica in grado di cercare al posto vostro ciò che serve: una volta trovato, effettuare analisi predittive grazie alla capacità computazionale delle machine learning. Dobbiamo pensare alle macchine come alleate per gestire in task specifici, passando da un flow di lavoro tradizionale, a uno nuovo impostato per la collaborazione tra robot e persone.

Tramite l’apprendimento automatico le macchine saranno presto in grado di imparare a svolgere determinate azioni anche se tale azione non è mai stata programmata tra le azioni possibili, offrendoci i migliori risultati possibili, proprio mentre noi dedichiamo la nostra concentrazione ad altri obiettivi. Un modo nuovo per abbattere enormi silos di contenuti, centralizzarli e gestirli su macchine ottimizzate con AI. Reti neurali artificiali, ossia modelli matematici ispirati ai neuroni umani ci affiancheranno per la ricerca di soluzioni ai problemi, nella ricerca di informazioni altrimenti disperse, o difficilmente reperibili e collegabili.

Comprendere, agire e imparare, proprio come un essere umano, migliorando la produttività riducendo i costi, magari liberando risorse per mansioni più creative. Una volta avremmo detto “buon lavoro”. Oggi possiamo dire “buon futuro”.

 

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