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Lug 19, 2018

A Milano Mentana lancia il suo nuovo giornale: “Finora solo cv di gente che non vuole rischiare”

Dal palco di Campus Party il direttore del Tg di La7 si è soffermato sulla delusione per i primi 'curriculum' ricevuti e ha parlato a cuore aperto ai giovani presenti spronandoli all'azione

Torna Campus Party. Per cinque giorni, a Milano, si terrà il format internazionale dedicato a innovazione e creatività. L’evento si è aperto ieri sera con un intervento del direttore del tg di La7 Enrico Mentana. Il giornalista, come sempre, ha parlato senza peli sulla lingua ai tanti giovani presenti in platea. Applaudito anche durante la ramanzina al suo pubblico perché troppo poco attivo nella vita reale, al contrario di quanto accade sui social. Mentana ha colto l’occasione per presentare il suo progetto editoriale: un giornale online per cui sta cercando giornalisti.

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L’obiettivo di Mentana

È proprio la fase del recruiting quella più entusiasmante per gli interessati del settore. L’annuncio è avvenuto qualche giorno fa sui social network: “Siamo arrivati già a migliaia di cv”, ha affermato il Direttore, “Ma si tratta dei precari della scuola con nessuna volontà di rischiare e di mettere il cuore oltre l’ostacolo. Coinvolgere i giovani non è un contentino ma vuole mettere linfa nel fare giornalismo. Creare questa cosa sarà una goccia nel mare, ma voglio dare un esempio ed essere contagioso. E sprono anche a voi a esserlo. La grande battaglia internazionale italiana è di far pensare ciascuno con la sua testa. Si deve essere capaci di vivere l’era del web da protagonisti tutti secondo le proprie capacità, secondo il proprio talento e i propri stimoli ”. Sembra essere un discorso motivazionale quello del direttore e sicuramente, con il suo dono da comunicatore, sarà riuscito nel suo intento.

Scuotere le coscienze

Il suo sarà: “Un giornale che non nasce prevalentemente per lo schermo del PC. Un giornale che nasce oggi deve essere a misura dello smartphone e che permetta ai giovani di seguire quello che succede. Quando ho avuto il primo telefonino avevo 35 anni. Era una cosa nuova che vedevamo solo nei film di James Bond. L’era dello smartphone era imprevedibile. Voi siete i primi a nascerci dentro e questo rischia di fregarvi. Perché rischiate di essere consumatori, ascoltatori, fruitori ma non protagonisti. Voi non vi state facendo sentire collettivamente, ma lo dovete fare perché se non lo fate voi non lo farà nessuno al posto vostro”.

Non isolarsi

Il Direttore ha affrontato vari temi come la democrazia, la politica di destra e di sinistra (senza troppo scendere nei meriti, se non in un paio di casi) per poi tornare sui motivi che lo hanno spinto a fondare questo nuovo giornale on line: “Voi la vedete una cultura giovanile sul web? Io no. Vedo gente che si aggrega dietro a qualche hashtag. Non è che vi rinchiude in rapporti solo virtuali? Mi piacerebbe che ne discuteste ed è per questo che non vedo l’ora di fare il giornale. Vorrei che se ne parli su quelle pagine che troverete sui vostri smartphone. Vedo che voi non vi interessate alle tematiche dei grandi né impostate questi temi. Come se si dicesse che ognuno fa per sé. Le cose cambiano ma non se ne parla. Imparate a non isolarvi”.

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