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Ago 1, 2018

#SIOS18 | Nicola Meneghello (THRON): Non basta avere l’idea più innovativa del mondo. Se il mercato non te la compra, non scali

Giocano una partita internazionale, ma sul loro campo da gioco. E così nel padovano hanno fatto crescere una startup oggi leader di mercato. Questa è THRON, fatturato di 4 milioni di euro: in crescita. Una delle dieci startup finaliste di StartupItalia! Open Summit 2017

Tutto ha avuto inizio in un campo di calcetto. Una partita che si gioca ancora oggi nella pianura veneta, a pochi chilometri da Padova. E nell’eccellenza del campionato. Perché in fondo quando non ci si annoia le più belle partite possono durare ben oltre i novanta minuti o i tempi supplementari. Magari chissà, anche tutta una vita. «Col mio socio ci siamo conosciuti giocando a calcetto e non ci siamo più fermati. Ancora oggi ogni tanto ci ritroviamo a giocare. Da poco poi abbiamo fatto un torneo di calcetto balilla umano», ricorda Nicola Meneghello, CEO e fondatore di THRON. 40enne nato a Piazzola sul Brenta, poco più di undicimila anime a nord di Padova.

«Durante gli anni dell’università ho fondato la prima società. Pensavo di costruire ponti, ma avevo anche la passione per l’informatica. E così questa passione mi ha portato ad aprire una boutique tecnologica». In realtà Nicola quei ponti sognati da bambino li ha poi costruiti virtualmente, connettendo Padova e l’Italia ai mercati internazionali. E la partita l’ha sempre giocata come attaccante. Il socio Dario De Agostini, 43enne padovano, è invece una figura essenziale in campo. Ed è un valido centrocampista. «Io sono sempre stato l’anima strategica, Dario è il migliore nell’inquadramento tecnologico. Ecco perché ci compensiamo molto».

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Il colosso high-tech parla italiano. E vende nel mondo

La loro THRON ha diciotto anni di vita e negli anni ha raccolto 6 milioni e mezzo di euro in round da fondi italiani o private equity. Oggi fattura 4 milioni di euro, con un previsionale di crescita del 35-40%. La società produce un DAM SaaS, (Digital Asset Management), strumento strategico per il marketing moderno. Non solo. Il colosso padovano è impegnato nel settore della content intelligence e in quello dell’artificial intelligence applicata ai contenuti digitali. E vanta clienti di prima fascia: Valentino nel fashion, RTL 102.5 nei media, Carrefour nel retail, Dainese nell’abbigliamento.

L’headquarter si estende su milletrecento metri quadrati. Una struttura storica, perché nei primi del Novecento ospitava la vecchia scuola del paese, entrata poi in disuso nel 1985 e ristrutturata da questi startupper nel 2009. «Abbiamo fatto tutto da soli. E ne siamo orgogliosi. Se dovessi definire THRON è la soddisfazione di costruire un’azienda rimasta in Italia, ma che compete sul piano internazionale. E poi personalmente rappresenta l’opportunità straordinaria per dare un forte significato alla nostra vita».

THRON ha sviluppato un Intelligent DAM, cioè un software che aiuta i marketers a gestire tutti i contenuti aziendali e a controllarne la distribuzione in Internet. Di fatto con l’intelligenza artificiale i dati vengono raccolti e processati sulla base dei comportamenti online degli utenti, garantendo ai brand di tracciare un ritratto preciso dei singoli e offrendo contenuti altamente personalizzati sulla base dei loro interessi. Dal business alla creazione della community: THRON ha anche fondato Content Intelligence Network, la prima community italiana dedicata alla content intelligence. «È aperta a tutti i professionisti del settore che lavorano con i contenuti digitali e che sono interessati a raccogliere e monetizzare i dati generati dalla loro visualizzazione».

L’intervista: persone, tecnologia, visione, scalabilità. E made in Italy.

Dai prodotti alle persone. A quali profili date lavoro?
«Prevalentemente sviluppiamo prodotti software cloud business. La differenza per un prodotto software la fanno le persone e i processi dentro l’azienda. Quindi abbiamo profili misti: lavorano da noi ingegneri, analisti, designer, esperti di user interfaces. profili di marketing moderno evoluto. E poi ci sono i controller per i costi a supporto della vendita. A proposito di vendita: è gestita da consulenti che hanno un background digitale e che sanno relazionarsi col mercato molto variegato col quale parlano. L’età media anagrafica è sui trent’anni, nell’85% con una laurea».

Abbiamo profili misti: lavorano da noi ingegneri, analisti, designer, esperti di user interfaces. profili di marketing moderno evoluto

Più italiani? O team internazionale?
«Più italiani, ma per noi la forza nasce dalla contaminazione di culture. C’è da dire però che tanti validi professionisti italiani che erano andati all’estero li abbiamo riportati a casa, in un’ottica di “riattrazione” di talenti».

 

Come descrivi il vostro mercato?
«Sta maturando rapidamente. E c’è maggiore consapevolezza delle grandi opportunità che offre. La nostra forza è stata avere una visione e individuare partner straordinari che ci hanno dato fiducia. Perché puoi avere l’idea più innovativa del mondo, ma se il mercato non te la compra non riesci a scalare. E ciò che sta accadendo è che gli analisti mondiali ci posizionano tra le soluzioni più emergenti».

Tanti validi professionisti italiani che erano andati all’estero li abbiamo riportati a casa, in un’ottica di riattrazione di talenti

Come descrivi il vostro business?
«Aiutiamo i brand a semplificare la gestione quotidiana nei contenuti che vengono distribuiti sui vari canali, e quindi lavoriamo sulla content intelligence. Di fatto offriamo una soluzione abilitante per sviluppare lavoro».

 

Oggi si parla tantissimo di intelligenza artificiale. Come entra in gioco secondo te?
«È trasversale nell’utilizzo. E testimonia come il marketing moderno oggi sia molto più complesso tra dati e canali. L’IA però consente un upgrade: aiuta le persone nel loro lavoro e quindi permette alle aziende di scalare».

Avete scelto di stare a Piazzola, nell’alta padovana. Perché?
«Perché è da sempre stata casa nostra e perché crediamo al valore della contaminazione. E poi clienti e partner arrivano qui e ne restano incantati. È un bel modo per presentare una delle tante facce della nostra Italia»

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