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Ago 6, 2018

Duing, la piattaforma per far incontrare millennials e aziende

Creatività originale e l'opportunità di farsi un'esperienza, retribuita, per affacciarsi al mondo del lavoro con qualche asso nella manica. Un'idea che riscuote successo tra gli studenti

Unire il bisogno delle aziende di conoscere e intercettare le esigenze dei millennials, a quelle degli stessi giovani: studenti o neolaureati, che possono guadagnare mentre imparano a confrontarsi con le dinamiche delle aziende stesse. E’ l’idea alla base di Duing, piattaforma nata da pochi mesi, che può contare già su una community di oltre 10mila iscritti e aziende partner che hanno trovato un sistema decisamente innovativo per avvicinarsi a una generazione di consumatori particolarmente complessa.

Comunicazione per millennials, scritta dai millennials

“Duing nasce quando noi co-founder abbiamo compreso che questa esigenza delle multinazionali, di connettersi con i millennials e le loro esigenze, poteva essere soddisfatta nel modo migliore solo facendo in modo che fossero gli stessi giovani a spiegare come comunicare con loro”. Andrea Zangiacomi, 28 anni e CEO di Duing, lavorava in Unilever a Rotterdam, dove – con i suoi colleghi Angelica Peretti, 26, CMO, e Saverio Mirto, 27, responsabile del Business Development – si occupava proprio delle campagne di comunicazione destinate ai giovani. L’epifania giunta quando è stato compreso che  a suggerire quali fossero i messaggi giusti dovevano essere gli stessi destinatari di quei messaggi, ha dato origine alla nascita di Duing.

 

E’ molto importante che i brand siano consapevoli della forza che i giovani possono dare all’innovazione strategica e l’impatto positivo del loro coinvolgimento nell’ideazione di prodotti e campagne di comunicazione – continua Zangiacomi – Con Duing le aziende parlano la lingua dei giovani, perché sono gli stessi destinatari di questi messaggi a spiegare quali condividere e indicare quelli su cui fare leva”. Al tempo stesso, i giovani riescono non solo a monetizzare le loro idee, ma anche a sviluppare quelle soft skills e quella flessibilità necessarie per muoversi con successo nel mondo del lavoro di oggi.

 

Anche il riscontro da parte delle aziende è stato molto positivo: “Quello che piace è l’approccio molto agile che porta però a risultati notevoli in tempi molto brevi: basti pensare che contest come le ricerche di mercato, che sono tra quelli a risposta più ampia, possono raccogliere dati su oltre 400 persone in appena 2 o 3 ore dal lancio”.

Il caso LIDL

Uno dei casi di maggior successo di questa collaborazione riguarda Lidl, uno dei player della GDO più aperto all’innovazione e alle collaborazioni con le startup. “E’ una campagna rivolta ai nuovi lavoratori, per cui hanno voluto 15 challenge,  divise in 5 categorie e 3 topic, che comprendono ricerche di mercato, sondaggi e la co-creazione di grafiche. I lavori scelti come vincitori, 3 per ogni categoria,  verranno poi pubblicati sui profili LinkedIn e Twitter di Lidl, insieme con i nomi dei vincitori”.

I numeri

Nata a febbraio 2018, Duing conta oggi 10mila iscritti under 30 di cui l’80% attivo mensilmente. Il 65% di loro sono studenti universitari, di cui l’80% studenti di design, economia e comunicazione, mentre il restante si divide tra facoltà come scienze politiche, filosofia, giurisprudenza, lettere, mediazione linguistica. Ragazzi in cerca di occupazione o attivi con i cosiddetti lavoretti della gig economy costituiscono il restante 35%. A oggi, Duing ha raccolto oltre 150mila insight grazie a una media di 3-4 challenge settimanali che coinvolgono da 250 a 450 ragazzi; i compensi, erogati in crediti da convertire in buoni spendibili negli store di brand come Nike, Mondadori Yoox e Ikea,  variano dall’equivalente di 5-20€ per challenge di brainstorming e condivisione di idee, fino a 500-800€ per i migliori lavori in challenge che prevedono la creazione di grafiche, immagini e video.

Tra gli obiettivi per il 2019, l’ampliamento della community anche in altri paesi europei come Germania, UK e Olanda, degli interlocutori tra aziende e multinazionali, e l’apertura a nuovi soci finanziatori per poter crescere e allargare il team (che oggi, oltre ai founder, può contare su Matteo Enna, web developer, e Giada Zangiacomi, graphic and communication designer).

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