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Ago 8, 2018

Creare contenuti profilati: i 4 micro-moment del consumatore

La content intelligence può essere molto utile per individuare i gusti e le esigenze del pubblico. E creare una comunicazione ad hoc

Ogni secondo vengono caricati in rete 7.972 tweet, 853 foto e 73.115 video su YouTube. A fornire queste cifre è Angela Barison, Head of Strategy di AKQA  Italy. Gli advertisers su Facebook sono 5 milioni, e gestiscono un totale di circa 60 milioni di pagine. La pubblicità online è senza dubbio il presente per le aziende grandi e piccole; peccato che la gran parte dei contenuti sia percepita come “irrilevante” (34% delle persone) o addirittura con fastidio, perché ritenuta troppo invasiva.

 

A difesa di chi naviga,  selezionare e filtrare non è facile: ogni giorno compiamo circa 35mila scelte, e il rischio di paralisi decisionale è ben esemplificato da manager come Steve Jobs o Sergio Marchionne, che, per semplicità, sceglievano sempre lo stesso outfit.

I 4 micro-moment del consumatore secondo Google

Google ha schematizzato le 4 decisioni tipiche di un consumatore. Secondo la compagine di Mountain View, che di marketing se ne intende, durante la giornata sperimentiamo situazioni tipiche – Big G li chiama i micro-moment – che possiamo raccogliere in queste categorie:

 

  • I-want- to-know moments: quando si esplora o si cerca qualcosa, senza necessariamente essere propensi all’acquisto
  • I-want- to-go moments: quando si cerca un prodotto da un negoziante locale, o si vuole semplicemente sapere se esiste un negozio nei paraggi
  • I-want-to-do moments: quando si cercano guide e tutorial per fare qualcosa
  • I-want-to-buy moments: è il momento in cui si è pronti per l’acquisto, e si può avere bisogno di aiuto per rendere il processo facile e veloce.

 

Un brand che comunica in maniera corretta deve riuscire a coprire l’arco di questi bisogni con i proprio contenuti: in questo modo si instaura un legame di fiducia che può portare alla creazione di un lead, e quindi a una decisione di acquisto. La content intelligence può essere molto utile per individuare i gusti e le esigenze del pubblico, e creare una comunicazione ad hoc.

 

Abbiamo chiesto ad Angela Barison di AKQA Italia alcuni segreti per progettare contenuti che soddisfino i bisogni della nostra audience. Le sue risposte le trovate a questo link.

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