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Ago 9, 2018

Frameblock, la startup che vuole reinventare l’edilizia antisismica

Abbiamo intervistato il CEO, Nico Rogai. Che ci ha raccontato come l'idea sia nata dopo il terremoto dell'Aquila, e di come Frameblock contribuirà alla ricostruzione di Amatrice

Per spiegare la semplicità di utilizzo di Frameblock, il suo ideatore fa molto spesso riferimento a quella delle costruzioni Lego. Grazie al suo telaio innovativo è sufficiente assemblare i blocchi per realizzare strutture portanti solide ed economicamente vantaggiose. Con Nico Rogai abbiamo ripercorso le tappe fondamentali del viaggio della sua startup, che per ora porta ad Amatrice.

StartupItalia!: Dottor Rogai, ci parli delle principali fasi di sviluppo di “Frameblock”.

Nico Rogai: La startup è nata a Firenze dopo il sisma che ha devastato l’Aquila nel 2009. Abbiamo progettato Frameblock con l’intento e la volontà di contribuire al salvataggio di vite umane e attività commerciali nel caso di un grande evento sismico. Dopo il completamento della squadra, avvenuto tra il 2016 e il 2017, abbiamo ricevuto il primo finanziamento dalla Regione Emilia-Romagna. Questo ci ha permesso di realizzare i prototipi definitivi e strutturare il piano industriale. Il nostro impianto di produzione mobile può anche essere localizzato temporaneamente nelle eventuali aree d’intervento di emergenza.

 

SI!: Quali sono in vantaggi di una costruzione realizzata con i vostri blocchi armati?’

NR: Il primo è quello della duttilità. La costruzione è capace di mitigare le forze oscillatorie del sisma grazie alla leggerezza della struttura. In caso di necessità è possibile costruire pareti divisorie interne anti-cedimento che contrastano le oscillazioni laterali. Queste godono di una buona efficienza termica garantita dallo spessore – realizzato con polistirolo riciclato – di 30 cm. Inoltre, l’acciaio impiegato è di ben dodici volte superiore a quello del normale cemento armato ed è certificabile anche dopo diversi anni di utilizzo. Un ulteriore punto di forza che voglio sottolineare è la possibilità di edificare strutture a secco – assemblabili più volte – senza avere bisogno della fondazione.

SI!: A chi si rivolge principalmente la vostra proposta commerciale?

NR: Frameblock si rivolge a tre tipologie di target, che sono parzialmente sovrapponibili: grossisti del settore edile (reti di rivendita di materiali per le imprese, reti di rivendita “bricolage”); professionisti del settore edile (progettisti, tecnici e imprese) e i privati. Il primo target è perseguibile attraverso collaborazioni già in essere con alcuni partner. Vorremo organizzare una di rete di vendita creando entro i primi 12 mesi almeno 2.500 “rivenditori autorizzati”. Per raggiungere i professionisti e le imprese del settore contiamo sulla partecipazione a degli eventi ad hoc e alla divulgazione dei progetti già in corso nel cratere del terremoto del Centro Italia. Riguardo i privati si è scelto di presentare prima di tutto il kit “fai da te”.

 

SI!: Frameblock ha destato l’interesse del Comune di Amatrice, avrete un ruolo nella ricostruzione?

NR: Siamo orgogliosi di aver stabilito un contatto con il Comune di Amatrice grazie al nuovo sindaco Filippo Palombini. Da qualche mese stiamo lavorando con delle associazioni del territorio per promuovere la costruzione di un centro polifunzionale col metodo Frameblock. La struttura verrà finanziata anche grazie a una campagna crowdfunding che stiamo preparando in collaborazione con la piattaforma Eppela. Intanto, stiamo per lanciare il kit “fai da te” dotato di video istruzioni per assemblare stalle, box auto, abitazioni e mura perimetrali.

 

SI!: Tra i vostri partner c’è anche l’Enea.

NR: Grazie alla sinergia con Enea effettueremo il test su una piattaforma sismica per confermare i dati elaborati dal software SISMICAD, che calcola una resistenza stimata oltre gli 8 Richter. Ottenuti i risultati procederemo alle certificazioni di legge, poi ci dedicheremo alla creazione dell’innovativo impianto di produzione industriale. Lavoreremo fianco a fianco con una nostra azienda partner e lo realizzeremo per renderlo operativo in soli 3/4 mesi. Una multinazionale del settore edile cci metterà a disposizione la sua rete commerciale così distribuiremo il prodotto in tempi rapidissimi.

SI!: Qual è la vostra strategia di finanziamento?

NR: Siamo alla ricerca di un partner finanziario e/o industriale per un investimento del 20-25% del business plan non coperto dal Fondo centrale di Garanzia per le startup Innovative, che copre l’80% dell’investimento. Inoltre, abbiamo l’intenzione di richiedere l’accesso ai fondi europei destinati alla prevenzione e alla gestione dei rischi sismici.

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