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Set 1, 2018

Twitter potrebbe suggerirti chi non seguire

Un piccolo ma significativo test negli Stati Uniti sembrerebbe sperimentare questa funzionalità. Che ribalterebbe le logiche social, non solo per la piattaforma dell'uccellino

E se Twitter ti suggerisse chi “defolloware”? In pratica, oltre a incrociarti con contatti che potrebbero interessarti, potrebbe guidarti verso la rimozione di quelli con cui proprio non c’entri nulla. Con buona pace delle bolle social(i). A quanto pare potrebbe accadere davvero, e anche nel giro di poco tempo.

La funzionalità

Matt Navarra di The Next Web ha infatti individuato una funzionalità che la piattaforma di Jack Dorsey ha poi confermato di aver testato per qualche giorno su un ristretto gruppo di utenti negli Stati Uniti. Semplice, eppure illuminante: un elenco in cui viene suggerito chi smettere di seguire. Come spiega il reporter l’esperimento è durato poco e, al momento, sembrerebbe essersi concluso. Ma l’aspetto più importante è che è stato appunto confermato dalla società.

Sappiamo che le persone vogliono una bacheca di contenuti rilevanti, su Twitter – ha spiegato un portavoce a The Vergeun modo di ottenerla è smettere di seguire persone con cui non ci ha alcun coinvolgimento in maniera regolare. Quindi sì, abbiamo svolto un test limitato per individuare gli account che le persone non sembravano apprezzare e capire se avrebbero avuto voglia di smettere di seguirli”.

Come cambierebbero le logiche di fondo

Una funzionalità a prima vista innocua e perfino semplice ma che, a ben pensare, potrebbe ribaltare le logiche della piattaforma. Un po’ come l’agognato “Non mi piace” di Facebook, si tratta di quegli strumenti affatto complessi che tuttavia innescano una dinamica inversa rispetto a quella a cui siamo spinti sulle piattaforme sociali. Spesso gli executive sono convinti che darci l’opportunità di manifestare sdegno per un contenuto o suggerirci chi eliminare o smettere di seguire possa alla fine spingerci a usare di meno i social: la convinzione è invece che strumenti di questo tipo renderebbero davvero personalizzata l’esperienza.

Non sarebbe per giunta un caso. Il clima, rispetto alle piattaforme, è di attacco concentrico da diversi punti di vista. Non più solo i temi classici – dall’hate speech alla censura fino al revenge porn – ma una contestazione più profonda legata ai presunti pregiudizi degli algoritmi che sovrintendono le bacheche. Mostrare agli utenti anche ciò che non amano e da cui potrebbero allontanarsi sarebbe un modo per manifestare maggiore trasparenza nella gestione dei contatti e soprattutto delle dinamiche di fondo.

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