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Set 9, 2018

9 startup che guadagnano utilizzando Uber

Ecco le migliori startup che sfruttano il tempo passato dai clienti all’interno dell’auto, fornendo servizi ai guidatori

Il valore di un iPhone non si misura soltanto dalle sue funzionalità o dal suo design. Vale anche perché è capace, da solo, di muovere un mercato per così dire secondario, fatto di accessori e prodotti complementari, altrettanto redditizio. Il discorso non vale solo per gli smartphone, ma può essere allargato anche ad altri settori, compreso quello del trasporto. Uber e Lyft sono quello che l’iPhone ha rappresentato per chi vende cuffie, cover o caricabatterie: un mezzo (in questo caso in senso figurato) per centinaia di altre aziende e imprenditori, che sfruttano il successo delle grandi compagnie per il proprio profitto.

Un esempio molto utile è quello di Gavin Escolar, guidatore Uber originario delle Filippine che lavora a Valencia, il quale ha fatto della sua auto uno showroom per il proprio business di gioielli, arrivando a superare i 250 mila dollari di guadagno all’anno: “È il sogno di qualunque venditore – spiega – ho 10 minuti per conquistare un cliente, un tempo infinito rispetto alla promozione online o a domicilio, e Uber mi paga per farlo!”.

Non solo privati, però: ecco alcune aziende che hanno sfruttato le più importanti compagnie di trasporto per far crescere i propri utili.

 

Cargo: questa startup permette ai guidatori di vendere snack, gomme da masticare, caricabatterie o cuffie direttamente dall’auto, attraverso un display posizionato dietro al sedile del guidatore.

 

Vugo: installa dei monitor all’interno dell’abitacolo, nei quali i clienti possono prendere visione di diverse offerte promozionali. In cambio, Vugo paga gli autisti per questi spazi pubblicitari.

 

Wrapify: in questo caso la pubblicità è all’esterno, sulla carrozzeria. Questa azienda “incarta” le vetture con inserzioni, e ai guidatori spetta un tot al chilometro.

 

Gridwise: comunica al conducente l’orario esatto in cui andare a riprendere i passeggeri all’aeroporto, allo stadio o dovunque vogliano, basandosi sui loro dataset.

 

Mystro: permette agli utenti di passare senza fatica da un’app di trasporti all’altra, filtrando le opzioni di viaggio in maniera automatica tra tutte le piattaforme.

 

Rydar: propone un’assistenza personalizzata al guidatore improntata alla gig-economy, basandosi sul dataset dei clienti.

 

FarePilot: aiuta i conducenti a trovare le zone della città in cui ci sarà più bisogno di loro, quindi di identificare il maggior numero di clienti.

 

Hurdir: permette ai guidatori di tenere traccia dei chilometri percorsi, delle spese, delle entrate e delle deduzioni fiscali, tutto in un’unica app.

 

Everlance: incrocia automaticamente i dati dei chilometri percorsi con quelli delle spese sostenute, in modo da ricavare il profitto esatto di ogni tratta percorsa.

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