Guida completa per usare i 70 mlr dell'Europa per le startup

100mln in scadenza a dicembre per 1000 startup e 70mlr stanziati per il programma Horizon2020: così l'Europa rivoluziona il mondo dei fondi, partendo dal basso

Bandi rivolti all'ecosistema di supporto dell'imprenditorialità web (incubatori, acceleratori, investitori…) per lo sviluppo di azioni e servizi su scala europea; bandi open, ovvero il cui oggetto sarà definito presentando proposte innovative dal basso e senza i limiti posti da obiettivi prescrittivi concepiti dalla Commissione. E ancora, inducement prizes, dove la Commissione si limiterà a indicare quale sfida sociale e problema tentare di risolvere, senza alcun riferimento al tipo di soluzione da sviluppare.
 
Sono queste le principali novità che caratterizzeranno alcuni dei nuovi programmi di finanziamento a livello europeo, adottati all'interno del quadro finanziario pluriennale europeo 2014-2020. Tra questi, il più atteso è sicuramente il nuovo programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione, Horizon 2020, che stanzierà sul periodo 2014-2020 un budget di più di 70 miliardi di Euro, e di cui la prima call sarà pubblicata all'inizio di dicembre.
 
 
I finanziamenti europei fino ad ora
I fondi europei non si sono distinti negli ultimi anni in quanto a capacità di intercettare e stare al passo con i cicli di vita e i processi tipici dell'economia e dell'imprenditorialità digitale. Con obiettivi prestabiliti, cicli di vita del progetto troppo lunghi (più di quattro anni se si considera dalla preparazione della call alla valutazione finale) e requisiti, modalità, e condizioni di finanziamento che favorivano i grandi attori, i bandi europei hanno fin ora rispecchiato il vecchio sistema economico e di produzione. In quel sistema lineare e coerente, inseguire le frontiere dell'innovazione tecnologica, usando logiche incrementali e technology-driven, poteva essere sufficiente per generare valore economico, e per suo tramite valore sociale. In un mondo chiamato a ridisegnare e reinventare le proprie regole e le proprie filiere in maniera originale invece, tali metodi di supporto si rivelano sempre più inadeguati nella loro capacità di stimolare un’innovazione davvero disruptive.
 
È infatti proprio nei processi fluidi, informali, non prescrittivi e veloci degli attori più piccoli e spesso lasciati ai margini dei progetti europei, che si produce il più delle volte questo tipo di innovazione, suggerendo quei cambi di paradigma essenziali per rispondere alla complessità delle sfide sociali ed economiche attuali: ridisegnare le regole del mercato, inventare nuovi modelli di business, liberare nuovo capitale sociale indipendentemente dal capitale economico. Da qui la necessità, soprattutto per i grandi organismi finanziatori, di sperimentare nuovi meccanismi e processi per l'assegnazione dei fondi, in grado di intercettare e selezionare le vere spinte innovative dal basso, ampliando e diversificando il più possibile la rosa dei beneficiari e attingendo direttamente a quell'ecosistema dove la vera innovazione si compie.
 
 
PMI e Web Entrepreneurship in H2020...
H2020 costituisce un passo in avanti in questo senso, cercando di rispecchiare meglio quello che è il ciclo di vita del prodotto innovativo, facilitando l'accesso ai finanziamenti diretti anche alle piccole realtà e sostenendo ricerca e innovazione capaci di creare valore nel mercato. Alle iniziative a sostegno alle PMI è dedicato il secondo pilastro di Horizon 2020, Creating Industrial Leadership and Competitive Frameworks, seguendo due approcci fondamentali e trasversali all'intero programma:
 
Bottom up: attraverso un nuovo strumento di finanziamento creato specificamente per le PMI (SME Instrument) e disegnato sull'assunto che la direzione dell'innovazione non può essere decisa dai governi, ma dal basso, seguendo da un lato i trend di mercato, e dall'altro interpretando la domanda e specifici bisogni sociali. A prescindere dal settore di appartenenza, qualsiasi PMI - in consorzio o anche da sola - potrà proporre la sua idea, visione, e soluzione innovativa per risolvere una delle sfide dell'Unione europea.
Top-down: attraverso la partecipazione a calls for proposals pubblicate nella sezione LEIT (Leadership in Enabling and Industrial Technologies) del secondo pilastro, e nel terzo pilastro, Societal Challenges.
 
In questo senso, una delle prime iniziative pubblicate in LEIT si rivolgerà specificamente agli ecosistemi nazionali e locali di supporto a startup e imprenditoria digitale (investitori, associazioni di startup, acceleratori, e enti pubblici e privati che supportano startup) con l'obiettivo di rafforzarne la rete e i servizi a livello internazionale, e di facilitare quindi l'esportazione e l'ingrandimento dei singoli business sul territorio europeo. Farà parte dell’obiettivo, anche il supporto alla rete già esistente, Startup Europe Initiative, e delle initiative ad essa collegate, come Startup Europe Web Investors Forum, Startup Europe Accelerators Assembly, Startup Europe Crowdfunding Network, o le competizioni Tech All Stars e Europioneers.
 
 
…e nel Settimo programma quadro
Questo non sarà il primo bando rivolto alla web entrepreneurship. Lo stesso tema era già stato affrontato all'interno del Settimo programma quadro dalle calls del partenariato pubblico-privato sull’Internet del futuro. L'approccio tuttavia era molto diverso, perché focalizzato sulla creazione di tecnologie tramite progetti di ricerca e sviluppo.
 
Vale però la pena menzionare la terza e ultima call del partenariato, con scadenza 10 dicembre 2013, che si focalizzerà sul finanziamento di attività volte alla promozione e adozione delle tecnologie precedentemente sviluppate. La Commissione metterà 100 milioni di Euro a favore di circa 1000 start-up e altre imprese altamente innovative per lo sviluppo di app e altri servizi digitali nel settore trasporti, salute, produzione intelligente, energia e media. I fondi verranno erogati tramite la selezione di 20 consorzi di "intermediari" (acceleratori, piattaforme di crowdfunding, società di capitale di rischio, spazi di co-working, organismi di finanziamento regionali, associazioni di PMI e imprese tecnologiche) col compito di organizzare successive open calls rivolte a PMI e imprenditori digitali.
 
 
Social Innovation e Social Entrepreneurship
H2020 non sarà comunque l'unico canale di finanziamento a sostegno dell'innovazione. Interessante a tal proposito le pagine a cura di DG Enterprise sulle politiche di innovazione sociale, dove sono riassunte tutte le opportunità di finanziamento più importanti in materia.
Tra queste, si distingue la seconda edizione della European Social Innovation Competition, con scadenza 11 dicembre 2013. L'iniziativa si propone di fornire supporto finanziario per 30.000 euro a tre proposte innovative volte a contrastare l'alta disoccupazione o a migliorare le condizioni di lavoro.
 
 
Una nuova cultura dell’imprenditorialità
A parte gli aiuti finanziari, queste iniziative intendono anche sostenere la diffusione di una lettura nuova dei processi di imprenditorialità, modificandone la cultura di fondo e la percezione sociale.
Rimuovere la stigmatizzazione sociale normalmente associata al fallimento - percepito in Europa come colpevolezza o mancanza di merito - e fornire una seconda opportunità a chi ha avuto la possibilità di imparare dai propri errori, è un passo fondamentale per incoraggiare una cultura del rischio tra i giovani. Similmente, fa parte dell'evoluzione di processo l'acquisizione di una maggiore tolleranza all'imperfezione delle soluzioni, e lo svincolarsi dall'imperativo di presentare sul mercato un risultato finito e perfetto (tipico dei processi industriali tradizionali), e questo semplicemente perché ogni prodotto o soluzione nasce come continuamente modificabile e migliorabile nella continua interazione con l'utente finale.
 
Per un quadro strategico a riguardo, si può far riferimento all’Entrepreneurship 2020 Action Plan "Reigniting the entrepreneurial spirit in Europe", o al Commission Staff Working Document on Strengthening the environment for Web entrepreneurs in the EU.