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Nov 22, 2018

Nasce MIA: il programma di accelerazione dedicato a imprenditrici

Promosso da Digital Magics, BNP Paribas e BNL Gruppo Paribas, Findomestic e Arval Italia, il progetto selezionerà 4 imprese da incubare, formare e presentare agli investitori

Si chiama “Mia – Miss in action” il programma di accelerazione rivolto a creative e determinate imprenditrici promosso da BNP Paribas International Financial Services, BNP Paribas Cardif, Findomestic, Arval Italia e BNL Gruppo BNP Paribas. Il progetto, suddiviso in 3 fasi, prevede una selezione iniziale di 10 imprese da presentare all’innovation day del 21 febbraio, al termine del quale saranno scelte 4 idee da accelerare e, successivamente, presentare agli investitori. La call, alla quale possono partecipare le founder; i team a prevalenza femminile, ma anche idee disruptive provenienti dalla sfera rosa, è iniziata quest’oggi e terminerà il 13 gennaio. “Un progetto ambizioso di concretezza che vuole dare una scossa al mondo startup e creare una contaminazione ed un ecosistema innovativo”, ha dichiarato Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics. Secondo quanto affermato da Layla Pavone, Chief Innovation Marketing e CCO di Digital Magics, sarebbero soltanto il 13% le imprenditrici iscritte al registro italiano di startup.

Mia: il progetto aziendale contro le discriminazioni di genere

“Dopo la presentazione delle domande, una giuria di esperte del settore (tra cui donne top manager, imprenditrici, business angel e rappresentanti delle istituzioni) sceglierà le 4 migliori imprese innovative – spiega Layla Pavone – Tra i requisiti chiave: modelli di business adeguati; alto potenziale all’interno del mercato; prodotto e servizio di buon livello; team a maggioranza rosa coeso, organizzato, determinato, curioso e con esperienza; mindset internazionale ed alto livello di conoscenza della lingua inglese. Un punto in più per i progetti in ambito fintech e insurtech”.

Le 10 fortunate si alterneranno nei pitch durante l’innovation day, previsto il 21 febbraio, al termine del quale solo 4 continueranno la corsa verso il successo. “Alle prescelte saranno offerti 3 mesi di formazione con Digital Magics, due volte alla settimana in azienda o in smartworking, a seconda delle esigenze individuali – spiega Pavone – e due mesi successivi con BNP Paribas, durante i quali si procederà allo sviluppo ed alla finalizzazione dei prodotti e servizi, con la creazione di un prototipo da presentare all’investor day di ottobre del prossimo anno: evento centrale e conclusivo del progetto”. Saranno, poi, gli investitori a decidere come e chi finanziare.

“Sono attese centinaia di iscrizioni che ambiscano al finanziamento di centinaia di migliaia di euro messi a disposizione dai promotori ed abbiano voglia di mettersi in gioco”, conclude Pavone.

 

Le quote rosa aziendali tra successo e difficoltà

Il mondo femminile, si sa, è molto complesso. E anche se sono tanti i progressi compiuti verso le pari opportunità, ci sono ancora alcuni fattori che incidono sulla sfera imprenditoriale rosa in direzione contraria. “Ad esempio, il welfare nazionale, che non si occupa minimamente di agevolare ed incentivare la maternità – spiega Sandra Mori, presidente di “Valore D” e data privacy officer di Coca-Cola – oltre alla cultura ed alla mentalità di questo paese, per certi versi molto indietro rispetto agli standard europei. Si consideri che l’Italia è risultata al penultimo posto in Europa per tasso di occupazione femminile. Dopo di noi c’è la Grecia”.

Ma la colpa non è da attribuirsi soltanto ad agenti esterni. “Anche se è statisticamente provato che le donne si laureano prima, e con voti più alti dei maschi, sono poche quelle che scelgono discipline STEM o imprenditoriali. In tante studiano Filosofia, Lettere, ambiti che, niente da togliere, ma sono meno attraenti da un punto di vista aziendale”, continua Mori. Altro difetto prettamente femminile: non chiedere mai, ma aspettarsi che siano gli altri a cercarle. Caratteristica che, secondo quanto affermato da relatrici e relatori, distinguerebbe le femmine dai maschi: questi ultimi più sicuri di sè e decisi nel farsi avanti. “Spesso siamo proprio noi stesse a porci ostacoli”, ha asserito Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione Digitale di Milano.

Andrea Munari, CEO di BNL e Responsabile di BNP Paribas per l’Italia, è dell’idea che la discriminazione di genere sia come la corruzione: un cancro per il nostro paese. Lui stesso ha incoraggiato le donne a farsi avanti, verso una politica d’inclusione: “Abbiamo tutto l’interesse ad una contaminazione aziendale a 360 gradi ma, spesso, riteniamo difficile capire esigenze e problematiche delle donne, anche perché non si espongono più di tanto. Sollevate più problemi, esponete le vostre richieste e l’inclusione verrà da sè”. Il genere maschile non è da recriminare, anzi. Pavone ha ringraziato pubblicamente il suo team “azzurro” per la sensibilità sulla tematica. “Le donne sono molto creative e vantano ottime capacità relazionali. Speriamo che questo progetto serva da spinta e che possa essere replicato anche da altri. Crediamo in un fenomeno virale ed in altre edizioni di Mia”, ha concluso Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif.

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