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Oracle Cloud Day: il futuro del business è nella nuvola

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Oracle Cloud Day: il futuro del business è nella nuvola

Migliorare la qualità del lavoro sfruttando intelligenza artificiale e la potenza del cloud. Il mondo attorno a noi sta cambiando: per seguire il cambiamento bisogna adottare strumenti nuovi

Migliorare la qualità del lavoro sfruttando intelligenza artificiale e la potenza del cloud. Il mondo attorno a noi sta cambiando: per seguire il cambiamento bisogna adottare strumenti nuovi

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Come sarà il mondo del 2020? E come sarà quello del 2025? Una domanda difficile con una risposta altrettanto difficile, ma ci sono delle tendenze che indicano chiaramente la direzione in cui stiamo andando: ci sono tecnologie, strumenti, che già oggi fanno la differenza e che la faranno sempre di più in futuro. E nel futuro, ne è certo Fabio Spoletini che ha aperto la giornata del Cloud Day di Oracle, ci saranno il cloud e l’intelligenza artificiale: tecnologie, strumenti, capaci di cambiare il modo stesso in cui ogni giorno lavoriamo e gestiamo la nostra vita.

Il country Manager di Oracle snocciola numeri sul palco: entro il 2025 il 100 per cento delle app in cloud saranno a base di intelligenza artificiale, con oltre l’85 per cento dei servizi al cliente mediati da sistemi autonomi che miglioreranno e semplificheranno la gestione delle attività quotidiane. Una vera e propria rivoluzione che attraverserà le nostre vite: “Dietro a questi numeri si cela un cambiamento radicale che le imprese italiane non devono ignorare, ma possono anzi abbracciare per avvalersene, con il supporto di Oracle” è l’appello di Spoletini.

 

 

Ma non sono sole le aziende a dover guardare al cloud con fiducia: anche tutti i loro clienti trarranno beneficio da questi nuovi sistemi tecnologici, che garantiranno esperienza utente migliore e su misura per ciascuno di noi, con servizi che vanno incontro alle loro esigenze. Come nel caso di Melià, una catena di hotel che ha sviluppato un sistema di pagamento cashless per i suoi clienti. In più, il cloud e l’AI sono una miniera di opportunità: governare questi nuovi processi richiede delle competenze diverse da quelle disponibili oggi sul mercato del lavoro, e più del 60 per cento delle nuove figure professionali necessarie per questa nuova era si formeranno nei prossimi anni.

Tre motivi per cui il cloud ti cambierà la vita

Un cambio nel modo di lavorare, un cambio nella qualità del lavoro e poi più sicurezza e innovazione: l’era del software monolitico da far girare su un PC o un server dedicato è tramontata, i vantaggi del cloud sono evidenti per chiunque abbia già provato questi strumenti. Lavorare in mobilità, lavorare ovunque, avere accesso a dati preziosi che fino a qualche anno fa restavano custoditi gelosamente all’interno di archivi inaccessibili.

 

 

Oggi si può fare di più e meglio: grazie al cloud i dati delle vendite sono visibili al marketing e viceversa, nessuno deve prendere più decisioni basate su semplici stime ma può basarsi su dati reali. Il caso di Bitron Electronics, che sfrutta il cloud Oracle per archiviare i propri dati, analizzarli, estrarne nuovo valore grazie agli strumenti nativi della piattaforma e soprattutto distribuire le informazioni a ogni livello dell’organizzazione: un esempio perfetto di manifattura italiana d’eccellenza, che ottiene un vantaggio competitivo immediato dall’adozione di una nuova tecnologia.

“Negli ultimi anni sempre più aziende hanno scelto il cloud per innovare la gestione di piattaforme, infrastrutture e processi critici per il business. Dalle risorse umane all’e-commerce e al marketing, il cloud si è fatto strada fino al cuore pulsante delle aziende: l’ERP” racconta ancora Spoletini. A tutto questo oggi si uniscono nuovi strumenti: come la già citata intelligenza artificiale che, unita al machine learning, consente di estrarre dai dati delle analisi preziose e gli spunti che serviranno a valorizzare il patrimonio di informazioni nelle mani delle imprese.

 

 

“Sempre più dati concorrono a dare forma alle strategie e alle decisioni aziendali e con l’integrazione di AI e machine learning mettiamo strumenti potenti nelle mani di tutte le linee di business” continua Spoletini. E poi illustra anche le tre linee guida che Oracle porta avanti per la sua linea prodotti: innovazione tecnologica che trasforma i processi e che garantisce migliori prestazioni al business.

 

Ma c’è un dato da sottolineare: come ha sottolineato Neil Sholay, VP of Digital di Oracle EMEA, la tecnologia del cloud serve ad affiancare l’impegno degli esseri umani. AI e machine learning creano sistemi autonomi che senza l’intervento dell’uomo elaborano i dati per estrarre indicazioni e tendenze: ma la decisione finale, l’intuizione dell’essere umano e la sua creatività, restano insostituibili.

 

 

Questi strumenti, ripete Sholay, servono a “liberare il potenziale” delle menti migliori che compongono la nostra squadra. Lasciano insomma a noi la libertà di fare quello che ci riesce meglio, ci permettono di fare la differenza sollevandoci da noiose operazioni ripetitive come la compilazione di liste o l’incrocio dei dati.

Un cloud di seconda generazione

Gli strumenti che permeano tutta l’infrastruttura cloud di seconda generazione di Oracle permettono inoltre di concentrarsi sulle scelte che contano davvero: i sistemi autonomous sono in grado di gestirsi da soli, di correggere gli errori, di garantire resilienza anche grazie alla segmentazione delle basi di dati, sollevando chi li utilizza dall’onere della manutenzione. La sicurezza dei dati, intesa come sicurezza dagli attacchi esterni così come dagli errori di gestione, è quasi assoluta: le patch vengono applicate tempestivamente per garantire un livello di qualità del servizio che fino a oggi non era mai stato raggiunto, unendo questo con una tripla ridondanza dei sistemi si raggiunge un SLA del valore di 99,995%.

A questo si aggiunge quella che è l’offerta di soluzioni cloud più ampia sul mercato: l’obiettivo di Oracle è quello di diventare un partner unico per le aziende, che sul cloud di Redwood possano trovare già oggi tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per la propria operatività. E non parliamo di prodotti qualunque, come ripete Spoletini, bensì delle migliori soluzioni in circolazione per ciascuna applicazione.

 

 

Quale che sia la tecnologia a cui state pensando, Oracle ha già un esempio di applicazione sul campo. Per esempio Certified Origins che impiega le API per gestire una blockchain, un database distribuito con cui garantire la qualità e la tracciabilità di uno dei campioni del Made in Italy: l’olio d’oliva. Ma il cloud Oracle mette a disposizione anche altro: un digital assistant, ad esempio, che interagisce coi dati per fornire risposte puntuali, consapevoli del contesto e dell’autore della richiesta.

L’obiettivo è sempre il medesimo: liberarci da quanto le macchine possono gestire autonomamente per concentrarci su quello in cui noi, gli esseri umani, possiamo fare la differenza.