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Gen 18, 2019

Le 3 startup vincitrici del BioUpper 2019

La piattaforma che promuove e finanzia progetti nel campo delle scienze della vita ha assegnato un premio di 180.000€

“Il mondo della salute è sull’orlo di un cambiamento radicale, l’Italia è indietro ma stiamo facendo un buon catch up. E che tutto ciò si svolga qui, nel Ministero dello sviluppo economico è fondamentale”: è Roberto Ascione a dirlo, CEO di Healthware, e il “tutto ciò” di cui parla è l’evento e premiazione di BioUpper di cui Ascione era uno dei giurati che ha assegnato il premio di 180.000€ in servizi (l’una) a tre startup al lavoro su diagnosi dei melanomi, deambulazione per malati di parkinson e comunicazione all’interno di studi clinici.

 

La piattaforma di training e accelerazione promuove che finanzia progetti innovativi nel campo delle scienze della vita è frutto della partnership tra Novartis e Fondazione Cariplo: e sono ormai quasi 4 anni e 3 edizioni che è in continua crescita.
Nel 2018 ha registrato un +33% di candidati rispetto all’anno precedente per un totale di 158 candidature.

A poter fare la propria startup al MISE, davanti alla giuria, sono stati i 10 progetti selezionati tra i 158: 10 Startup accelerate tra settembre e novembre da incubatori come BioUndustry Park, Campania NewSteel, Consorzio ARCA, Digital Magics, dPixel e Fondazione Filarete. Da quest’anno poi il contributo di IBM accresce il valore del premio in servizi (l’anno scorso il valore era di 50.000€), rendendo di fatto BioUpper uno degli sforzi principali nel campo dell’innovazione medico-tecnologica in Italia. Eppure storicamente non è la vittoria l’unica possibilità che BioUpper dà alle startup che seleziona: dal 2015 ad oggi il 70% dei partecipanti ha raccolto investimenti per un totale di 2,2 milioni di euro (da venture, grant e investitori privati).

I Vincitori

Il progetto di Quickly Pro parte dall’idea che esistono almeno 5 milioni di malati di Parkinson che hanno serissime difficoltà a camminare, ed è dimostrato che i feedback visivi li aiutano. La società ha brevettato un wearable device che indica dove mettere i piedi, fornisce dati per l’analisi del cammino e migliora la relazione medico-paziente. “Feedback visivi già sono usati dai fisioterapisti ma sono statici” hanno spiegato nel corso del pitch. “Dall’altra parte invece tecnologie come i tapis roulant costano” è la bottom line del progetto che prima vuole entrare nel mercato B2B, attraverso i centri di cura per il Parkinson, così che i professionisti facciano da ambassador, e poi punta al B2C. “La giuria è rimasta colpita dalle potenzialità di utilizzo e da una soluzione che va nella direzione di mettere il paziente al centro” è stata la motivazione del premio.

 

“Ci manca tutta la parte software e quindi ora dobbiamo iniziare a correre” spiega Manuel Rocco di Quickly Pro: “Useremo il premio soprattutto per lo sviluppo del software, raccimolare e configurare dati. Ad IBM chiederemo storage e analisi dati, a Novartis e Humanitas faremo riferimento per la parte scientifica (gestione dati e supporto logistico scientifico), ad Healthware per digitalizzare la parte hardware e a Fondazione Cariplo chiederemo di approfondire e sviluppare le nostre capacità imprenditoriali”.

 

Niente hardware invece per Patch, società che parte dall’assunto che vengono spesi circa 400 milioni di euro in studi medici per raccogliere dati sulla sicurezza ed efficacia di nuovi farmaci e che il processo è così poco ottimizzato che almeno 8 milioni vanno persi. Patch, tramite l’applicazione dell’intelligenza artificiale, vuole aumentare l’engagement dei pazienti con una piattaforma conversazionale e un assistente virtuale empatico. L’idea è di sfruttare la gamification per introdurre i comportamenti positivi e individuare quelli avversi per poi comunicarli ai medici. Questi possono chattare con i pazienti e monitorare il tutto da una dashboard. La giuria ha premiato il progetto per il carattere “fortemente innovativo nell’uso dell’intelligenza artificiale che alle volte può essere più empatica di un medico”.

 

“Ora pensiamo di poter sviluppare in due mesi e mezzo il proof of concept, così da entrare nel mercato con 4 mesi di anticipo” spiega Alessandro Monterosso, CEO di Patch: “IBM Watson, Cloud e Studio, saranno i servizi che richiederemo così da costruire la nostra piattaforma con IBM e sempre con loro velocizzare il processo di machine learning – siamo ormai alla prototipizzazione. Infine chiederemo consulenze specifiche sul marketing”.

 

Le cifre del tumore alla pelle parlano di 91mila nuovi casi ogni anno, praticamente il 5% del totale nuovi tumori: di questi 9mila hanno decorso fatale. Per prevenire e curare servirebbero screening frequenti e specifici ma non tutti li possono o vogliono effettuare. Per questo Anant ha creato il Nevus 1, uno smart device che grazie ad ottiche avanzate e una videocamera ad alta risoluzione può diagnosticare per tempo il melanoma. L’intelligenza artificiale elabora le rilevazioni grazie ad un database creato da dermatologi e poi classifica le lesioni cutanee. Ovviamente qui il modello di business è la vendita del dispositivo ai laboratori ma anche alle farmacie di servizi o ai pazienti direttamente. Coniugare l’innovazione lato hardware e software, ovvero l’intelligenza artificiale, è ciò che ha colpito la giuria “soprattutto approcciare un tema dal punto di vista della diagnosi più che da quello della cura”.

 

Il voucher sarà investito “battendo sull’intelligenza artificiale e sulla piattaforma dei pazienti” spiegano da Anant “e poi adesso non si scappa: bisogna realizzare il prototipo. Ad ora l’intelligenza artificiale l’abbiamo testata con Google ma passeremo ai servizi di IBM, siamo al 40% della realizzazione del progetto”.

Un Nuovo Percorso

Parallelamente a questo percorso, chiamato Call For Ideas, BioUpper dal 2018 si è aperta anche alle aziende già sul mercato (le startup in fase post-seed) con la Call For Scale. Nel primo anno sono arrivate 52 candidature da società in fase TRL tra 5 e 8, tra cui sono stati scelti 4 progetti cui è stata data la possibilità di relazionarsi con aziende pubbliche e private del settore sanitario: per poter individuare e sviluppare, insieme, opportunità di business.

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