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Apr 14, 2019

Tecnologia, quanto conta l’età? Moltissimo e si diventa “anziani” a 46 anni

Un sondaggio di First Round Capital rivela che nel mondo delle startup tecnologiche ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti degli imprenditori con un’età superiore alla media

C’è una piaga nella tecnologia che sembra essere ancora più profonda del sessismo o del razzismo: l’età. In un sondaggio che ha coinvolto i fondatori di startup statunitensi, realizzato dalla società di capitali di rischio First Round Capital, il 37% degli intervistati ha dichiarato che l’età è l’elemento che incide maggiormente nella scelta dei finanziatori, mentre il 28% ha citato il genere e il 26% la razza. Un vero peccato, dato che la ricerca degli ultimi anni dimostra ripetutamente che la differenza di età promuove la produttività e le prestazioni, e che i lavoratori più anziani trascorrono meno giorni in malattia, hanno migliori capacità di problem solving e sono più propensi dei lavoratori più giovani a essere molto soddisfatti del proprio lavoro.

Se un “anziano” ha 46 anni

Ma chi sono gli anziani, quando si parla di tecnologia? Secondo gli imprenditori che hanno partecipato al sondaggio di First Round, l’età avanzata in tecnologia si raggiunge, in media, all’età di 46 anni, mentre più di un quarto dei fondatori ha affermato che il pregiudizio colpisce gli imprenditori a 36 anni.

L’89% degli intervistati si è detto d’accordo sul fatto che le persone anziane debbano subire discriminazioni nel settore tecnologico. Le prospettive sull’età rappresentato solo una delle aree coperte dal sondaggio della First Round, che ha coinvolto 529 fondatori di startup, ai quali è stata posta una vasta gamma di domande sulla vita imprenditoriale. Dal punto di vista demografico, gli intervistati erano il 17,4% di sesso femminile e l’82,6% di sesso maschile. Le società prese in esame erano tutte state costituite negli ultimi 11 anni, con un numero di addetti che variava da meno di sei a più di 250 persone. I settori più rappresentati nel sondaggio erano imprese (35,2%), consumi (15,2%), tecnologia finanziaria (12,1%) e sanità (10,8%).

I pregiudizi sul posto di lavoro

Quasi l’85% dei fondatori ha dichiarato di adottare politiche di inclusione e diversità formale o informale all’interno delle proprie aziende, o di avere intenzione di adottare tali strategie a breve. La maggioranza degli intervistati ha affermato inoltre di ritenere che la tecnologia rappresenterà demograficamente la composizione razziale e di genere degli Stati Uniti nei prossimi 20 anni.

Il sondaggio di First Round mette molto chiaramente in evidenza un problema spesso sottovalutato: finché non considereremo l’età anagrafica come una delle forme di pregiudizio sul posto di lavoro, ogni industria, specialmente la tecnologia, avrà un serio problema.

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