"La digital health disegnerà la nuova era della medicina". Intervista a Roberto Ascione CEO di Healthware - Startupitalia immagine-preview

Gen 30, 2019

“La digital health disegnerà la nuova era della medicina”. Intervista a Roberto Ascione CEO di Healthware

La società di Roberto Ascione ha appena chiuso un aumento di capitale da 10 milioni di euro con FII Tech Growth. Qui ci racconta come cambierà la medicina grazie al digital e alla tecnologia

Roberto Ascione non è solo un imprenditore e opinion leader nella digital health ma è uno di quegli italiani che è più facile trovare sul palco di un keynote internazionale che in tanti micro eventi nostrani. Attualmente è CEO di Healthware Group, un gruppo di consulenza integrato di nuova generazione che offre alle grandi aziende e alle startup dei settori life-sciences e insurance un insieme unico di servizi e competenze in consulenza strategica, comunicazione, tecnologia e innovazione per guidare la trasformazione digitale della salute.

 

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La sua è una di quelle storie che partono da lontano

Healthware è una startup nata nel 1997, 22 anni fa! Roberto la fonda e la fa crescere così rapidamente da interessare la divisione salute di Publicis Groupe, concludendo quindi una exit nel 2007 (in Italia ci sarebbero voluti altri 5 anni solo per poterle creare le startup) e creando Publicis Healthware International. Ricopre diversi ruoli manageriali fino a realizzare la fusione e l’integrazione di diverse agenzie di comunicazione digitali sotto il brand Razorfish Healthware. Nel 2015 Roberto realizza poi il sogno segreto (e quasi mai realizzato) di ogni imprenditore: guida lo spin out della sua Healthware, consolidandone la configurazione attuale. Dal 2016 è Chairman di Frontiers Health, uno dei principali eventi internazionali dedicati alla digital health che si tiene annualmente a Berlino riunendo tutti i top player del settore (ne avevamo parlato qui). E’ autore del libro Il Futuro della Salute, edito da Hoepli, che descrive come la tecnologia digitale sta rivoluzionando la medicina.

L’intervista

Roberto mai come oggi il mondo della salute è oggetto di una trasformazione così radicale: il digitale da un lato ha reso possibile la disintermediazione di tutto, compresa la possibilità a nuove startup di innovare in un settore prima spesso riservato a pochi player giganteschi, dall’altro la disponibilità di dati, machine learning e AI permette di correre a velocità prima immaginabili. Quali sono i numeri di questa rivoluzione e le tendenze per i prossimi anni?

Credo che quella della salute non sia semplicemente una trasformazione, ma una vera e propria rivoluzione culturale con un impatto esponenziale sull’intero settore. La digital health ha un ruolo fondamentale nel disegnare la nuova era della medicina e penso che possa aiutare a recuperare e rafforzare la fiducia sia nel rapporto medico-paziente sia nelle diverse interazioni dei pazienti con il sistema sanitario stesso. Per capire la portata della trasformazione digitale della salute basti pensare che, secondo StartUp Health, il 2018 è stato a livello mondiale un anno record con ben 14,6 miliardi di dollari investiti nel settore. Le stime suggeriscono che gli investimenti continueranno a crescere e allo stesso tempo aumenteranno le operazioni di M&A tra grandi player e startup, facilitando così la diffusione di soluzioni e prodotti innovativi sul mercato. Tra i principali trend c’è la crescita dell’area delle terapie digitali, di cui si prevede un tasso di crescita intorno al 30% fino al 2023, ma per cui è necessario individuare un sistema di regolamentazione e validazione clinica con l’obiettivo di favorirne la comprensione e l’adozione. Sembra scontato ma altra tendenza dei prossimi anni è l’intelligenza artificiale che nell’healthcare significa non solo potenziare il lavoro dei medici migliorando così la qualità delle diagnosi, ma anche offrire ai pazienti soluzioni di autovalutazione per il monitoraggio delle loro condizioni di salute o in grado di prevedere criticità prima che si verifichino. Questi sono soltanto alcuni dei cambiamenti con cui ci stiamo già confrontando e che stanno modificando il nostro modo di vivere e pensare alla salute.

 

Oggi Healtware è probabilmente il primo player in Italia (uno dei primi in Europa a dire il vero) per quanto riguarda marketing e comunicazione nel settore del digital healthcare. E’ incredibile pensare che tutto questo sia nato non a Berlino o Amsterdam ma a Salerno. Ce la racconti nel dettaglio?

Healthware, così come la conosciamo oggi, è il frutto di un’evoluzione che è durata vent’anni quando decisi di combinare le mie due passioni, la medicina e la tecnologia, fondando quest’azienda nel Sud Italia per poi crescere a livello internazionale aprendo sedi a Londra, Dusseldorf, New York, Roma e Milano.

Oggi Healthware opera nel settore della comunicazione, della consulenza strategica, dei progetti, applicazioni e servizi innovativi per il settore della salute e sta espandendo già da alcuni anni la sua offerta nell’ambito della digital health e, più recentemente, delle digital therapeutics. La visione, l’impegno e la vocazione all’innovazione da sempre guidano me e il mio team degli Healthwarians a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per realizzare nuovi modi di informare il pubblico, connettere medici e pazienti, fino a generare veri propri servizi di cura digitale.

Il focus sullo sviluppo dell’ecosistema della salute digitale si esprime anche attraverso il ruolo di co-host di Frontiers Health Berlin, la conferenza globale sulla digital health, e la realizzazione dell’Healthware Life Hub, un polo di innovazione internazionale dedicato allo sviluppo della salute digitale, all’interno del Palazzo Innovazione di Salerno, dove la storia di un antico convento dell’anno mille incontra il futuro in un hub di talenti, idee e progetti innovativi.

 

Un round di 10 Milioni per l’ecosistema italiano e Europeo in generale è un round di tutto rispetto, in particolare per un business b2b come il vostro. Come è nato e soprattutto quali sono i prossimi passi, la vostra roadmap per i prossimi anni?

Sì, è certamente uno step significativo per Healthware ed una novità considerando che fino ad oggi la company si è sempre sviluppata grazie agli investimenti degli azionisti che si sono succeduti nel tempo e, naturalmente, al mercato.

Negli ultimi anni abbiamo lavorato sempre più con investitori in tecnologia interessati alla digital health ed abbiamo iniziato a valutare un’accelerazione della crescita di Healthware aprendo ad un partner di questo tipo.

Devo dire che con Fondo Italiano, oltre ad una piena condivisione della strategia per i prossimi anni, abbiamo trovato un’ottima chemistry, che sono stati i fattori determinanti nella decisione di procedere al deal.

I piani futuri sono legati ai processi di trasformazione radicale della salute che le tecnologie digitali e l’innovazione in genere stanno determinando.

Healthware da sempre combina creatività, tecnologia e dati nel supportare il mondo life-sciences, spaziando dalla comunicazione, al go to market e alla trasformazione digitale.

Questo percorso ci ha portato quasi naturalmente ad essere uno dei primi player con focus su digital health, lavorando sia con le più importanti aziende farmaceutiche e di medical devices sia con le start-up – inclusa l’attività di investimento tipicamente in kind.

Il round di funding consentirà di investire nelle aree in cui le tecnologie digitali diventano vera e prioria parte integrante dei processi di prevenzione e cura quali, ad esempio, le piattaforme personalizzate per i pazienti o le terapie digitali.

Ecco, continueremo a sviluppare le attività di consulenza legate alla trasformazione dell’industry e rafforzeremo la costruzione – soprattutto in partnership – di prodotti tecnologici innovativi per rendere la salute sempre più accessibile, sostenibile ed umana.

 

“IIl fondo FII Tech Growth e’ interessato al settore in cui opera Healthware, che e’ ad alta crescita e con grandi prospettive di impatto sull’economia e sulla vita delle persone. Anche i risultati raggiunti dall’ azienda  fino ad oggi sono molto buoni. Ma l’ elemento che ci  ha convinto ad investire e’ stata la qualità del CEO e del team che ha costruito, seguendo le migliori pratiche internazionali. Questo team e la capacità di farlo crescere  sono necessari  per eseguire il piano ambizioso di crescita che Healthware intende perseguire e che FII Tech Growth appoggerà fattivamente”. Lo ha detto Mauro Pretolani, Senior Partner di Fondo Italiano d’Investimento SGR, che ha guidato l’aumento di capitale ed entrerà a far parte del consiglio di amministrazione di Healthware Group.

 

 

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