Lorenzo è morto ma resta il suo esempio: il crowdfonding sociale per sfidare la malattia - Startupitalia immagine-preview

Feb 11, 2019

Lorenzo è morto ma resta il suo esempio: il crowdfonding sociale per sfidare la malattia

Su GoFundMe la più grande campagna di raccolta fondi in Italia a sostegno del giovane medico colpito da tumore e deceduto ieri

(Aggiornamento 12/02/2019, ore 11.30) – Lorenzo Farinelli non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere ieri sera, dopo le complicazioni degli ultimi giorni, con le condizioni che si erano aggravate e che non gli hanno più consentito di mantenersi in contatto con gli amici via Facebook. Probabile a questo punto – ma manca ancora la conferma della famiglia di Lorenzo – che l’intera somma raccolta, pari a oltre 604.000 euro, verrà destinata alla ricerca e al sostegno di chi si trova a dover affrontare un mostro come quello che ha portato via, troppo pesto, il giovane medico di Ancona.

 

Una campagna che ha raccolto 500.000 euro in tre giorni. Per una volta a convincere gli italiani, però, non è stato un gadget innovativo o qualche tecnologia inedita, bensì la storia di Lorenzo Farinelli, medico e attore 34enne cui otto mesi fa è stato diagnosticato un tumore chiamato Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B, che si è rivelato essere chemio-resistente. Con la mancanza di protocolli terapeutici standard in grado di salvargli la vita, l’unica strada percorribile per Lorenzo è un programma sperimentale, il Car-T, diffuso negli Stati Uniti ma appena approdato in Europa, che in caso di successo permetterebbe di identificare ed eliminare le cellule tumorali altrimenti indistinguibili all’organismo. Una via molto costosa e impossibile da sostenere per la famiglia e gli amici di Lorenzo, che ha provato a chiedere aiuto alla collettività per raccogliere il denaro necessario al prossimo passo ricevendo una risposta inaspettata.

 

Il crowdfunding sociale

Sdoganato anche in Italia, seppur di norma collegato a progetti di natura artistica, architettonica e tecnologica, il crowdfunding è anche uno strumento per sostenere e rendere possibili piccole e grandi cause. Così c’è chi ha scelto di focalizzare l’azione sull’aspetto sociale per supportare le persone in difficoltà nel raggiungere obiettivi cruciali per propria vita. È l’esempio di GoFundMe, piattaforma nata nel 2010 negli Stati Uniti e approdata in Italia nel luglio scorso, che ha consentito a Lorenzo di accumulare i soldi necessari per le sue cure. “Siamo felici in maniera spropositata di aver contribuito con la nostra piattaforma alla lotta di Lorenzo, alla battaglia di una persona che dal basso, sul web, ha trovato e utilizzato in maniera eccezionale uno strumento aperto e a disposizione di tutti”, ha dichiarato Elisa Liberatori Finocchiaro, responsabile GoFundMe per Italia, Spagna e Portogallo.

Elisa Liberatori Finocchiaro, responsabile GoFundMe Italia, Spagna, Portogallo

La solidarietà

Ciao a tutti, posso chiedervi il favore di non scrollare la pagina e di ascoltarmi per pochi minuti?”, inizia così il video di Lorenzo, la cui storia è stata condivisa sui social network da diversi personaggi noti al grande pubblico (Christian De Sica, Elisa Di Francisca, Roberto Burioni) richiamando l’attenzione e, fattore preminente, la solidarietà di oltre 21.600 persone che hanno deciso di sposare la causa del giovane medico anconetano. Questo è stato il caso più clamoroso ma non certo l’unico, perché sempre su GoFundMe c’è stata una storia analoga con la raccolta fondi del 27enne Calogero Gliozzo, che lotta contro un tumore del sangue, arrivata per ora a 290.000 euro (obiettivo 500.000 euro), mentre manca poco a Sebastiano, 15enne colpito da un tumore al cervello, che ha raccolto 189.000 dei 300.000 euro necessari per l’ultimo intervento (ne ha già sostenuti quattro tra Italia e Australia).

Record

Gli attuali 603.000 euro raccolti da Lorenzo Farinelli (si può donare anche con un bonifico), che devolverà i fondi in eccedenza dei 500.000 euro necessari per la sua cura alla ricerca e alle cause parallele alla sua, rappresentano la campagna più grande per GoFundMe e per l’Italia, mentre a livello globale la piattaforma statunitense vanta i 24 milioni di dollari raccolti per un fondo a difesa legale delle vittime di molestie sessuali, abusi e ritorsioni sul posto di lavoro. A differenza di altri competitor, GoFundMe non ottiene una commissione dalle donazioni, poiché chi dona può scegliere se lasciare o meno una mancia all’azienda. Da ricordare poi che in caso di truffe, rare ma precedenti ce ne sono (come il caso di un clochard che ha denunciato di aver subito maltrattamenti e ottenuto circa 400.000 dollari, prima di essere arrestato), la piattaforma risarcisce i donatori.

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