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Feb 8, 2019

6 cose che a Singapore puoi fare con lo smartphone

Nella città del Leone puoi lasciare a casa tutto tranne lo smartphone

Non serve quasi mai avere contanti a Singapore. Basta avere un cellulare. O la tessera della metro. E non importa quanti anni hai, nella città più ricca del Sud Est Asiatico tutti usano la tecnologia e non solo per pagare. Ci sono app che ti aiutano a fare di tutto, dal parcheggiare l’auto a segnalare un criminale. Durante una giornata tipo a Singapore, il cellulare è tutto quello che ti serve per mangiare, fare la spesa e prendere un qualunque mezzo di trasporto.

 

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Ecco quali sono i servizi più usati e diffusi nella città del Leone

 

1. App governative

Un paese così tecnologico è stato possibile soprattutto grazie a delle politiche visionarie. Il governo, infatti, ha rilasciato diverse applicazioni che possano essere d’aiuto alla vita dei cittadini.

L’app della biblioteca permette di accedere a tutti gli e-book, audiolibri, riviste e dischi di proprietà della rete nazionale. Senza costi aggiuntivi.

Se, invece, non si è avidi lettori, ma più sportivi, ci si può scaricare Healhty 365. Rilasciata dal Comitato per la Promozione della Salute, l’app tiene traccia dell’attività fisica e della dieta quotidiana. Si può anche partecipare a delle sfide nazionali, come ad esempio la National Steps Challenge e ottenere sconti o altri premi al raggiungimento di un certo numero di passi. Il Comitato regala anche degli smart watch ai cittadini, per monitorare i propri progressi.

Un’altra applicazione governativa degna di nota è SGSecure, che ti aiuta a segnalare o a ricevere segnalazioni di potenziali pericoli in giro per la città. L’allerta terrorismo è sempre alta. Una campagna di sensibilizzazione uscita qualche tempo fa recitava: “Not if, but when”. Non se, ma quando. Come a dire che bisogna essere sempre pronti e sapere che fare in caso di attacco. Non a caso, infatti, i cittadini maschi di Singapore sono obbligati a fare il servizio militare per almeno due anni.

 

2. Trasporti

Con la sua area di 721.5 km2 (Roma ha una superficie di 1285 km2), Singapore è estremamente facile da girare. Ma siccome le auto hanno prezzi proibitivi e solamente un abitante su 10 ha una macchina, ci sono diverse opzioni pubbliche e private per i trasporti locali. Oltre ai mezzi pubblici, infatti, ci sono compagnie di bike-sharing, come Mobike e Ofo, e da poco sono arrivati in città i monopattini elettrici condivisi, con aziende come Beam, Telepod, Neuron e Anywheel come apripista. La scommessa è su quale di queste rimarrà sul mercato fino a fine anno. Già l’anno scorso, oBike ha chiuso tutte le operazioni qui a Singapore e in altri paesi europei, compresa l’Italia. Ofo sta già dando segni di debolezza e Neuron, Telepod e Beam sono state multate per mancanza di licenze di parcheggio in determinate aree della città dove sono stati trovati i monopattini.

Grab, l’app dei taxi che ha acquisito Uber nel Sud Est Asiatico l’anno scorso, sta subendo una concorrenza spietata da GoJek, il gigante indonesiano del ride-sharing che ha aperto il mercato a Singapore da qualche mese.

Se invece si è uno dei pochi ad avere un’auto, basta avere l’app dei parcheggi per trovare un posto e pagare il ticket in pochi click.

 

3. Pagamenti

Cashless è la parola d’ordine a Singapore. La carta di credito è accettata praticamente ovunque, ma non basta. C’è GrabPay, AliPay and FavePay, solo per nominare i pagamenti mobile più comuni. Si può pagare anche con la tessera della metro. E per dividere i costi di un pranzo con gli amici o i colleghi è di uso comune mandare i soldi tramite PayLah o PayNow, uno spin-off di DBS, la banca più importante del Sud Est Asiatico. Basta avere il numero di telefono o il QR code della persona. Spesso questi servizi vengono usati anche da piccoli negozi senza il terminale POS. Da novembre 2018, è arrivato il gigante cinese dei pagamenti, WeChat, ma ancora non è molto diffuso.

E non importa se paghi 30 centesimi con il cellulare o con la carta, nessuno si sorprenderà mai

 

Come se non bastasse, la gente locale è matta per il cashback, una specie di premio fedeltà che ti permette di avere un piccolo rimborso sui soldi che spendi. Le banche pubblicizzano le loro carte di credito a seconda della percentuale di cashback che puoi ottenere e c’è addirittura una startup, Shopback, che ti aiuta ad risparmiare sullo shopping online grazie a programmi fedeltà e cashback.

 

4. Intrattenimento

Netflix è sicuramente popolare a Singapore, ma ancora più popolari sono i cosiddetti “Korean drama”, le serie tv coreane. Viu è la risposta di Hong Kong ai binge-watcher di questo genere e offre tutte le serie coreane, ma anche i migliori film asiatici.

Un altro passatempo estremamente popolare sono i giochi per cellulare. Nella metro è pressocché impossibile trovare qualcuno che non stia smanettando con il proprio smartphone. Infatti, l’azienda tecnologica più valutata di Singapore è Garena-SEA Group (2.5 miliardi di dollari US), l’azienda di giochi online che ha lanciato successi come League of Legends e Free Fire.

 

 

5. Cibo

Chiunque a Singapore si definisce un foodie. Uno dei simboli del paese sono infatti gli hakwer center, o food court, insiemi di piccoli stand specializzati in una decina di piatti l’uno. Ma il Paese ha anche ristoranti in ogni angolo, in ogni centro commerciale, in ogni quartiere. Non a caso, infatti, ci sono ben tre aziende che gestiscono il food delivery: GrabFood (che ha acquisito UberEats l’anno scorso), Deliveroo e FoodPanda.

Per mangiare fuori, si può prenotare online tramite Quandoo o Chope, parola locale che sta ad indicare il gesto di riservare il tavolo alle food court.

Se, invece, si ha l’estro creativo e ci si vuole preparare qualcosa nel proprio appartamento, basta fare due click su Redmart o Honestbee e la spesa arriva direttamente a casa.

 

6. Anima gemella

Oltre agli internazionali Tinder, The Inner Circle e Coffee meets Bagel, i Singaporiani hanno anche una scelta locale: Paktor, che significa appuntamento in cantonese.

E siccome Singapore è cosi orientata al cibo, non poteva mancare un servizio di appuntamenti durante il pranzo. Lunch Actually aiuta i single a trovare l’anima gemella e ad organizzare il primo appuntamento.

La pressione sociale a trovare un partner e a sposarsi nel Paese è estremamente alta. Le case popolari, in cui vive quasi il 90% percento della popolazione, vengono assegnate prevalentemente a coppie sposate e a famiglie. I ragazzi, sia da studenti che da lavoratori, quasi mai lasciano la casa dei genitori, visti i prezzi proibitivi degli appartamenti, comprese le case popolari. Così, il matrimonio è visto da molti come un mezzo di emancipazione.

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