Donne e ragazze nella scienza. Oggi è la giornata mondiale - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 11 febbraio 2019 alle 6:35

Donne e ragazze nella scienza. Oggi è la giornata mondiale

L'11 febbraio si celebra la giornata dedicata alle donne che hanno dedicato la loro carriera alla scienza

L’11 febbraio è la giornata che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare delle donne e delle ragazze nella scienza.

Lo scopo è incrementare il numero di ragazze che studiano materie scientifiche e combattere gli abbandoni durante il percorso di studio, per arrivare ad avere più donne nei laboratori, nelle università, negli istituti di ricerca e, più in generale, aumentare la percentuale di donne in posizione di prestigio. Oltre a riequilibrare una situazione di evidente e ingiustificata disparità, che vede le donne gravemente sottorappresentate nei ranghi più alti delle industrie e dell’università, una maggiore presenza femminile innescherebbe un circolo virtuoso perché fornirebbe degli utilissimi “modelli di ruolo” alle ragazze, contribuendo ad aiutarle nella scelta della loro futura carriera.

L’esempio di chi ha superato le difficoltà ed è riuscita ad avere successo anche in ambiti non tradizionalmente femminili, può essere uno stimolo, oltre che un modello di ruolo, anche per insegnare alle  ragazze a credere in se stesse. Non per niente Sheryl Sandberg, la numero 2 di Facebook, che è riuscita a farsi strada in un ambiente molto maschilista, sostiene che Men are more confident, women are more competent.  In altre parole alle donne non manca la competenza, bisogna lavorare sulla sicurezza di sé.

 

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La nazioni unite sono ben consapevoli che, per arrivare a realizzare gli obiettivi sullo sviluppo sostenibile entro il 2030, occorre il contributo di tutti, uomini e donne. Una formazione scientifica è fondamentale per realizzare molti dei 17 obiettivi dell’ONU, ecco lo sforzo di superare le differenze di genere nell’accesso allo studio delle materie scientifiche. 

Il segretario generale delle Nazioni unite ha dichiarato “Dobbiamo incoraggiare e aiutare le ragazze e le donne perché possano sviluppare il loro potenziale nella ricerca e nell’innovazione”. E sa benissimo che il problema esiste.

 

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I numeri raccolti in 14 Paesi

I dati raccolti in 14 paesi campione, scelti qui e là nel mondo, dicono che la percentuale delle studentesse che si laurea in materia scientifiche è la metà di quella degli studenti maschi (18% contro il 37%). I numeri sono più bassi per la laurea specialistica (8% contro 18%) e scendono a 1/3 per il dottorato (2% contro il 6%). Quelle che non mollano, si trovano a lavorare in un ambiente non sempre amichevole, con un salario inferiore a quello dei colleghi maschi di pari grado.  Oltre alla penalizzazione salariale, le donne hanno più difficoltà ad ottenere promozioni e sbattono contro quello che viene definito soffitto di cristallo, oltre al quale non riescono a salire.

Come se tutto questo non bastasse, bisogna confrontarsi con lo stereotipo culturale. Un uomo deciso, che difende con sicurezza le sue opinioni, è “autorevole”, una donna che si comporta in modo simile è “autoritaria”, per l’ottimo motivo che lo stereotipo di genere apprezza le donne gentili e remissive non quelle sicure di sé che difendono con forza le loro opinioni, e magari hanno il torto di avere ragione.

Poco importa che le statistiche dicano che le startup che hanno presenza femminile ai vertici hanno una maggiore probabilità di sopravvivere, gli stereotipi sono duri a morire.

 

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