desc

StartupItalia Open Summit 2019, a Roma la seconda tappa del roadshow

Lavoro
ECONOMY
Edit article
Set prefered

StartupItalia Open Summit 2019, a Roma la seconda tappa del roadshow

Il roadshow StartupItalia Open Summit 2019 alla sua seconda tappa, nella splendida cornice romana, ha visto come protagonisti: Fabio Cannavale, Paolo Barberis, Salvo Mizzi, Paolo Cellini, Gianmarco Carnovale e Luciano De Propris

Il roadshow StartupItalia Open Summit 2019 alla sua seconda tappa, nella splendida cornice romana, ha visto come protagonisti: Fabio Cannavale, Paolo Barberis, Salvo Mizzi, Paolo Cellini, Gianmarco Carnovale e Luciano De Propris

Lavoro

E’ partita da Roma presso la sede del Centro Studi Americani la seconda tappa del roadshow “StartupItalia Open Summit 2019”. Obiettivo dell’incontro è stato aggregare e stimolare le nuove generazioni di imprenditori, dando l’opportunità di incontrarsi e discutere tra loro e con gli esperti del mondo dell’innovazione, argomentando dei principali temi che ruotano intorno al mondo delle startup.

La tappa romana

La tappa romana si è aperta con David Casalini – CEO e Co-Founder di StartupItalia – e Andrea Chiappetta – Consigliere di amministrazione di Centro Studi Americani – che hanno dato il via, di fronte ad una folta platea, agli interventi degli esperti dell’innovazione rimarcando quanto sia importante innovare in Italia (e non solo) per competere con coraggio e passione.

La parola è stata subito data Fabio Cannavale – CEO di Lastminute Group – gruppo multinazionale quotato in borsa, tra i leader mondiali nel settore dei viaggi online, che opera con un portafoglio di marchi ben noti Volagratis, Rumbo, Volagratis e Jetcost. Vincitore del Premio Business Angel dell’anno 2018, il riconoscimento assegnato ogni anno dal Club degli Investitori.

Oltre alle attività del gruppo, Cannavale segue con passione le startup emergenti in Italia partecipando ai maggiori seed capital italiani per creare e sostenere lo sviluppo e le opportunità per chi ha buone idee, ma anche per lo sviluppo del proprio Paese. Negli ultimi anni, è stato parte del team dei fondatori di eDreams.com, volagratis.it, Segugio.it, dentalPro, Jakala, Destination Italia, Urbi, Bheroes oltre ad aver aiutato lo sviluppo di oltre 50 start up in cui ha investito direttamente.

 

Leggi anche: Fabio Cannavale, Business Angel 2018: “Vi spiego perchè conviene investire in startup”

 

 

“Investo nell’imprenditore, no nell’idea” ha dichiarato ieri Cannavale, che è anche Founder di B Heroes (il networking che seleziona startup ad alto contenuto di innovazione in giro per l’Italia, quest’anno anche su Sky Uno), esperienza che gli ha permesso di valorizzare quello che in questi anni ha imparato, mettendolo a disposizione degli altri.

“Sono convinto che fare sistema in Italia sia possibile, ed è indispensabile per sostenere le nuove imprese”. Abbiamo scelto i migliori progetti imprenditoriali innovativi proposti da giovani (ma non solo) che hanno scelto la via scomoda ma piena di soddisfazione del fare impresa e li abbiamo messi in contatto con gli oltre 100 imprenditori e manager affermati che hanno deciso di mettere il loro tempo a disposizione del progetto. Ne è nato uno scambio interessante e stimolante per tutti e le startup coinvolte nel progetto complessivamente hanno raccolto investimenti pari a circa 20 milioni in pochissimi mesi. Un segnale importante che mi spinge a sviluppare ulteriormente il progetto B Heroes”.

Casalini ha poi ceduto la parola a Salvo Mizzi – VC, Kauffman Fellow – che ha illustrato gli strumenti di finanziamento presenti in Italia per incoraggiare i giovani all’autoimprenditorialità: dal fondo nazionale per l’innovazione, alla rimodulazione dei Pir, passando per il fondo di sostegno per il Venture capital. Una riserva del ministero dello Sviluppo Economico con una dotazione di 90 milioni di euro nel periodo 2019-2022, e di altri 20 milioni tra il 2022 e il 2025.

 

“L’innovazione è un’autentica emergenza nazionale che va affrontata nel modo in cui si difendono e rappresentano gli interessi nazionali. Quelli profondi. È un tema che ha molto a che fare con il mestiere che riuscirà a fare l’Italia tra 5, 10, 20 anni in un contesto terribilmente competitivo. Un Paese che non investe sul proprio futuro rischia di essere senza futuro”.

 

La parola è poi passata a Paolo Barberis – Founder Nana Bianca – che ha esposto i principi fondamentali del crowdfunding, attività ancora sfruttata in Italia, ma con un altissimo valore di impatto sociale e finanziario sull’ecosistema delle startup.

Se ne sono accorti anche i rappresentanti della Commissione, che considerano tutte le forme di “alternative banking” o di “alternative financing” come un elemento essenziale per garantire la stabilità dei sistemi finanziari sia in tempi di crisi come quelli attuali sia in futuro, al fine di limitare l’impatto sull’economia delle crisi sistemiche, come quella che ha coinvolto il sistema bancario mondiale in questi anni.

 

L’importanza del crowdfunding quale sistema alternativo a quello degli investitori istituzionali e delle banche per la raccolta di capitali per lo sviluppo, sia in forma di finanziamenti che di investimenti.

E che sta rendendo, in questi ultimi mesi, StartupItalia protagonista della campagna di equity crowdfunding italiana con più investitori di sempre: a due mesi dal suo lancio, StartupItalia ha superato i 2 milioni di euro di adesioni. 1580 investitori della startup community e dell’ecosistema innovativo italiani hanno già aderito e il numero è destinato ad aumentare, visto che il successivo obiettivo prefissato è di raggiungere i 3 milioni di euro.

 

La parola è poi passata a Gianmarco Carnovale, Presidente di Roma Startup, associazione che raccoglie i membri del sistema dell’accelerazione con il fine di fare del territorio di Roma uno Startup Hub. Startupper tra i pionieri dell’innovazione sulla scena romana, Carnovale è fondatore e amministratore delegato di startup ed imprese nell’ambito software mobile, online media, retail, consumer electronics, hardware design.

Ha evidenziato la crucialità della spinta culturale e l’importanza dell’ambiente intorno al quale le startup trovano le condizioni per nascere, crescere e svilupparsi.

Casalini ha poi introdotto Paolo Cellini – Venture Partner Picampus e autore del libro “Rivoluzione Digitale – Dallo Sputnik al machine learning”.

Cellini ha raccontato il caso mondiale di successo dell’azienda Translated, agenzia di traduzioni online nata nel 1999 che lavora con una rete di oltre 68mila professionisti di oltre 110 Paesi del mondo offrendo i suoi servizi in 80 lingue diverse. E di Pi School, il centro d’avanguardia per la ricerca e lo sviluppo di intelligenza artificiale e di machine learning nato dal fondo di venture capital Pi Campus.

Un working environment” all’Eur quartiere nel cuore di Roma. Per entrare a far parte del campus esiste a uno scouting molto accurato, si prediligono startup a uno stadio avanzato di sviluppo o già uscite da un percorso di accelerazione, che spicchino per un elevato potenziale di crescita. Ed è a questo punto che scatta il processo di finanziamento.

Pi Campus un modello che prevede investimenti seed tra i 25.000 e i 200.000 euro circa, offrendo alle startup selezionate 6 mesi di permanenza gratuita all’interno dello spazio, dove trovare la possibilità di confrontarsi e condividere idee, soprattutto con altre startup che già da tempo risiedono nel Campus, sfruttando i loro know how e competenze più avanzati.

Alla componente virtuale del fondo d’investimento si aggiunge una dimensione fisica, un luogo che mira a ricreare una ambiente favorevole alle idee e allo sviluppo: numerose villette immerse nel verde romano dell’Eur dove vengono ospitate le startup, uno spazio ideale dove poter lavorare in tranquillità, rilassandosi e concentrandosi al meglio. Ogni villa possiede varie scrivanie attrezzate per i propri startupper, oltre a una cucina e ad alcune living room dove i “citizens” – così vengono chiamati i residenti di Pi Campus – possono incontrarsi e dar sfogo alla propria creatività. Ma non è tutto: palestra, sala giochi, un’area di book sharing, uffici dotati di docce e armadietti, corsi di spinning, ginnastica e sedute massaggi, il tutto completamente gratuito.

Non serve dunque andare molto lontani per trovare realtà eccellenti, fucine di innovazione.

Infine David Casalini ha ceduto la parola a Luciano De Propris – Head of Open Innovation & Sustainability. De Propris ha esposto l’iniziativa Open Italy ELIS è un’alleanza di grandi imprese italiane nata per raccogliere e supportare il potenziale innovativo delle startup. Un vero e proprio ponte tra le grandi imprese e le startup per portare all’interno delle aziende la spinta innovatrice e sostenere l’imprenditorialità giovanile.

L’obiettivo di Open Italy, racconta De Propris, è individuare le startup/PMI innovative che, a valle del programma, avranno l’opportunità di sviluppare un progetto innovativo collegato ad uno dei Business Need identificati, eventualmente ottenendo una commessa B2B da una o più delle aziende partecipanti oppure di essere inserite nel loro portfolio di offerta e quindi usufruire del loro marketplace. Le candidature per la nuova edizione sono aperte fino al 3 marzo.

 

Prossime Tappe

StartupItalia Open Summit si terrà al Palazzo del Ghiaccio lunedì 16 dicembre 2019, ma prima ci potrai seguire nel roadshow in giro per l’Italia dove stiamo raccontando l’innovazione del nostro Paese per costruire insieme il nuovo StartupItalia Open Summit.

 

Se vuoi che una tappa del roadshow sia nella tua città scrivici [email protected] 

Dopo Udine e Roma, le prossime tappe sono:

12 marzo, Pavia

3 aprile, Salerno

Ti aspettiamo!