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Feb 27, 2019

LowRes | Di telefoni ripiegabili e schermi curvi

I foldable phone sono l'ultimo grido della tecnologia. Ma bisognerà attendere che scemi l'entusiasmo iniziale per capire se si trasformeranno in un vero successo

Feb 27, 2019

LowRes | Di telefoni ripiegabili e schermi curvi

I foldable phone sono l'ultimo grido della tecnologia. Ma bisognerà attendere che scemi l'entusiasmo iniziale per capire se si trasformeranno in un vero successo

Nel giro di pochi giorni alcuni dei maggiori produttori di gadget elettronici orientali hanno presentato al mercato i loro inediti telefono ripiegabili. Come capita a volte l’espressione inglese, foldable phones aggiunge forse un po’ di chiarezza visto che, tecnicamente parlando, anche i vecchi cellulari a conchiglia degli anni ’90 erano telefoni ripiegabili.

Qui ovviamente ripiegabile è lo schermo e qui, dentro questa nuova elasticità, entra in scena la magia. Due schermi, con un semplice gesto alla Houdini, diventano uno (quadrato e più grande) e poi si ripiegano per ritornare due con un rapido gesto della mano.

 

Poco importa a questo punto che la tecnologia che supporta un simile colpo di scena, per quanto affascinante, sia ancora piuttosto primitiva e spesso esteticamente discutibile; pochissimo sembra interessare gli amanti dell’innovazione il fatto che, contro ogni logica apparente, gli schermi siano, in alcuni casi, inconcepibilmente rivolti verso l’esterno. Come per un errore, come per un problema tecnico trasformato in opportunità.

 

Va detto che l’adozione dell’innovazione da parte delle persone, in tutto il pianeta e da tempo, segue sentieri misteriosi. Si disinteressa, a volte, di un display al contrario: i tecnologi lo sanno e spesso osano l’inosabile. Sovente, come in questo caso, li si potrà osservare tutti quanti assieme, in fila, come cercatori d’oro nel Klondike, alla ricerca della prossima grande idea che li renderà ricchi.

In un periodo in cui Apple, sacerdotessa molto venerata dell’innovazione degli ultimi 15 anni, sembra aver perduto l’ispirazione, è come se i suoi concorrenti, fino a ieri confinati al ruolo di talentuosi imitatori, avessero deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo provando loro stessi, per una volta, a disegnare un percorso per il futuro. Le incertezze sono moltissime, i risultati dubbi, i prezzi dei gadget messi in vendita molto alti, le tecnologie mostrate in questi giorni oggettivamente non troppo sexy. Resta il fatto che ogni tecnologia presentata all’improvviso è in genere accolta con un iniziale inevitabile sospetto. Sono i cinque minuti che servono alla clientela prima di decidere che il bellissimo, enorme TV a schermo curvo su cui tutti i tecnologici avevano puntato, non verrà acquistato da nessuno.

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