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Mar 15, 2019

IO, l’app unica della PA è in beta

Il Team per la Trasformazione Digitale lancia il programma di test per l'interfaccia unica con la pubblica amministrazione. Si parte dalla città di Milano

L’assessore Roberta Cocco del Comune di Milano, all’evento di apertura della Milano Digital Week, era stata quasi profetica: “Dobbiamo arrivare fin sugli smartphone dei cittadini, dobbiamo smettere di chiedere due volte le stesse informazioni” aveva detto al Base solo poche ore fa. Ora si compie il primo passo in questa direzione: con l’avvio della fase beta dell’app sviluppata del Team per la Trasformazione Digitale (TTD), che verrà testata in anteprima nella città di Milano.

Cos’è IO.italia

La prima volta in cui si era iniziato a parlare di interfaccia unica per i servizi della PA era stato nel 2014: allora era arrivato Paolo Barberis a fare da consulente per l’innovazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, gettando le basi per la nascita di quello che poi sarebbe stato il team che Diego Piacentini avrebbe guidato per circa 2 anni. Ora Luca Attias ha raccolto l’eredità di entrambi, e molti dei servizi a cui il TTD ha lavorato sono arrivati a un buon grado di maturazione.

Dopo PagoPA e l’ANPR, i tempi sono maturi anche per IO: per comprendere fino in fondo di cosa parliamo bisogna fare un passo indietro, e considerare qual è l’approccio seguito nella sua creazione. Di fatto IO è equiparabile di una cassetta postale, se volete un domicilio (informatico) a cui tutti i diversi organi della pubblica amministrazione possono far confluire le proprie missive indirizzate al cittadino. La scadenza del bollo o di un documento, una multa da pagare: la notifica arriva sullo smartphone e direttamente dalla app si possono intraprendere le azioni utili a prenotare un rinnovo, saldare il conto.

 

Il tutto all’interno di un’infrastruttura moderna: per far sì che tutto funzioni è stato necessario in questi anni abbattere uno dopo l’altro tutti i fortini e i silos in cui le amministrazioni locali avevano rinchiuso i propri dati, oltre che sensibilizzarle verso l’adozione di comportamenti virtuosi per la condivisione delle informazioni. “L’Italia è un paese di grandissime intelligenze che non vengono messe a sistema” ha detto a Milano Luca Attias, il nuovo Commissario, che ha ribadito come si continuerà a lavorare per creare quel “substrato culturale” di cui c’è bisogno per dialogare e far dialogare correttamente le PA e il cittadino.

Diventare beta-tester

Da oggi il Comune di Milano ha lanciato la prima beta (closed) per i propri cittadini, diventando di fatto il primo organismo della PA a sperimentare sul campo IO. La beta “chiusa” implica l’opportunità per i cittadini di candidarsi e ottenere in anteprima l’accesso all’app, a partire da aprile, con una platea di pionieri che si allargherà a mano a mano per valutare anche come IO e i server della PA reggeranno il carico crescente.

 

 

A differenza delle versioni alpha circolate fino a questo punto tra gli addetti ai lavori (essenzialmente membri di commissioni e team di sviluppo), la beta che sarà attiva a Milano erogherà servizi reali e non semplici demo. La scadenza TARI o i contatti degli uffici, il pagamento tramite carta di credito, e poi anche la richiesta e l’emissione di certificati: l’assessore Cocco ha lavorato febbrilmente con il suo team in questi anni per rendere possibile questa sperimentazione (per esempio dotando tutti gli uffici di sistemi per il pagamento elettronico), da qui la scelta di iniziare proprio dal capoluogo lombardo.

Chi vuole candidarsi come beta tester deve candidarsi sulla pagina appositamente messa in piedi dal TTD, specificando il codice 1003 per una sorta di prelazione all’accesso alla closed-beta. Nel corso dell’utilizzo ai tester verrà chiesto anche di fornire un feedback preciso sul funzionamento (in positivo o in negativo) dell’app, così da poterla migliorare in vista del suo rilascio pubblico.

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