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Apr 14, 2019

Auricolari, addio, il futuro della musica è la bone conduction. 500mila euro per Deed

La startup è stata fondata nel 2016 da due gemelli italiani. Possibile anche pagare con il nuovo device

Auricolari, addio, il futuro è la bone conduction. Ascoltare musica e rispondere al telefono semplicemente appoggiando il dito all’orecchio: sembra fantascienza, invece è tutto vero. Una tecnologia innovativa consente di trasmettere il suono attraverso le ossa. Tra i pionieri c’è l’italiana Deed, che ha chiuso nei giorni scorsi un Seed round da 500mila euro. L’aumento di capitale è stato sottoscritto da un club deal di private investors e angels.

 

Il funding e i nuovi partner consentiranno a Deed, incubata all’I3P del Politecnico di Torino, di lanciare nel corso del 2019 una campagna di crowdfunding sulla piattaforma americana Kickstarter. Una scelta funzionale al lancio sul mercato internazionale del primo prodotto, “Get”.

 

 

Deed, ovvero pagare con un dito grazie alla bone conduction

Ma che aspetto ha e come funziona il dispositivo? Si tratta di un braccialetto dal design estremamente curato e che non necessita di display: per comandarlo è possibile personalizzare un set di gesti, che consentono di accedere a funzionalità e applicazioni.

 

Il dispositivo sfrutta la tecnologia della bone conduction: basta avvicinare un dito all’orecchio per ascoltare i contenuti, rispondere a notifiche o dettare istruzioni ai differenti assistenti vocali (Siri, Alexa, Google), senza la necessità di utilizzare auricolari o altoparlanti.

 

 

Inoltre, il device permette di tracciare l’attività fisica, il ciclo del sonno ma sopratutto di effettuare pagamenti in tutta sicurezza: attraverso il fingerprint, il bracciale è in grado di riconoscere l’identità dell’utente che lo indossa, preservandone privacy e aumentandone l’affidabilità.

 

Ce n’è abbastanza per provare ad aprire un nuovo mercato. “Per poter definire al meglio tutte le funzionalità di Get – spiega Parini, che ha fondato la società assieme al fratello gemello Emiliano nel 2016 – abbiamo coniato la parola smart-bridge. Il concetto? Un unico dispositivo che offre le funzionalità di uno smart-watch e di un fitness-tracker”.

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