FinTechStage Festival, giorno 1 | Daniel Marovitz (Booking.com): "Serve un ecosistema forte per superare la paura dei pagamenti online" immagine-preview
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Ultimo aggiornamento il 14 maggio 2019 alle 17:30

FinTechStage Festival, giorno 1 | Marovitz (Booking.com): “Serve un ecosistema forte per superare la paura dei pagamenti online”

Tra gli ospiti Corrado Passera, Ebi Atawodi, Daniel Marovitz, Claudio Costamagna, Serena Torielli, Mark Dowds, Cinzia Tagliabue, Fabio Moioli

Open banking, payments, regtech, fintech trends, intelligenza artificiale, identity, data, asset management, insurtech. Sono questi i temi che sono stati affrontati durante la prima giornata di FinTechStage Festival (il Grand Opening), nella sede milanese del Sole24Ore, con ospiti del calibro di Corrado Passera, CEO di Illimity ed ex ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, Ebi Atawodi (senior product manager di Uber), Daniel Marovitz (vicepresidente di Booking.com), Claudio Costamagna (founder di CC&Soci); Serena Torielli (CEO di Virtual B); Mark Dowds (Co-founder di TROV); Cinzia Tagliabue (chief executive officer Italia di Amundi SGR), Antonella Aureli (managing director di Accenture); Fabio Moioli (head consulting and services di Microsoft) e l’assessore al Digitale del Comune di Milano, Roberta Cocco, insieme ai co-founder di FintechStage, Matteo RizziLazaro Campos.

FinTech: un ecosistema innovativo

Investitori, imprenditori, partner tecnologici e professionisti del settore insieme per costruire comunità FinTech affidabili e connesse: questa è la mission che FinTechStage porta avanti anche in un paese, come l’Italia, dove la materia è in costante evoluzione e crescita. “Conoscere ed utilizzare strumenti FinTech crea un vantaggio non solo per la singola azienda o impresa, ma per tutto l’ecosistema, rendendo possibile l’integrazione tra banche, strumenti finanziari, e startup – afferma Corrado Passera, CEO di Illimity – Queste ultime oggi trovano terreno fertile in Italia, con diverse misure economiche in favore come  il Fondo Italiano di Investimento dedicato al venture capital“. E proprio Milano si afferma una delle capitali dove gli startupper oggi possono costruire solide radici per sviluppare la propria idea.

 

 

Uber e Booking.com: due colossi FinTech

“Sviluppare e incrementare l’ecosistema è centrale in campo FinTech – afferma Ebi Atawodi, senior product manager di Uber – per riuscire ad attrarre e coinvolgere partners ed utenti. Riconoscere bisogni e necessità di questi ultimi diventa fondamentale per adottare strumenti ancora più innovativi in grado di semplificare e rendere più efficiente il servizio offerto. Uber sta facendo proprio questo: essere ovunque e alla portata di chiunque”.

Booking.com ha fatto del FinTech una vera e propria ragione di vita: “Un’efficiente piattaforma finanziaria è per noi essenziale – sostiene Daniel Marovitz, vicepresidente di Booking.com – Il nostro obiettivo è aiutare le persone a vivere e muoversi nel mondo. Noi lavoriamo in un’area molto difficile: quella dei payments, fatta, spesso, di paura e incertezza per gli utenti nella gestione del denaro e nel costo dei movimenti. Per questo, per noi, un ecosistema forte che vede coinvolti partners, banche e companies è necessario“. “Diventando parte integrante del sistema e attraendo verso di te banche, tech companies e retailers, puoi sviluppare nuovi prodotti digitali in grado di incrementare il tuo business”, afferma Mark Dowds, co-founder di TROV.

 

Amundi: la diversità è ricchezza

Se il FinTech sta rivoluzionando gli asset manageriali, c’è chi punta sulla diversità, come Amundi, per offrire servizi sempre più efficienti e inclusivi. “L’intelligenza artificiale, la blockchain, l’automazione industriale stanno profondamente cambiando gli asset aziendali – sostiene Cinzia Tagliabue, chief executive officer Italia di Amundi SGR – le imprese oggi investono in data analysis: una branca del FinTech centrale per migliorare la qualità dell’offerta e crescere in maniera rapida. Amundi sfrutta proprio la diversità come elemento di inclusione e innovazione. Connettere mercati e culture differenti, incoraggiare persone provenienti da diversi contesti e paesi a lavorare insieme porta, senza dubbio, ricchezza. Trovare valori comuni e sviluppare nuove tecnologie è il nostro obiettivo“.

Il FinTech nell’industria e nella medicina

In Italia il 75% delle istituzioni finanziarie sta utilizzando servizi FinTech – afferma Fabio Moioli, head consulting and services di Microsoft – la tecnologia sta diventando il background delle aziende che vogliono costruirsi un futuro. In quest’ottica risponde a diversi obiettivi: fornire ai clienti un’esperienza sempre più personalizzata, efficace e tempestiva, e, allo stesso tempo, migliorare l’esperienza lavorativa. La realtà industriale e la medicina sono i contesti economici dove l’intelligenza artificiale ha il potenziale più alto“.

 

Milano capitale del FinTech

Tra le città più FinTech del mondo c’è anche Milano. “Il nostro Comune sta seguendo un piano di trasformazione della città che tocca 4 pilastri in ambito tecnologico ed infrastrutturale – spiega Roberta Cocco, assessore al Digitale del Comune di Milano – con servizi al cittadino, educazione digitale e digital skills. Con questo piano intendiamo avvicinare le persone alla pubblica amministrazione per permettere loro di risparmiare tempo e semplificargli la vita. Il fascicolo digitale del cittadino è, senza dubbio, in questo senso, uno dei nostro fiori all’occhiello”.

 

 

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