Global Coin, la moneta digitale di Facebook è quasi pronta
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Ultimo aggiornamento il 24 maggio 2019 alle 16:54

Global Coin, la moneta digitale di Facebook è quasi pronta

Secondo il Financial Times l'annuncio sarebbe imminente, piattaforma al via entro il 2020: dallo scambio al pagamento di biglietti e acquisti, ecco come funzionerà

Finalmente è in arrivo. D’altronde pochi giorni fa, dal palco dell’F8, la conferenza per gli sviluppatori in California, Mark Zuckerberg l’aveva detto per filo e per segno: “Scambiarsi soldi dovrebbe essere facile come spedirsi una foto sul telefono”. Detto, quasi fatto. All’inizio del mese a Ginevra, in Svizzera, Facebook ha registrato una nuova società a cui farà capo l’attività finanziaria. Il Global Coin, o Libra (come si chiama anche la società), o comunque si chiamerà, passerà da lì. Sarà la sostanza a non cambiare: una moneta digitale – più che criptovaluta – che partirà da WhatsApp ma, in teoria, farà da collante a tutto l’ecosistema di Menlo Park. Lanciandosene anche al di fuori. Almeno in prospettiva.

David Marcus alla guida

Al progetto, di cui si sono sentite tante e forse troppe indiscrezioni negli ultimi mesi, sta lavorando David Marcus, ex presidente di PayPal entrato nel giro di Zuck nel 2014. Si andrà dunque ben oltre il test da 200 milioni di utenti attivi che si sta svolgendo in India via WhatsApp. La Bbc ha infatti rivelato come proprio il cofondatore della piattaforma abbia incontrato il mese scorso niente meno che Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra. Come se non bastasse, a maggio inaugureranno in Europa due centri dedicati proprio alla gestione delle transazioni digitali, a Londra e Dublino. Infine, sono da registrare dialoghi molto avanzati con realtà del tipo di Jump e Drw, fra le maggiori società di trading ad alta velocità a Chicago. E altri contatti ancora.

Come funzionerà Global Coin

Un po’ WeChat Pay, un po’ PayPal, ma soprattutto fluida, veloce, facile da gestire. Global Coin dovrebbe essere ancorata a un’architettura in stile blockchain, cioè dal controllo distribuito, ma senza fluttuazioni. Agganciata cioè a un tasso di cambio fisso col dollaro statunitense. A quanto pare Zuck e i suoi starebbero già trattando da tempo con colossi del settore finanziario come Western Union così come con piattaforme specializzate nelle valute digitali, da Coinbase a quella Gemini dei gemelli Tyler e Cameron Winklevoss che, ironia della sorte, tanti anni fa gli fecero causa per aver rubato loro l’idea di Facebook. E incassarono 65 milioni di dollari, dandosi al mercato delle criptovalute con cui hanno fatto un sacco di soldi. Non ve li ricordate? Rivedetevi il film “The Social Network” di David Fincher, uscito nel 2010.

Lancio entro il 2020

Secondo il Financial Times l’annuncio sarebbe addirittura imminente e il lancio dovrebbe avvenire entro il 2020. Dallo shopping allo scambio di denaro per micropagamenti, dalla chiamata di un taxi o un’auto con conducente al saldo delle bollette o all’acquisto di un biglietto per un evento sportivo o di spettacolo, con Libra si dovrebbe poter spaziare oltre Facebook e WhatsApp. Ma pur sempre partendo dai loro confini. Non, dunque, uno strumento virtuale alla Google Pay o Apple Pay, che di fatto acquisiscono carte fisiche o virtuali per integrarle nello smartphone, ma qualcosa per certi versi di più simile ai crediti interni dei videogame. Con, ovviamente, un respiro decisamente più ampio e una gestione più elementare.

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