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Ultimo aggiornamento il 31 maggio 2019 alle 12:53

L’Italia spende troppo poco in Ricerca e Sviluppo. Il rapporto di The European House Ambrosetti

L'Italia è il Paese più indietro tra i principali europei: pochi ricercatori e pochi investimenti in ricerca e sviluppo. Francia e Germania da inseguire

L’Italia investe ancora troppo poco in Ricerca e Sviluppo. E’ quanto emerge dal rapporto ‘The age of exponential Technological changes’ (qui il sito), presentato durante l’ottava edizione del Technological Forum di The European House a Milano.

Il rapporto

Si tratta dei risultati dell’ultimo anno di lavoro della Community Innovation and Technology di Ambrosetti Club. Secondo quanto emerso, gli investimenti italiani in Ricerca & Sviluppo sul PIL sono ancora troppo bassi. Si parla di 23 miliardi di Euro ovvero l’1,35% del PIL. Nel 2016 la situazione era leggermente migliore con l’1,37%. Nel panorama europeo, l’Italia appare indietro rispetto ad altre nazioni come Francia e Germania. Servirebbero altri 28,5 miliardi di euro per pareggiare i francesi. Anche il numero dei ricercatori presenti in Italia preoccupa: sono 136.204. E’ il numero più basso tra i principali Paesi Europei. Un terzo della Germania. Nel Belpaese, inoltre, manca un ente nazionale della Ricerca a differenza del resto d’Europa. Questo gap importante, però, non inficia sulla qualità della ricerca e dei ricercatori nostrani. L’Italia, infatti, si conferma il primo Paese al mondo per numero di citazioni per ricercatore e per produttività della ricerca in termini di pubblicazioni per ricercatore.

Le 5 linee guida per risalire la classifica

E’ importante aumentare gli investimenti in Ricerca e Innovazione, sia pubblici sia privati e colmare le lacune nei campi scientifici e tecnologici, creando una forza lavoro qualificata. L’Italia deve diventare all’avanguardia in innovazione e tecnologia. Qui le 5 linee guida strategiche della Community Innovation and Technology di The European House – Ambrosetti:
1. istituire un gruppo di ricerca sul 6G
2. realizzare un progetto pilota per la sperimentazione della prima Smart & Circular Region in Italia
3. promuovere programmi di sviluppo delle competenze tecnologiche del futuro
4. includere l’Intelligenza Artificiale nelle responsabilità e fra le priorità del Chief Technology Officer
nazionale
5. costituire l’osservatorio italiano per lo studio dei co-benefici
“Dobbiamo scommettere su scienza, tecnologia, ricerca e innovazione per immaginare un Paese sostenibile,
all’avanguardia e competitivo”, ha affermato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European
House Ambrosetti. “La Community Innovazione e Tecnologia, avviata nel 2011 nell’ambito di Ambrosetti Club e giunta al suo ottavo anno di attività, ha proprio l’ambizione di sostenere questo processo. Configurandosi come un punto di riferimento di alto livello per tutti gli attori pubblici e privati del Paese che hanno un ruolo attivo nell’ecosistema dell’innovazione italiano”.

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