In quest’apparente ammissione della propria incapacità a rinnovarsi in forme differenti dall’aggiornamento di vecchi prodotti di grande successo, a qualcuno potrebbe essere sfuggita la vera grande novità della serata. Quella del sistema di autenticazione “Sign in with Apple”, che su molti siti di terze parti andrà ad aggiungersi alle possibili autenticazioni con Google o con Facebook. La rotta di collisione del modello economico di Apple verso quelle delle piattaforme di Rete, che era già stato accennato più volte negli ultimi tempi, non potrebbe essere meglio sintetizzata.
Invece che continuare a regalare i vostri dati a chi li utilizzerà per profilarvi e per vendere simili preziose informazioni agli inserzionisti (aziende, in genere, ma come ci dicono le cronache anche altri soggetti meno raccomandabili) affidateli a noi – dice Apple: li custodiremo senza rivenderli a nessuno. E se anche il sito web o la app in questione volessero una vostra mail, per sapere chi siete e mandarvi in futuro imperdibili notifiche, non preoccupatevi: Apple ne creerà una per voi che verrà poi rapidamente cancellata.

Il passaggio della Apple che vende hardware innovativo ad un’altra Apple che vende hardware un po’ meno innovativo ma associato a formidabili servizi di mediazione fiduciaria è oggi chiaro come mai in passato. Meno alluminio e più intelligenza, linee meno rivoluzionarie ma una visione chiara dei nostri tempi e delle loro grandi criticità. E, soprattutto, un lavoro di difesa dei clienti che oggi non fa ancora nessuno.