Federico Clapis a #SIOS19 Summer Edition: quando un percorso artistico passa da YouTube immagine-preview

Giu 10, 2019

Federico Clapis a #SIOS19 Summer Edition: quando un percorso artistico passa da YouTube

Per cinque anni Federico spopola su YouTube fino a quando nel 2015 dopo aver raggiunto un numero di follower consistente decide di dedicarsi interamente alla sua passione: l'arte. Lo incontreremo a StartupItalia Open Summit a Firenze

Diventare famoso attraverso i social per poi far conoscere a tutti la propria arte. E’ la strategia adottata da Federico Clapis, artista, scultore e performer milanese di 32 anni che sarà ospite a StartupItalia Open Summit nel segmento finale dell’evento in una chiacchierata con Marco Montemagno.

Per cinque anni Federico spopola su You Tube con il personaggio comico del Doctor Clapis, fino a quando nel 2015 dopo aver raggiunto un numero di follower consistente decide di dedicarsi interamente alla sua passione: l’arte.  Considerato uno dei duecento giovani artisti su cui investire, Federico ha esposto in Italia a Palazzo Montanari di Bologna con la mostra “The Crucifixion of the Artist insieme alle potenti crocifissioni su carta di Francis Bacon e a livello internazionale a Rio De Janeiro, Monaco e New York. “Sono riuscito a portare una statua di 4 metri di bronzo a Londra e tra poco libererò in mare il primo Pesce Tanica un progetto di cui vado molto orgoglioso” ci racconta.

Del suo passato da YouTuber, Clapis non rinnega nulla anzi ci racconta quanto sia stato importante, un vero e proprio trampolino di lancio che forse oggi diventa imprescindibile per ogni artista giovane che voglia farsi strada.

In vista di StartupItalia Open Summit Summer Edition gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio.

 

Da YouTuber ad artista

Dopo alcuni anni da Youtuber hai deciso di mostrare il tuo vero volto, quello di un artista. Come è avvenuto questo passaggio?

Già 10 anni fa facevo arte, non sapevo come venire fuori ma avevo un occhio attento al digitale, decisi di cercare di diventare famoso per poi convertire la  fan base verso quello che mi interessa va di più. Per 5 anni ho fatto contenuti virali, ho fatto un film mi sono conquistato un mondo un buon numero di follower. Quando ho capito che il numero era sufficiente ho dato il via alla mia attuale professione.

 

Quanto c’è di Federico Clapis nelle tue opere?

Mentre un tempo pensavo ci fosse poco di me, negli ultimi 4 o 5 anni anni ho capito che le mie opere erano un vero e proprio esorcismo di una parte di me, anzi un modo per raccontare parti di me che  sorprendentemente non avevo ancora contemplato e che grazie all’arte vengono fuori.

 

Il Pesce Tanica

Qual è il progetto di cui vai più fiero? E il prossimo che hai in cantiere?

Aver portato un bronzo di 4 metri a Londra da solo mi rende abbastanza orgoglioso! Però sono abbastanza severo con me stesso, tendo a non autocompiacermi: appena finisce una cosa ne voglio fare un’altra. Il prossimo progetto che ho in cantiere è il Pesce Tanica, un progetto plastic free. Si tratta di un pesce a forma di tanica un ibrido che libererò nel mar tirreno a fine luglio. Grazie a un GPS integrato tutti potranno seguire il suo percorso di navigazione libera. Con una call to action si andrà alla ricerca del pesce tanica. E’ un progetto per cui ancora sto cercando sponsor e che veicolerà un messaggio importante che mi rende particolarmente orgoglioso.

 

 

Come scegli i materiali per le tue opere? E gli strumenti?

La scelta dei materiali dipende da dove devo arrivare molto da quello che voglio realizzare e li scelgo in relazione alle forme e qualche volta al budget. Lavoro molto con resine, bronzi. Il materiale più strano che ho usato è un materiale elastomerico, quello che serve per realizzare gli antistress, con la quale ho realizzato Tabù partendo dal file 3d di una scansione di una donna disabile. Una provocazione per rompere la barriera “tattile” con la disabilità

Quanto conta la sostenibilità nella tua opera?

Conta tanto il messaggio, non tutti i materiali che uso sono ecosostenibili ma quando posso li preferisco.

A tuo modo di vedere l’artista di oggi deve essere social oppure può ancora scegliere una strada più “tradizionale” fatta per esempio di salotti e gallerie?

Ci sono persone che possono permettersi di non essere sui social, io non vedo una vita al di fuori dai social. A mio parere un giovane artista deve imparare a comunicare e stare sui social

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter