Digital Innovation Hub: Confindustria traghetta le PMI verso il mondo 4.0 immagine-preview

Giu 12, 2019

Digital Innovation Hub: Confindustria traghetta le PMI verso il mondo 4.0

Problem solving, sviluppo di un pensiero critico e creatività sono le tre top skills aziendali secondo Alessandro Sordi, cofounder di Nana Bianca

Sviluppare e formare competenze digitali in azienda è il biglietto da visita delle PMI. “Un’impresa, oggi, qualsiasi cosa produca, lo deve fare in modo diverso rispetto al passato. Tutto deve essere innovato e diventare digitale, altrimenti l’azienda è fuori dal mercato”, afferma Fabrizio Bernini, presidente di Digital Hub Innovation Toscana, durante il workshop di Confindustria nello StartupItalia Village di #SIOS19.

 

Cloud, big data, blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things sono termini ancora sconosciuti a molte PMI italiane. “Spesso ancora oggi non se ne capisce l’importanza, ma nel 2025 saranno 75 miliardi gli oggetti connessi in rete”, dichiara il presidente Bernini.

 

DIH: l’hub di Confindustria che guarda al futuro

I Digital Innovation Hub di Confindustria, 22 in Italia, si inseriscono all’interno di un network pensato a supporto di aziende e imprese che guardano al domani. “Ci troviamo nella quarta rivoluzione industriale – dichiara Andrea Bianchi, direttore dell’Area Politiche Industriali di Confindustria – dove l’imperativo è quello di sviluppare e applicare tecnologie digitali ai processi produttivi. Non devono cambiare i prodotti, anzi. In questo senso l’Italia si afferma al secondo posto in Europa nel settore manifatturiero. Quello che deve cambiare è il modo in cui le manifatture vengono costruite. Nell’era 4.0, la personalizzazione del prodotto è talmente alta che più che offrire oggetti, si offrono veri e propri servizi”.

Confindustria contribuisce allo sviluppo dell’impresa digitale attraverso diversi strumenti, tra cui incentivi alle aziende, percorsi di formazione e investimenti in infrastrutture. “Come Digital Innovation Hub, forniamo servizi di wareness e formazione, di assessment digitale e, infine, di networking – afferma Andrea Bianchi – Ci interessa, in particolar modo, parlare di contaminazione e open innovation. Senza questi concetti, è impossibile costruire ecosistemi virtuosi”.

Digital Innovation Hub è promossa da Confindustria ma aperta a tutte le aziende interessate, anche non aderenti alla Confederazione.

 

Le skills del futuro

“Le aziende italiane sono piene di analfabeti digitali – dichiara Alessandro Sordi, cofounder di Nana Bianca – e i problemi sono molteplici. Anzitutto, mancano le competenze per costruire un’impresa completamente digitale. Gli strumenti a disposizione, poi, nella maggioranza dei casi, sono inadeguati; i budget limitati e si denota anche una forte resistenza al cambiamento da parte degli imprenditori italiani stessi. Solo il 36% delle imprese utilizza la rete in modo professionale“.

Ma quali sono le top skills richieste, oggi, nel mondo imprenditoriale? Secondo Alessandro Sordi, sul podio ci sono il problem solving; lo sviluppo di un pensiero critico nel capire e discernere l’immensa mole di dati e informazioni presenti in rete; la creatività: vero punto di forza dell’imprenditorialità italiana.

“Favorire investimenti in startup e aziende, per arrivare ai Corporate Ventures Capital, è, senza dubbio, un aspetto importante da dover incentivare – conclude Sordi – Lato PMI, la presenza online è, e diventerà, sempre più centrale, oltre alla partecipazione attiva all’ecosistema“.

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