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Ultimo aggiornamento il 23 giugno 2019 alle 7:40

Dove sono e che cosa fanno gli Unicorni nel mondo in un’infografica

Il sito Visual Capitalist ha elaborato alcuni dati relativi alle startup che valgono più di un miliardo. Oggi nel mondo ce ne sono 326, la metà delle quali negli Stati Uniti.

Sono passati appena sei anni da quando Aileen Lee coniò il termine “unicorno” per indicare le startup che superano il miliardo di dollari di valore. Al tempo erano così rare che ci fu bisogno, per l’appunto, di inventare un termine nuovo per raccontarle. Oggi il panorama è decisamente cambiato: il boom delle startup si è intensificato, e i flussi di denaro hanno cominciato ad arrivare nelle casse delle aziende private ad un ritmo mai visto. In tempi recenti gli unicorni si sono moltiplicati (per rimanere nel mondo animale, in maniera molto più simile ai meno “nobili” conigli che al mitologico animale) e oggi sono 326, con un valore complessivo di 1,1 trilioni di dollari. Il sito Visual Capitalist ha messo insieme un po’ di dati, dai quali emerge l’impressionante sviluppo degli ultimi anni.

Questi sono i principali unicorni attualmente in circolazione:

 

 

Come si vede, ByteDance è l’unicorno più grande al mondo, con 75 miliardi di valutazione. Deve il suo successo a Toutiao, piattaforma di notizie e contenuti informativi, un aggregatore che, basandosi sulle preferenze degli utenti, propone solo le notizie più interessanti. Tra le prime dieci in classifica ci sono anche le ben note Uber, AirBnb e SpaceX. Secondo gli esperti, più di 100 unicorni potrebbero quotarsi in borsa da qui alla fine del 2019.

Ma dove sono gli unicorni nel mondo? Come facilmente prevedibile, la maggior parte di essi (quasi la metà, a dire il vero) hanno la propria sede negli Stati Uniti.

 

 

Anche i settori di riferimento degli unicorni considerati in questa classifica non sono sorprendenti. I due più “gettonati” sono “Software di servizi internet” ed “E-commerce”. Guardando bene i numeri, però, emerge un aspetto interessante: il settore più quotato dagli investitori non è uno dei due citati, bensì quello “On-Demand”, che include aziende come Uber, Didi Chuxing e DoorDash.

 

 

 

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