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Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2019 alle 10:05

Nuovo round per Genenta Science. Più di 30 milioni raccolti in totale. Paracchi: “Ora il via alla sperimentazione”

La società ha ricevuto un finanziamento da 13,2 milioni di euro guidato dal fondo cinese Qianzhan Investment Management (QZ). Al San Raffaele di Milano e all’Istituto Neurologico Besta è già partita la sperimentazione della terapia

Il primo investimento del colosso cinese QZ in Europa è sulla biotech italiana Genenta Science: 13,2 milioni di euro in un round guidato con Fidim, la Holding della famiglia Rovati.

Il fondo d’investimenti privato con sede a Shanghai ha già stanziato 720 milioni di dollari in private equity e venture capital su tecnologia e life Science, investendo in Cina, Stati Uniti ed oggi anche in Italia e Europa. QZ è stato uno dei primi investitori di Tencent Music e ha anche investito in Wuhan Hiteck (quotata alla borsa di Shanghai), Capella Therapeutics (con sede a San Diego, CA) e Denovo Biopharma (San Diego, CA), tra gli altri. “Un bel segnale quello dell’investimento di QZ in una società italiana – ci ha detto Pierluigi Paracchi, CEO di Genenta Science – che dimostra l’interesse degli investitori cinesi non solo verso il settore biotech ma verso società italiane che sappiano dimostrare il proprio valore innovativo. Con questo nuovo round Genenta ha dimostrato di saper attrarre capitali esteri importanti, una bella vittoria che apre un mercato interessante”.

 

A guidare l’investimento su Genenta, che porta il capitale raccolto dalla società a 30,2 milioni, insieme a QZ è stata Fidim holding della famiglia Rovati, ex proprietari di Rottapharm, una società farmaceutica la cui attività commerciale è stata acquisita dalla multinazionale Meda per un valore in azioni e cash pari a 2,2 miliardi di euro. Sia QZ che Fidim entrano nel consiglio di amministrazione di Genenta come osservatori. QZ sarà rappresentata da Jing “Akira” Liu, Medical Doctor, responsabile degli investimenti nel biotech di QZ e Fidim sarà rappresentata dal dr. Lucio Rovati, CEO e Chief Scientific Officer di Rottapharm Biotech (la parte di ricerca rimasta alla famiglia Rovati).

Al via la sperimentazione clinica su due tipologie di tumore

Dall’ultima volta che abbiamo parlato di Genenta Science su StartupItalia è passato un po’ di tempo. Bisogna tornare al 2017 quando la società aveva chiuso un round importante da 7 milioni di euro. Si trattava di uno dei più significativi aumenti di capitale dell’anno e proprio per questo la startup (ormai cresciuta) è salita per ben 2 volte sul palco del nostro SIOS, nominata tra le 10 realtà più interessanti in Italia. Da quel giorno la società fondata da Pierluigi Paracchi, Ospedale San Raffaele di Milano, dal professor Luigi Naldini (Direttore di SR-TIGET, San Raffaele Telethon Institute for Gene Therapy) e dal Dottor Bernhard Gentner (ematologo e scienziato presso SR-TIGET), ha proseguito sulla sua strada riuscendo a ottenere la cosa più importante per un’azienda che si occupa di terapie mediche in fase sperimentale: l’autorizzazione per poter sperimentare il proprio trattamento su pazienti.

“Ottenere l’approvazione normativa alla produzione dei prodotti e iniziare la sperimentazione clinica per una terapia così innovativa è il traguardo più importante raggiunto fin ora da Genenta – ci spiega Paracchi – siamo passati dalla fase sperimentale a quella clinica e ad oggi possiamo applicare la terapia genica su due tipologie di tumore, il Mieloma Multiplo e il Glioblastoma Multiforme.”  Si tratta di tumori molto aggressivi e va sottolineato che la terapia di Genenta in questa fase non va a sostituire la terapia tradizionale ma ad aggiungersi a questa. La speranza, che andrà verificata proprio attraverso la sperimentazione, è che questa terapia possa allungare la vita media dei pazienti.

Con il nuovo round di finanziamento Genenta potrà espandere la sua attività trattando una popolazione più ampia di pazienti. Gli ospedali in cui opererà sano il San Raffaele di Milano e l’Istituto Neurologico Besta, sempre di Milano.

 

Il 2019 è l’anno delle biotech

“A livello globale è straordinario che il flusso degli investimenti si stia indirizzando sempre di più verso il settore biotecnologico. – continua Paracchi che è anche parte del Board di Altheia Science che a fine 2018 ha chiuso un’operazione da 17 milioni di euro –  E’ una dimostrazione dell’interesse verso aziende e persone che stanno lavorando per migliorare la salute dei pazienti. E’ interessante che anche grandi investitori internazionali si stiano accorgendo della realtà scientifica italiana. Da noi possono trovare qualità di ricerca altissima e competizione inferiore che negli Stati Uniti”. Genenta si è conquistata fiducia da parte di grandi fondi internazionali ma anche da parte di famiglie imprenditoriali italiane. “In Italia spesso compensiamo l’assenza di un fondo specializzato in investimenti biotech con investitori e imprenditori all’avanguardia che guardano con interesse all’innovazione in ambito medico. E’ questo il caso di chi ci ha supportato fino ad oggi”.

 

Le famiglie Bormioli e Fumagalli e parte degli investitori che avevano fatto parte dei due precedenti round, incluso il “Club degli Investitori”, sono stati tra gli altri investitori dell’attuale round. Bormioli è stato uno dei primi a credere in Advanced Accelerator Applications, una società biotecnologica quotata al NASDAQ e poi acquisita da Novartis per 3,9 miliardi di euro. Fumagalli è l’ex proprietario di Candy, una società acquisita per 547 milioni di dollari dal colosso cinese dell’elettronica Haier Group. Gli investitori del primo round sono stati supportati da Mediobanca. ELITE, una società del gruppo di borsa di Londra, ha promosso la raccolta di capitali dell’attuale Round.

 

 

 

 

 

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