EY CAPRI: La tecnologia è importante ma deve servire all'uomo e non viceversa - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2019 alle 11:13

EY CAPRI: La tecnologia è importante ma deve servire all’uomo e non viceversa

“In Italia sono necessarie ben 5 generazioni ai figli di famiglie non abbienti per raggiungere il salario medio. In Danimarca 2” - esordisce così Donato Iacovone, il CEO di EY, che pone il focus sulla necessità di velocizzare il nostro sistema, di dare una scossa al nostro Paese.

Arrivo a Capri per scoprire e condividere i contenuti che Massimiliano Vercellotti, Carlotta Ventura e Riccardo Luna hanno in serbo per noi nella 3 giorni di EY, che ormai da qualche decennio è diventato un appuntamento fisso il primo fine settimana di Ottobre.

Inaugura come sempre Donato Iacovone, CEO di EY Italia, che ha fortemente voluto anni fa portare la gestione di questo evento nella propria organizzazione, trasformandolo da forum tutto dedicato alle telco ad un vero e proprio summit con Ministri e ospiti da tutto il mondo.

 

“In Italia sono necessarie ben 5 generazioni ai figli di famiglie non abbienti per raggiungere il salario medio. In Danimarca 2” – esordisce così il CEO di EY che pone il focus sulla necessità di velocizzare il nostro sistema, di dare una scossa al nostro Paese.

E’ impressionante anche l’ultima ricerca di SWG, presentata a Capri da Riccardo Grassi: un dato per tutti, “Quello che oggi dà più potere è al 54% il controllo dei dati e delle loro infrastrutture e solo al 3% possedere tanti soldi

 

 

In Italia sono necessarie ben 5 generazioni ai figli di famiglie non abbienti per raggiungere il salario medio. In Danimarca 2

Si continua con Parag Jhanna, fondatore di FutureMap per poi passsare a 3 sessioni parallele, dalla difesa europea ai nuovi modelli di business, alla trasformazione dei modelli scolastici e alla diffusione delle competenze fondamentali per aumentare la nostra competitività e oggi si inizia con il Cristiano Ronaldo del nostro mondo: Jaron Lanier.

 

quello che oggi dà più potere è al 54% il controllo dei dati e delle loro infrastrutture e solo al 3% possedere tanti soldi

 

In 3 punti:

 

  • Il 42% degli italiani teme gli effetti dell’intelligenza artificiale
  • Per il 55% di imprenditori e top manager la digitalizzazione della PA è la principale sfida mentre per la popolazione la sostenibilità energetica è al primo posto.
  • il 94% di imprenditori e top manager ritiene che nel futuro, anche in Italia, nessuna impresa potrà prescindere dal fatto di avere un’elevata competenza e struttura tecnologica.

Una ventata di innovazione, di numeri e di risultati con un un unico piccolo grande warning: il rischio in queste conferenze è quello di credere che sia tutto facile, per poi tornare nel “Paese reale” e trovare al rientro in ufficio il venture capitalist o il vostro fornitore che vi spiegano perché il modello di Sequoia Capital è tutto sbagliato o che vi raccontano che Agile e Lean vanno bene ma “da noi si è sempre fatto così”…. insomma, il campionario che voi che ci leggete conoscete bene.

 

Noi crediamo che si possa cambiare ciò che non funziona, crediamo nella capacità di noi italiani di trasformare, di essere creativi, di ispirare, di motivare, di guidare ma soprattutto di lavorare con voglia di fare e ispirazione. Siamo noi che creiamo il cambiamento, collaborando e supportandoci. Oggi a Capri mi trovo a partecipare ad un incontro che sono certa porterà importanti spunti e cambiamenti. E come ho già avuto occasione di dire, il mio Ministero è aperto, con l’intenzione di percepire tutti gli input per lo sviluppo a livello di innovazione e digitalizzazione” è il messaggio di apertura dei lavori del secondo giorno portato da Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione.

 

La ricetta per ridurre questo rischio e porre le basi per un cambiamento effettivo? Essere qui con ospiti come la nuova Ministra Paola Pisano, Davide Dattoli, Giampaolo Colletti, Marco Gualtieri, Muhammad Yunus o Ian Goldin ci aiuterà ad individuarla senz’altro. 

 

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