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Nextdoor Italia festeggia un anno di attività con più di 2.500 quartieri iscritti

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Nextdoor Italia festeggia un anno di attività con più di 2.500 quartieri iscritti

Tra le novità, le funzioni “Pagine Aziendali” e “Raccomandazioni” in aiuto ad attività commerciali e liberi professionisti di quartiere

Tra le novità, le funzioni “Pagine Aziendali” e “Raccomandazioni” in aiuto ad attività commerciali e liberi professionisti di quartiere

Dopo un anno di attività, il bilancio italiano è più che positivo. Nextdoor, l’app gratuita privata che connette comunità di vicini di casa, festeggia il suo primo compleanno nel nostro Paese superando i 2.500 quartieri attivi.

“Abbiamo raggiunto un’altissima quota di utenti italiani che usufruiscono del nostro software – afferma il co-founder di Nextdoor, Nirav Toliav – Un traguardo inaspettato, considerando che il primo anno negli U.S.A, invece, si chiuse con 175 comunità attive sul software. L’Italia, su Nextdoor, è statisticamente cresciuta 20 volte più velocemente degli Stati Uniti“.

 

Le novità

Non solo bilanci, ma anche novità quelle presentate durante la ricorrenza, come l’introduzione delle Pagine Aziendali. Una misura anti-crisi che introduce nell’app una nuova funzione pensata per aiutare attività commerciali e liberi professionisti locali, i quali potranno aprire una propria pagina all’interno dell’app e farsi conoscere nella comunità di riferimento.

Con la nuova funzione “Raccomandazioni“, invece, i vicini possono supportare le proprie attività commerciali lasciando recensioni e condividendo suggerimenti con le persone che fanno parte della comunità.

 

Italia: una grande sorpresa

Che gli italiani siano persone socievoli e di grande spirito di solidarietà è risaputo in tutto il mondo. Ma Nextdoor non si aspettava un tale successo a soli 12 mesi da quando l’iniziativa venne presentata, per la prima volta, a Milano.

 

“E’ stato un anno lunghissimo perché siamo partiti da zero – ha affermato Amedeo Galano, head of community di Nextdoor Italia – E in così poco tempo vantiamo solide comunità di utenti, in particolar modo nelle città più popolate come Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna. Tra i quartieri più attivi ci sono la zona Gambara, a Milano, con 650 persone iscritte, e il quartiere Marconi, a Bologna, patria delle social streets, dove si contano più di 840 utenti”.

L’idea di comunità e vicinato, nel nostro Paese, è, quindi, molto solida. “In Italia Nextdoor è uno strumento che serve a coordinare e rendere ancora più inclusiva la comunità all’interno della quale si vive, ma il senso di vicinanza stesso è già ben affermato, a differenza di altri nazioni”, sostiene Nirav Toliav, amante dell’Italia, americano di origine e neo residente a Firenze.

 

Durante questo anno, come spiega l’head of Community Galano, Nextdoor Italia è cresciuta molto non solo da un punto di vista quantitativo e numerico, ma anche qualitativo. “Grazie alla nostra app sono nate, ad esempio, le art walk: momenti in cui i vicini si ritrovano e, passeggiando, vanno alla scoperta dei tesori culturali e artistici che il proprio luogo di residenza gli offre”, afferma Galano.

 

I tre pilastri su cui si fonda l’app

“Siamo nati portando avanti quelli che definirei i tre main points di Nextdoor”, dice il cofounder Toliav. Ovvero:

  • Incrementare il senso di vicinanza tra coloro che vivono l’uno accanto all’altro, costruendo l’app in totale sicurezza per la privacy;
  • Dare ancora più valore alla comunità, concependola come qualcosa di essenziale e rilevante nella vita di ognuno;
  • Alimentare il business locale dando la possibilità agli utenti di farsi conoscere e valorizzarsi all’interno del proprio contesto quotidiano.

“La globalizzazione tecnologica, in questo senso, in molti Paesi ha creato distanza tra le persone; si parla meno con l’altro e si vive meno il quartiere stesso – afferma Galano – Noi vogliamo, invece, utilizzare la tecnologia proprio per riavvicinare le persone che condividono stesse strade, parchi, negozi”.

 

Quale futuro per Nextdoor?

Presente, oltre che in Italia e negli U.S.A, anche in: Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Australia, Danimarca, Svezia e Canada, con più di 240.000 quartieri nel mondo che la utilizzano, Nextdoor nutre una forte fiducia nel tessuto italiano.

 

“In Italia amplieremo, senza dubbio, l’offerta, sia in termini servizi e nuove funzioni, che di qualità – afferma Toliav a StartupItalia – Tra le nostre priorità c’è l‘ambizione di essere presenti ovunque, proponendo soluzioni molto semplici e accessibili a tutti. Non ci si aspetti, quindi, di vedere andare in giro i nostri utenti con gli occhialoni per la realtà aumentata, o di essere sorpresi da droni che volano sopra le nostre teste”.