L'FMI non crede nell'Italia, 2019 in stallo. Leggera ripresa nel 2020
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Ultimo aggiornamento il 15 ottobre 2019 alle 17:18

L’FMI non crede nell’Italia, 2019 in stallo. Leggera ripresa nel 2020

Crescita globale al lumicino. Dati simili non si vedevano dai tempi dell'ultima, grande, crisi economica

La scrittura della manovra economica attualmente in definizione nel Consiglio dei Ministri odierno non poteva essere accompagnata da notizie peggiori. Secondo l’FMI, infatti, l’Italia si trova nel mezzo del pantano: il 2019 non porterà crescita.

Cosa dice il bollettino dell’FMI

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, che oggi ha riunito a Washington gli addetti ai lavori nell’ambito del tradizionale appuntamento autunnale per la presentazione del World Economic Outlook 2019, quest’anno l’Italia resterà ferma al palo. L’FMI ha proceduto infatti a un taglio di 0,1 punti rispetto alle stime di aprile e all’aggiornamento di luglio. Ma anche sull’anno prossimo c’è poco da stare allegri: il Pil italiano è dato in aumento solo dello 0,5% (vale a dire -0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di luglio e -0,4 rispetto ad aprile). Le stime rese note oggi si allineano così con quelle settembrine dell’Ocse.

Crescita globale ai minimi dalla Grande crisi

Ma il motore italiano non è il solo a essersi ingolfato, anche se farà peggio di altri (la Germania è data allo 0,5; la Francia all’1,2). Secondo l’FMI, l’intera economia mondiale dà segni di stenti, presentando dati sull’attività manifatturiera così precari che non si registravano dai tempi della crisi finanziaria del 2008. Il mercato globale, insomma, paga il prezzo della guerra dei dazi innescata da Donald Trump e la crescita si fermerà al 3% nel 2019 (-0,2% sulle previsioni di luglio). La ripresa attesa per il 2020 resta ugualmente precaria, ferma al 3,4%.

La sede della BCE

Servono politiche monetarie espansive

Particolarmente importante l’invito dell’FMI rivolto alle Banche centrali di continuare con le politiche monetarie espansive. Questo soprattutto in ottica italiana: in questi anni, infatti, il nostro Paese ha potuto contare sull’ombrello offerto dal quantitative easing di Mario Draghi, ombrello che, con la fine del mandato del nostro connazionale al vertice del board della BCE, rischiava di chiudersi. Christine Lagarde è però già avvertita sulla strada che dovrà tenere. E ci sono buone probabilità che segua il consiglio, dato che arriva proprio dall’FMI che la Lagarde ha presieduto fino al momento della nomina alla Banca Centrale Europea.

Christine Madeleine Odette Lagarde

Come risponderà l’Italia?

Il governo giallorosso è al banco di prova di una Legge di bilancio che, è noto, presenta ben pochi margini di manovra per gli investimenti, dovendo concentrare oltre il 60% delle risorse da reperire sul disinnesco delle clausole dell’Iva. Nella Nadef, lo ricordiamo, l’esecutivo Conte Bis ha parlato di una crescita dello +0,1% quest’anno e del +0,4% il prossimo, che arriva a toccare lo 0,6% programmatico includendo le stime degli effetti positivi dei provvedimenti in cantiere. Domani dovremmo sapere quali saranno.

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