«Così è nata IntrepidaBio, la biotech col cuore italiano che vuole combattere il cancro»
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Ultimo aggiornamento il 31 ottobre 2019 alle 9:31

«Così è nata IntrepidaBio, la biotech col cuore italiano che vuole combattere il cancro»

Dall'Università di Salerno alla California, che cos'è IntrepidaBio, la compagnia da 16,5 milioni di dollari nata dallo spin-off italiano Biouniversa

«Biouniversa è nata come azienda pre-clinica, come ricerca accademica, e ha delle limitazioni in fatto di sviluppo del prodotto. Il primo vantaggio di IntrepidaBio è legato alle competenze di sviluppo del prodotto e di accesso al mercato. Il secondo vantaggio è legato ai finanziamenti. Quelli italiani, soprattutto in ambito biotech, sono molto limitati: la finanza americana ha numeri completamente diversi. Il terzo punto riguarda le risorse tecniche di mercato: gli investitori di IntrepidaBio – Sofinnova Investments Usa e Canaan –  sono fondi di caratura internazionale (6,5 miliardi e mezzo di management di investimenti nel complesso), con grande esperienza.

 

E hanno deciso di investire in IntrepidaBio 9,5 milioni di dollari». Così Giovanni Rizzo, CEO di Biouniversa e board member di IntrepidaBio, ha delineato l’operazione che ha portato alla nascita di IntrepidaBio. L’obiettivo della newco? Sviluppare una cura che moduli il sistema immunitario per combattere il cancro. Valore complessivo dell’operazione 16,5 milioni di dollari (7 solo di brevetti).

 

«Operativamente di fatto è una fusione» ha spiegato Rizzo. Dauntless si è divisa in due. Una di queste, Dountless 2, ha acquisito i brevetti di «Biouniversal, decidendo di concentrarsi solo sui programmi» della compagnia di Salerno. «Il cambio di nome si giustifica in chiave di trasparenza: doveva essere chiaro che l’unico asset era quello che proveniva da Biouniversa».

Giovanni Rizzo

L’operazione

IntrepidaBio sarà gestita da Joel F. Martin e Olivier Laurent, capo della ricerca scientifica, mentre Maria Caterina Turco, docente presso l’Università di Salerno e co-founder di Biouniversa, sarà la responsabile del comitato scientifico. IntrepidaBio effettuerà i nuovi studi preclinici e clinici per sviluppare un’innovativa linea di farmaci per combattere principalmente patologie oncologiche e iniziare i primi studi clinici sull’uomo nel 2021.

Biouniversa – Il team

Qui Salerno

Biouniversa è «stato costituito nel 2010 come spin-off dell’Università di Salerno», ed è nato dal valore dei brevetti («9 patent») sviluppati dalla ricerca sugli anticorpi in grado di combattere il cancro di Maria Caterina Turco. La ricercatrice ha scoperto e validato che alcuni tumori rilasciano una proteina chiamata BAG3, la cui interazione con il suo recettore altera l’attività di cellule immunitarie promovendo lo sviluppo del tumore. Gli studi condotti da Biouniversa hanno permesso di sviluppare degli anticorpi in grado di neutralizzare l’interazione fra la proteina BAG3 e il suo recettore, quindi modulando il sistema immunitario e indurlo ad attaccare il tumore.

Nuovo farmaco

«Abbiamo lavorato a lungo per sviluppare la nostra intuizione scientifica e caratterizzare un meccanismo oncologico finora sconosciuto – ha spiegato Maria Caterina Turco – IntrepidaBio ci dà la possibilità di mettere a disposizione dei pazienti un nuovo farmaco, che crediamo sarà di grande impatto nella medicina oncologica».

Accesso a enormi risorse

Lo spin-off è stato finanziato dai fondi di venture capital, TTVenture, gestito da Indaco, e Vertis Venture, gestito da Vertis. «L’operazione – ha spiegato Elizabeth Robinson, Vice Presidente di Indaco Venture Partners SGR e Board Member di IntrepidaBio – è la conferma della qualità della ricerca italiana nel campo bio-medicale. L’operazione con IntrepidaBio consentirà alla scoperta realizzata da Biouniversa di accedere a competenze consolidate nello sviluppo di farmaci biotecnologici ed a enormi risorse finanziarie difficili da trovare nell’ecosistema italiano».

La ricerca in Italia

Che succederà a Biouniversa? Continuerà a fare ricerca in Italia «di supporto allo sviluppo di IntrepidaBio, con cui avrà un contratto di ricerca. Continueremo a lavorare all’Università di Salerno. La tecnologia sviluppata dal team guidato da Maria Caterina Turco oltre a essere molto innovativa – ha detto sempre Rizzo – riteniamo possa dare un contributo significativo e reale nella cura di alcune patologie tumorali. Sono soddisfatto di avere guidato, col supporto di tutto il team, Biouniversa in questo accordo, rassicurato dalle capacità del team di IntrepidaBio e dalla presenza di investitori con spessore che portano un grosso valore aggiunto. Sono certo che IntrepidaBio sia la strada giusta per lo sviluppo clinico del farmaco, vero unico fattore importante, e felice di poter continuare a dare il mio contributo in questo progetto unico».

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