Wwworkers Camp 2019, premiata la startup green The Circle - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 20 novembre 2019 alle 15:37

Wwworkers Camp 2019, premiata la startup green The Circle

L’impresa, circolare e sostenibile, ha ottenuto il riconoscimento alla Camera dei Deputati, dove si è svolta la quinta edizione del Wwworkers Camp

Hanno creato un’azienda agricola che grazie all’unione di acquacoltura e acquaponica ha eliminato qualsiasi tipo di rifiuto inquinante. L’impianto con sistema a ricircolo, unico del suo genere in Italia, consente l’allevamento di pesci e la produzione di ortaggi nello stesso spazio, convertendo gli scarti prodotti dai pesci in nutrienti per le specie vegetali, riducendo del 90% il consumo di acqua senza fare uso di diserbanti e fertilizzanti. Si chiama The Circle ed è stata fondata da quattro giovani romani, che sono stati appena eletti Best Wwworkers 2019.

I Wwworkers alla Camera dei Deputati

A ritirare il premio, realizzato rigorosamente con materiale riciclato ed ecosostenibile, è stato Thomas Marino, uno di quei piccoli imprenditori dal cuore verde che ieri si sono dati appuntamento alla Camera dei Deputati per il quinto Wwworkers Camp insieme a politici, organizzazioni di rappresentanza, esperti e stakeholder. Realizzato dalla community dei lavoratori della rete Wwworkers.it, in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Innovazione e il sostegno di Google ed eBay, quest’anno il Camp ha un obiettivo preciso: arrivare a elaborare il primo “Wwworkers Manifesto” per tracciare l’identikit di chi fa impresa, declinando il digitale con le tematiche di sostenibilità ambientale. Un modo per metter a fattor comune la propria storia imprenditoriale e definire le buone pratiche per ridurre l’impatto sul pianeta. Ma quello di ieri è stato solo il primo appuntamento perché i Wwworkers continueranno a confrontarsi anche online su Wwworkers.it, per arrivare alla presentazione del manifesto nel Camp 2020.

I Wwworkers dal cuore verde

The Circle fa parte a pieno titolo di quella generazione di brand sostenibili, circolari e sensibili alle tematiche ambientali: sono i nuovi eco-brand, definiti dal Financial Times “eco-guerrieri”. Non solo grandi, ma anche startup e PMI che hanno deciso di fare la differenza, schierandosi contro il climate change e per la salvaguardia dell’ambiente, in un’ottica di sostenibilità concreta. Perché per gli eco-guerrieri le narrazioni devono accompagnarsi alle azioni. Nascono così prodotti, processi e servizi dal cuore verde, supportati dal digitale e dalle nuove tecnologie. Come la casa del futuro di Tiziana Monterisi, di Ricehouse, costruita con gli scarti del riso. E le traverse ferroviarie “intelligenti” di Giovanni De Lisi, di Greenrail – che si è già aggiudicata lo StartupItalia Open Summit 2017 – realizzate con pneumatici e plastica di rifiuto. O Hurba, il primo scooter 100% elettrico con batteria estraibile, che si ricarica in soli 20 minuti dalla presa di corrente di casa.  E ancora le sneakers Womsh in pelle nata dalle mele. O Terrasharp, che ha reso i droni i migliori amici dei viticoltori. E lo sapevate che i muri parlano e ascoltano? Grazie alla digital street art, infatti, Graffiti4smartcity riqualifica le periferie, creando mosaici intelligenti in resina biobased 100% biodegradabili.

Le proposte della politica per le startup e l’innovazione

Digitale e sostenibilità ambientale devono per forza andare d’accordo”. Così l’onorevole Enza Bruno Bossio (Partito Democratico), una dei rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare Innovazione, che ieri si è confrontato con i Wwworkers. Da rilevare che tutti gli esponenti politici presenti, a partire dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, hanno rivendicato un’assonanza tra le diverse forze politiche sul tema dell’innovazione. “In questa legge di bilancio vogliamo spingere molto sulla defiscalizzazione rispetto agli investimenti sulle startup”, ha dichiarato Bossio, che sottolinea il bisogno di incentivare gli investimenti anche a fronte di prime possibili perdite. L’on. Luca Carabetta (MoVimento 5 Stelle), invece, ha annunciato che il Fondo Nazionale Innovazione, creato lo scorso anno ma non ancora attivo, dovrebbe effettivamente partire a giorni.

 

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Secondo Carabetta, il Fondo dovrebbe permetterci di allinearci ad altri Paesi europei come la Francia, la Germania e la Spagna, che fanno molto meglio di noi. Dal canto suo, l’on. Benedetta Fiorini (Forza Italia) ha insistito sull’alfabetizzazione digitale perché “se non accompagniamo le nostre imprese nella conoscenza e adozione di nuove tecnologie, continueremo a restare negli ultimi posti delle classifiche”. Secondo l’on. Massimiliano Padanio (Lega), “siamo in guerra per un mondo più ecosostenibile”. Sono due le priorità di Padanio: da una parte, l’impegno e la necessità di arrivare a una rivoluzione culturale, che tenga conto anche dell’importanza delle piccole azioni per la svolta ambientale; dall’altra, c’è l’esigenza di sostenere il consumo delle nuove tecnologie.

Per l’on. Luciano Nobili (Italia Viva) è necessario un forte impegno congiunto per offrire strumenti efficaci alle startup innovative, che consentano anche di fare rete ed essere ascoltati dalla politica. L’intervento dell’on. Federico Mollicone si è incentrato sulla realizzazione di un Green New Dealorientato al contrasto ai cambiamenti climatici, allo sviluppo dell’economia circolare e al rafforzamento della coesione sociale e del territorio”. Per Alessandro Fusacchia (Misto) bisogna agire sulla scuola, perché assume un ruolo centrale nello stimolare la domanda di innovazione. “Dobbiamo anche assicurarci che l’innovazione sia un fattore che contribuisca a ridurre le disuguaglianze e, quindi, è necessario che entro certi limiti venga governata”. Fusacchia, inoltre, ritiene importante ripensare il ruolo pubblico e intervenire in modo deciso per ridurre il gap tra uomini e donne anche nell’ambito dell’innovazione.

 

Il Ministro dell’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione a confronto con i Wwworkers

Creare e aumentare sia la domanda che l’offerta di innovazione. Favorire l’accesso al credito. Far sì che gli innovatori possano venire in Italia e possano sperimentare e dimostrare la validità delle loro innovazioni. Mettere a fattor comune gli asset del Paese, come ad esempio la banda e il 5G. Per Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, la via italiana all’innovazione passa dal superamento di queste sfide. Non solo: è necessario che tutti vadano nella stessa direzione. Da qui il giudizio positivo sulla volontà di realizzare un manifesto, “perché significa creare un ecosistema, degli standard e dei principi che pian piano tutti possono seguire”. E un appello ai Wwworkers: “Vi chiedo di non mollare, di restare nel nostro Paese, perché noi stiamo cercando di giocare la nostra partita, che è quella di facilitarvi la vita e permettervi di scalare a livello nazionale e internazionale. Però voi come innovatori dovete continuare a credere nel vostro Paese, perché oggi l’Italia sta davvero iniziando a pensare che l’innovazione sia davvero l’unica leva per riuscire a uscire dal pantano in cui siamo finiti”. Per Pisano, inoltre, è importante riuscire a creare degli specifici trend di innovazione, che possano davvero fare la differenza per i cittadini, e il dovere dello Stato dovrebbe essere quello di consentire a tutti di avere accesso alle possibilità offerte dalla Rete, in modo da favorire l’inclusione sociale. “È per questo che ci stiamo focalizzando su un progetto che si chiama ‘Repubblica Digitale’, con il quale proveremo a diminuire il digital divide presente nel Paese”. Come? Diffondendo la cultura e le competenze dell’innovazione, ma soprattutto avviando delle partnership. Si inserisce, quindi, in questo solco la richiesta ai Wwworkers di mandare delle domande al Ministro “perché ci aiutano a creare la strategia di innovazione del Paese, della quale dobbiamo beneficiare tutti”.

L’analisi degli esperti

Il confronto con gli esperti e i partner dell’evento si è aperto con Stefano Epifani, presidente del Digital Transformation Institute, per cui senza la tecnologia, la sostenibilità diventa decrescita felice, che non è economicamente e socialmente sostenibile. “La sostenibilità è prima di tutto un’assunzione individuale di responsabilità, che declinata in una dimensione collettiva diventa possibilità di sviluppare cambiamento sociale e, nel momento in cui genera cambiamento sociale, attraverso la tecnologia costruisce benessere economico. Se leviamo uno di questi tre fattori cade tutto il tavolo”, sottolinea Epifani. Guido Scorza, Team Trasformazione Digitale, ha parlato di diritto a innovare, già contemplato in un emendamento appena presentato in legge di bilancio. L’idea è che di fronte a un ostacolo normativo, burocratico o amministrativo, chi intraprende un percorso di innovazione, possa chiedere allo Stato di fare innovazione in deroga, che per un periodo di tempo lo consentirà. A quel punto, si misura l’impatto che quell’innovazione può esercitare sulla società: se fosse positivo, si cambierebbero le regole, altrimenti si inviterà il richiedente a riprovarci. Andrea Moretti, Head of Legal eBay in Italia, ha annunciato che la società ha l’obiettivo di ridurre le emissioni da CO2 di 2 tonnellate e mezzo, grazie alla rivendita dei prodotti usati, e punta a utilizzare il 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2025. Una curiosità: il primo oggetto che è stato venduto sulla piattaforma è un puntatore laser rotto. “Il tema della circular economy, in pratica, è nato con la società stessa”, ha sottolineato Moretti. Per Diego Ciulli, Public Policy Manager Google Italy, il machine learning costituisce una straordinaria occasione per fare gli eco-guerrieri. Ciulli sostiene che il dibattito sull’intelligenza artificiale è del tutto mal posto e ha tirato l’asso fuori dalla manica: “Abbiamo chiamato il Politecnico di Milano e gli abbiamo detto che sappiamo che con le tecnologie di machine learning si può cambiare il made in Italy. E, soprattutto, lo si può cambiare senza risparmiare sulla quantità di lavoro, ma migliorando la produzione e quindi rendendolo più sostenibile. Così abbiamo chiesto al Politecnico di studiare tutta la filiera industriale italiana e per ogni pezzetto di quella filiera gli abbiamo detto di applicare 3 tecnologie di machine learning molto mature: il riconoscimento delle immagini, l’analisi dei dati e il riconoscimento del suono. I risultati sono stati sorprendenti. Insomma, c’è una ricetta per tenere insieme più lavoro di qualità, sostenibilità ambientale e sviluppo economico: investire in maniera convinta in innovazione”.

Il confronto con il mondo della rappresentanza

Le associazioni di categoria e rappresentanza, grazie a Veronica Barbati – Presidente Coldiretti Giovani Impresa – hanno sottolineato la vocazione alla sostenibilità del mondo agricolo, mentre con Stefano Francia – Presidente AGIA, ASS Giovani Imprenditori CIA-Agricoltori Italiani – è stata valorizzata l’importanza della formazione continua “perché abbiamo bisogno di innovare in modo sempre più veloce”. Francia ha insistito anche sulla ricerca: “Abbiamo bisogno di far emergere tutto quello che scopriamo grazie alla ricerca privata e pubblica. È necessario avere un approccio laico che vada al di là degli idealismi”. Per Damiano Pietri, Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato, l’elemento imprescindibile per fare innovazione è rappresentato dalla cultura e i giovani sono il vero motore del cambiamento. Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Vicentini, Presidente Giovani imprenditori CNA, per cui le nuove generazioni hanno completamente cambiato il paradigma di fare impresa. “E servono attività di questo tipo, che consentono di fare rete “perché l’Italia è fatta di PMI”.

 

La greeneconomy ripensata dalla generazione Z

Una valvola irrigatrice che, attraverso una serie di sensori, consente di elaborare un quantitativo corretto di acqua per la crescita delle piante. Un tessuto completamente sostenibile che sarà utilizzato per i rivestimenti di un autoveicolo: per essere precisi, una city car elettrica rivolta a un pubblico femminile ed elegante. Un marketplace per la compravendita di animali da allevamento che riduce la distanza fra il produttore e il consumatore finale. Un dispositivo che permette di geolocalizzare le arnie, monitorarne il peso e, di conseguenza, la produzione di miele. E infine una mousse utilizzabile per varie parti del corpo, fatta soprattutto con l’olio della Sabina. L’ultimo segmento del Wwworkers Camp ha strizzato l’occhio a quella generazione Z coetanea o poco più grande di Greta, che inizia a fare impresa grazie ai progetti di formazione che legano digitale e sostenibilità nel mondo della scuola. Storie di eccellenza che arrivano da tutta Italia, nate grazie a progetti importanti come ITS 4.0 e Junior Achievement. Un patrimonio di idee e competenze che di anno in anno cresce sempre di più. Del resto, come ha sottolineato Giada Dionisi, Junior Achievement Italia, “è molto facile lavorare con i ragazzi sull’innovazione e sul green perché loro queste sensibilità le hanno radicate”.

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