Che fa Enerbrain, la startup che ha vinto i 300K del Premio Marzotto 2019
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Ultimo aggiornamento il 23 novembre 2019 alle 8:37

Che cosa fa Enerbrain, la startup che ha vinto i 300K del Premio Marzotto 2019

Tre domande a caldo a Filippo Ferraris, co-founder di Enerbrain, la startup che si è aggiudicata il Premio Gaetano Marzotto per l'Impresa 2019

Ha sviluppato soluzioni energy saving per i grandi edifici non residenziali, è nata nel 2015 all’interno di I3P, l’incubatore imprese innovative del Politecnico di Torino ed è stata supportata inizialmente dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Si chiama Enerbrain ed è la startup che si è aggiudicata i 300 mila euro del Premio Per l’Impresa Gaetano Marzotto 2019, il primo premio. Sul palco a ricevere il contributo c’erano Ivo Gattulli (si occupa di utilities e alternative markets), Andrea Vassia (Head of Finance and Legal Affairs) e Filippo Ferraris (co-founder e Chief Product Officer). La loro storia l’ha raccontata Luca Annunziata QUI. “Il CEO, Giuseppe Giordano, viveva negli Stati Uniti e lavorava con la sua laurea da architetto: spinto da uno dei suo professori è andato a un hackathon e ha scoperto che attorno all’IoT ferveva l’interesse e l’attività di tantissime persone. Con i suoi colleghi – si legge – Marco Martellacci, Francesca Freyria e Filippo Ferraris ha dato vita a Enerbrain: fondata a Torino, dove oggi ha una bellissima sede in un edificio storico, perché a Torino Martellacci (oggi chief scientist di Enerbrain) stava lavorando a quello che poi sarebbe diventato il cuore della tecnologia che oggi gestisce grandi spazi per garantire comfort e un risparmio in bolletta”.

Ecco cosa ci ha detto invece a caldo Filippo Ferraris. «Il next step? Il prossimo anno pensiamo a consolidare il prodotto – ha detto – e ad aumentare la produzione, per espandere all’estero. Abbiamo un piano di internazionalizzazione molto forte. Operiamo già in 8 Paesi, ma l’obiettivo è crescere sempre di più in questa direzione». E la chiave per competere all’estero con le Big? «La chiave è la scalabilità del prodotto» ha spiegato invece il CFO Andrea Vassia.

Ivo Gattulli, Andrea Vassia e Filippo Ferraris di Enerbrain

Filippo, la sostenibilità ambientale è diventato un tema comune?

«E meno male. La differenza è che il nostro sistema è veramente scalabile. Ha la capacità di riuscire a installare centinaia o anche migliaia di edifici in un tempo rapido. E a renderli più efficienti».

Vi occupate di edifici non residenziali, e le abitazioni?

«Abbiamo intenzione di aprirci anche agli edifici non residenziali. Proprio quest’anno stiamo iniziando dei progetti con aziende importanti nel campo dei condomini, dove vogliamo portare un sistema centralizzato. L’obiettivo è aiutare gli utenti ad avere più risparmio e riduzione dell’inquinamento nelle grandi città».

Come si incastra Enerbrain in un contesto di Smart City?

«Uno dei progetti di cui siamo più orgogliosi è quello che abbiamo fatto nella città di Torino, dove abbiamo installato Enerbrain un centinaio di edifici pubblici (scuole, musei, biblioteche), con il risultato di aver fatto risparmiare alla città il 28%, grazie ad un sistema di sensori e attuatori tutti connessi in cloud».

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