Parte il Fondo Nazionale Innovazione: sei consiglieri scelti da Cdp, l'Amministratore Delegato è Enrico Resmini - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 27 novembre 2019 alle 11:48

Parte il Fondo Nazionale Innovazione: sei consiglieri scelti da Cdp, l’Amministratore Delegato è Enrico Resmini

CDP designa i candidati ai CDA di SACE, SIMEST, Fintecna, CDP Immobiliare, CDP Investimenti SGR, Fondo Italiano d’Investimento SGR, Invitalia Ventures SGR, SIA e Salini Impregilo

È Enrico Resmini l’amministratore delegato designato del Fondo Nazionale Innovazione, che viene sbloccato oggi da Cassa Depositi e Prestiti. Di pochi minuti fa la notizia. Con la nomina entra quindi nell’operatività il “fondo nazionale di innovazione” denominato Invitalia Ventures SGR. Il fondo ha una dotazione che potrà arrivare fino a 1 miliardo e sarà a supporto dell’innovazione tramite investimenti diretti e indiretti.

 

Ecco le nomine indicate questa sera da Cdp:

Enrico Resmini (Amministratore Delegato)
– Pierpaolo Di Stefano
– Marco Bellezza
– Isabella de Michelis di Slonghello
– Lucia Calvosa
– Antonio Margiotta

Chi è Enrico Resmini

Enrico Resmini è partner di EY, è stato Presidente della Fondazione Vodafone Italia e Direttore Ultrabroadband, Wholesale and Strategy di Vodafone Italia da settembre 2014, con l’incarico di guidare i progetti di trasformazione aziendale, l’evoluzione della banda ultralarga e l’offerta wholesale, insieme alla definizione delle strategie di medio e lungo periodo dell’azienda in Italia. Entrato in Vodafone nel 2012, Resmini ha ricoperto il ruolo di Direttore Residential, con la responsabilità dei servizi di telefonia fissa di Vodafone dedicati alle famiglie italiane. Vanta una lunga esperienza nel campo della consulenza strategica. Dal 1995 in McKinsey & Company Italy, a partire dal 2005 ha ricoperto il ruolo di Partner guidando importanti progetti nei settori delle Telecomunicazioni e dei Media. Laureato in ingegneria aeronautica, ha conseguito un Master in Business Administration presso l’Insead di Fontainebleau. Enrico Resmini è nato a Oakland (USA) nel 1968, è sposato e ha tre figli.

Il Fondo Nazionale Innovazione è una delle leve strategiche per la realizzazione di quella che il ministro Luigi Di Maio, che da tempo spinge sulla nascita di questo strumento, chiama “la Smart Nation”: con una dotazione finanziaria prevista nella Legge di Bilancio 2019 di circa 1 miliardo di euro, verrà gestito da Cassa Depositi e Prestiti e punta ad essere un elemento abilitante per investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale.

 

“È un segno importante, un anno dopo l’annuncio e 2 governi dopo averlo realizzato davvero grazie alla caparbietà di poche persone determinate a cambiare le sorti dell’eco sistema italiano. Può sembrare tanto tempo ma viene da pensare perché non sia stato fatto nei 5 anni precedenti” ha commentato David Casalini, Amministratore Delegato di StartupItalia.

Leggi anche: 1 Miliardo di dotazione per il Fondo Nazionale Innovazione: ci siamo

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di cosiddetto Venture Capital. Si tratta dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e PMI innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale. La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al VC la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione. Oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il comune obiettivo della crescita economica.

 

L’obiettivo è anche, si legge nel sito del Mise, difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, proprietà intellettuale e altri asset strategici che nella migliore delle ipotesi vengono “svendute” all’estero con una perdita secca per il sistema Paese.

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