#SIOS19 il premio per la migliore startup dell'anno sarà un'opera di Federico Clapis

Ultimo aggiornamento il 13 dicembre 2019 alle 9:20

#SIOS19 il premio per la migliore startup dell’anno sarà un’opera di Federico Clapis

Ospite del #SIOS19 in Bocconi, l'artista esporrà la sua opera "Connection". E alla startup vincitrice ne consegnerà una versione di 32 cm

Cosa ci fa un artista a un evento per startup? «Sarò al SIOS19 a Milano perché voglio dimostrare come i brand possono collaborare con l’arte. Non come mecenati passivi, ma come attori che partecipano a tutte le fasi del progetto». StartupItalia ha intervistato Federico Clapis a pochi giorni dall’Open Summit di lunedì 16 dicembre in collaborazione con l’Università Bocconi. Durante l’evento sarà esposta Connection, la sua scultura più iconica, in vetro resina, alta quasi 3 metri. «Racconta del legame invisibile tra madre e figlio». Alla startup vincitrice il giovane artista consegnerà come premio la stessa opera in una  versione di 32 centimetri.

Federico Clapis: da YouTube all’arte

Federico Clapis – che ha partecipato anche alla Summer Edition di SIOS19 a Firenze – è un artista che trasmette i suoi lavori attraverso le gallerie dei social network. In principio fu YouTube, 10 anni fa, con un canale su cui ha iniziato a caricare video in cui, all’alba dei selfie, prendeva in giro le manie di tutti i noi. (La serie di “Amore…selfie!” è una fotografia tanto divertente quanto attuale della nostra società). «Cosa c’è di più bello che ridicolizzare l’uomo? In contemporanea a questo filone di intrattenimento ho però iniziato a lavorare su tela. E alla fine ho trovato la mia dimensione nell’arte». Quattro anni fa Federico ha ha chiuso il capitolo degli sketch per dedicarsi completamente alle sue creazioni. «Gran parte dei follower che avevo su Youtube me li sono dovuti riconquistare su Instagram».

Instagram, appunto. Il nuovo museo virtuale, imprescindibile per gli artisti emergenti che vogliono farsi conoscere. «Come molte altre professioni, anche quella dell’artista ha dovuto fare i conti con i social network – ha spiegato Clapis – Oggi, nel mio lavoro, chi può permettersi di fare a meno e disinteressarsi delle piattaforme è soltanto chi si è storicizzato, chi ha già dato tutto nella vita». Alternandosi tra lo studio di Milano e Londra, Federico collabora soprattutto con brand italiani che coinvolge in tutto il processo artistico. Per questo la sua presenza in Bocconi vuole essere un messaggio di apertura a tutte le startup e aziende che animeranno l’Open Summit.

Il “marchio” di qualità

«È possibile legare l’arte ai brand in un modo elegante, che si sposi bene con tutto il processo creativo». In un anno e mezzo di presenza su Instagram Federico Clapis ha pubblicato e raccontato opere ed esposizioni, coltivando un dialogo quotidiano con i suoi follower, a cui spesso chiede che cosa suscitino i suoi lavori. «Rapportandoci con l’arte viene fuori quello che tutti noi abbiamo dentro: Connection è un’opera che in alcuni può suscitare tristezza, in altri magari legame e affetto. Certi miei lavori sono finiti in blog che raccontano la straordinaria esperienza della maternità». Oltre all’online ci sono anche le esposizioni in carne e ossa e a StartupItalia Federico ha anticipato qualcosa a riguardo. «Al SIOS19 annuncerò dove sarà la mia prossima mostra-evento in uno dei più importanti musei italiani».

Sui social Federico Clapis vuole diffondere l’arte e, in generale, contenuti che facciano bene alle persone. «Per questo, tempo fa, ho lanciato la campagna “Deep Scrolling”, suggerendo alle persone di defolloware tutte quelle pagine che su Instagram non trasmettono immagini o riflessioni positive. Online sono tante le cose che fanno friggere il cervello: ecco perché vorrei che questa piattaforma diventasse uno strumento di divulgazione culturale. Il mio contributo? Ogni giorno consiglio a chi mi segue un artista emergente».

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